Tosca

ITALIA, FRANCIA, GERMANIA, GRAN BRETAGNA - 2001
Tosca
E' la rappresentazione filmata dell'opera lirica di Giacomo Puccini.
Atto I: il pittore Mario Cavaradossi decide di aiutare un prigioniero politico nascondendolo nella sua villa prima dell'arrivo del capo della polizia Scarpia. Cavaradossi decide di celare l'accaduto alla famosa cantante Tosca, sua amante, assai gelosa.
Atto II: Uno stretto collaboratore di Scarpia, Spoletta, arresta il pittore. Questi, trasferito a Palazzo Farnese, viene torturato davanti a Tosca che, a quel punto, decide di rivelare il nascondiglio del fuggitivo. Scarpia promette di risparmiare la vita di Cavaradossi a condizione che Tosca gli si conceda. La donna finge di accettare ma poi lo pugnala.
Atto III: Mario, in attesa dell'esecuzione, viene raggiunto da Tosca che gli annuncia che la sua fucilazione sarà una finzione. Quando il plotone d'esecuzione spara, la donna si rende conto con orrore che il suo amante è stato realmente ucciso. Quando arriva Spoletta per arrestarla, la donna si getta dagli spalti di Castel Sant'Angelo.
  • Altri titoli:
    Tosca de Giacomo Puccini
  • Durata: 120'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DRAMMATICO, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica e da "La Tosca" di Victorien Sardou.
  • Produzione: DANIEL TOSCAN DU PLANTIER E FREDERIC SICHLER PER EURIPIDE PRODUCTIONS, VERADIA FILM, AXIOM FILMS, INTEGRAL FILM, SEVEN STAR FILM
  • Distribuzione: KEY FILMS
  • Data uscita 19 Aprile 2002

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 58. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA.

CRITICA

"Questa versione non è attualizzata in un grattacielo di New York, non sfrutta le potenzialità di location del cinema, non è una versione di teatro filmato. Affascina per questo. E' affidata interamente alla musica, alla recitazione e al canto di Angela Gheorghiu, Alagna e Raimondi, ambientata in scenografie dal vero, circondate però dal buio come quinta del sogno. Jacquot è abile a sfruttare le zone d'orchestra come spazi emotivi di cinema. In alcuni apici, stacca il canto dalle labbra degli attori e li fa recitare in prosa, sovrapponendo le due emozioni. Lascia una domanda: il futuro dell'opera lirica è il cinema?". (Silvio Danese,
'Il Giorno', 4 aprile 2002)

"Grandi cantanti che riescono ad essere anche buoni attori nella versione in film dell'opera lirica 'Tosca', creata da Giacomo Puccini su libretto di Illica Giacorsa nel 1900, e già adattata per il cinema da Carlo Koch con Imperio Argentina (1941) o da Carmine Gallone con Franca Duval (1956). Ritmi veloci, interpreti spesso in corsa, piccoli capricci di stile, bellissimi palazzi di Roma e bellissimi tramonti rossi romani, produzione assai accurata di Toscan du Plantier, fotografia notevole di Romain Winding". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 aprile 2002)

"Il regista tende a non nascondere mai il fatto che i cantanti recitino in playback. E comunque sia, funzionano: sia Roberto Alagna/Cavaradossi e Angela Gheorghiu/Tosca (che fanno coppia anche nella vita), sia soprattutto Ruggero Raimondi/Scarpia, un 'infame' da brivido". (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 28 aprile 2002)

"Bisogna avere un po' di pazienza per abituarsi all'alternanza dei registri visivi, però il risultato merita lo sforzo: poco a poco le immagini diverse si amalgamano in un tutto di grande suggestione, una lettura personale dell'opera che dovrebbe essere in grado di soddisfare il melomane quanto il cinefilo. Bellissima la fotografia di Romain Winding". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 aprile 2002)

"Metti 'Tosca' in un teatro di posa, spogliala dell'enfasi e degli orpelli tradizionali. Quindi tuffala in sfondi neri come la notte, a esaltare la dimensione artificiosa e metateatrale della messinscena. E' quanto fa Benoît Jacquot nella sua versione cinematografica del capolavoro di Puccini. Fedelissima nell'esecuzione musicale. Ma abbastanza libera da concedersi interventi e manipolazioni. (...) I puristi storceranno il naso, ma è uno dei pochi modi corretti di portare l'opera al cinema. Esaltando fra l'altro la straordinaria bravura anche recitativa dei cantanti, Anghela Gheorghiu, Roberto Alagna e soprattutto Ruggero Raimondi: uno Scarpia teso, concentrato, essenziale, metà orco metà vampiro". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 aprile 2002)
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