TORNA PICCINA MIA!

ITALIA - 1955
Stefano Ferri, celebre tenore, dopo la morte della moglie, vive dell'amore della sua piccola Orietta, di sei anni. La bambina è affidata alle cure di una vecchia governante, già nutrice della madre. Quando Stefano annuncia che darà ad Orietta una nuova mammina, la governante ne resta sconvolta, e uscita per pregare dinanzi ad un'immagine cara alla sua defunta padrona, viene colta da un temporale. Orietta, svegliata da un fulmine crede che la governante abbia lasciato la casa ed esce chiamandola disperatamente. Girando sotto la pioggia si smarrisce e viene investita da un carrozzone di girovaghi, i cui padroni, Zoras e sua moglie la raccolgono e la curano. Orietta è dunque sparita: vane risultano le ricerche del padre e della polizia. Il rinvenimento, presso un torrente, del suo orsacchiotto di stoffa, fa pensare che la bambina abbia avuto un tragico destino. I due girovaghi s'affezzionano alla bambina, che in seguito all'investimento ha subito un trauma alla testa e non ricorda più niente: essi la chiamano Esther, dal nome di una figlioletta morta. Stefano Ferri, avendo incontrato un piccolo orfano, Giorgio, che ha una bella voce, lo ha preso con sé e lo fa studiare. Passano parecchi anni: Esther-Orietta è divenuta la reginetta del Luna Park di Zoras. Giorgio la incontra casualmente e tra i due fiorisce l'amore. Ciò desta la gelosia di Mirko, un giovane di un baraccone vicino. Venuto a sapere che Esther è figlia di Stefano Ferri, Mirko gli scrive una lettera anonima, cercando anche con invenzioni calunniose di turbare la relazione sentimentale formatasi tra Esther e Giorgio. Da questa iniziativa di Mirko hanno origine drammatiche vicende, le quali portano infine Stefano alla convinzione che Esther è veramente la sua Orietta. Le calunnie di Mirko cagionano a tutti gli interessati gravi sofferenze, ma non possono impedire che Esther-Orietta e Giorgio, momentaneamente divisi, si ritrovino, si amino e infine si sposino.

CAST

CRITICA

"Nel colmo della calura estiva, questo film di medio livello ha ottenuto accoglienze piuttosto favorevoli, in buona parte per il titolo, ma anche per una innegabile pulizia nella realizzazione. Il soggetto non si può dire molto originale". (U. Tani, "Intermezzo", 14/15, 15/8/1955).
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