Tomorrowland - Il Mondo di Domani

Tomorrowland

USA - 2015
3/5
Tomorrowland - Il Mondo di Domani
Legati da un destino comune, Frank, un ex enfant prodige ormai disilluso, e Casey, un'adolescente ottimista e intelligente che trabocca di curiosità scientifica, intraprendono una pericolosa missione insieme, per svelare i segreti di una misteriosa dimensione spazio-temporale nota come "Tomorrowland". Le loro imprese cambieranno sia il mondo che la propria vita, per sempre.
  • Altri titoli:
    1952
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: SONY CINEALTA F65/SONY CINEALTA PMW-F55, AXSM/SRMEMORY, (4K)/F55 RAW (4K)/F65 RAW (4K) (1:2.35)
  • Produzione: DAMON LINDELOF, BRAD BIRD, JEFFREY CHERNOV PER WALT DISNEY PICTURES
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 21 Maggio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Michelangelo Iuliano
Bisogna avere un certo spirito per amare le giostre e le attrazioni di Disneyland. Ore di fila tra bambini urlanti e un caldo asfissiante per poter assaporare pochi minuti di adrenalina e di magia. Pochi minuti che per molti valgono ogni sacrificio, regalando una gioia cristallina, piena di positività e di buoni sentimenti.

Tomorrowland è un po' così, un film strutturato per ricalcare le emozioni di un'attrazione del parco dei divertimenti più famoso del mondo. Non a caso prende il nome dalla sezione di Disneyland ispirata alla tecnologia e a una visione entusiasmante del futuro, con giostre che simulano voli nello spazio ed esplorazioni stellari. Tomorrowland è un'opera di fantascienza dal gusto retrò che non disdegna di parlare al pubblico dei più piccoli di argomenti importanti come l'ecologia, la guerra, la salvaguardia del pianeta e, tema centrale del film, l'importanza della speranza in un futuro migliore per dare un senso alla vita.

La storia ruota attorno alla città di Tomorrowland, un mondo futuro in una dimensione alternativa dove si sono concretizzati tutti i sogni di progresso dell'umanità. La storia si alterna tra differenti momenti storici e diversi luoghi: la New York dell'Esposizione Universale degli anni '60, dove un piccolo Frank Walker (da adulto sarà George Clooney) vuole a tutti i costi mostrare alla comunità scientifica un jetpack di sua invenzione, e la Cape Canaveral dei giorni nostri, dove Casey Newton (Britt Robertson), una giovane idealista che crede fortemente nei valori del progresso scientifico, si batte per impedire lo smantellamento (causa crisi economica) della leggendaria base di lancio delle missioni spaziali della NASA. Le vite di Casey e di Frank si incrociano grazie ai piani di Athena, un'enigmatica bambina, e a delle misteriose spillette in grado di trasportare le persone nella fantastica città di Tomorrowland. Un luogo apparentemente lontano nel tempo che è però strettamente legato al destino del nostro pianeta.

Il racconto, pieno zeppo di citazioni letterarie e cinematografiche, alcune anche spassose (la furibonda lotta in una fumetteria a suon di gadget e oggettistica "nerd" o la visita allo studio segreto di Gustave Eiffel in cima alla celebre torre), scorre in buona parte incalzante e divertente, inceppandosi solo in alcuni passaggi un po' troppo forzati e nel finale insostenibilmente retorico. Lo sceneggiatore Damon Lindelof, uno dei creatori della serie televisiva Lost, sembra essere prigioniero degli schemi narrativi della bella e lunga storia che lo ha portato al successo, che vengono in pratica qui riproposti e traslati, ma il tocco "vintage", ironico e visionario del regista Brad Bird (uno dei primi autori dei Simpson e regista di splendidi film d'animazione come Ratatouille, Il gigante di ferro e Gli incredibili) conferisce originalità all'opera e costruisce una potente metafora della speranza e dell'ottimismo.

Tomorrowland, i cui esterni sono stati in parte girati alla Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, progettata dall'architetto Santiago Calatrava, incarna una felice, progressista e molto disneyana idea di futuro, rovesciando i canoni della fantascienza contemporanea, abituata a raccontare mondi post apocalittici. La sua collocazione tra sterminati campi di grano e il suo skyline richiamano direttamente il fantastico mondo di Oz del grande classico cinematografico di Victor Fleming, ma, esattamente al contrario di Dorothy, nel caso di Tomorrowland la protagonista Casey non ha alcuna intenzione di tornare nel suo mondo. Il futuro è troppo bello, nonostante il fatto che il male alberghi anche in questa meravigliosa utopia incarnato dalla sua stessa idea elitaria di società (a capo della quale c'è il pragmatico e aristocratico David Nix, interpretato Hugh Laurie, il mitico Dr. House purtroppo sottoutilizzato nei panni del cattivo di turno).

Sarà anche un film per ragazzi, ma basta davvero poco per dimenticare i limiti di Tomorrowland e lasciarsi coinvolgere nel fantastico viaggio dei suoi protagonisti. A volte, per ritrovare un po' di speranza, si può tornare bambini, e rimanere stupiti di un piccolo giro di giostra.

CRITICA

"All'inizio e per un po' non si capisce granché, ma tutto sommato questo rende l'aspettativa più intrigante. (...) È un film Disney e la sua parte di favolistica semplificazione ce l'ha. Ma la suggestione, soprattutto grazie ai ragazzini e meno allo spaesato Clooney, sa farsi trascinante." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 21 maggio 2015)

"Utopia contro distopia: potrebbe essere questo il «messaggio» di questo curioso, magari un po' prolisso 'Tomorrowland' prodotto dalla Disney, marchio che garantisce, comunque, un certificato di qualità ai suoi prodotti. Anche quando, affrontando, come in questo caso, un tema complesso come quello di un certo tipo di fantascienza, magari non tutto torna. Bisogna faticare un po' per entrare nella storia, bisogna stare attenti ai passaggi temporali, ai personaggi che si inseguono dal passato al presente (e poi nel futuro), e nello spazio e fuori e dentro il tempo, poi però quando finalmente il meccanismo si mette in moto, la storia prende un suo spessore, diventa a suo modo avvincente e abbastanza spettacolare. (...) Un po' ingarbugliato nella trama, solo a tratti emozionante (ma certo la sequenza del lancio del razzo che parte dalla Torre Eiffel, è veramente spettacolare), magari difficile da seguire nelle spiegazioni scientifiche, il film sembra una sorta di Mago di Oz fantascientifico: un regno, dell'utopia, appunto, dove cercare e, forse, trovare, nel futuro, le soluzioni per il nostro presente". (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 24 maggio 2015)

"La Disney dovrebbe forse interrogarsi se sia dignitoso (conveniente lo è senz'altro) convertire i suoi gloriosi parchi a tema in franchise cinematografiche. Com'è successo, per esempio, con la serie dei «Pirati dei Caraibi», anche «Tomorrowland» è ispirato all'omonima attrazione che, sia pure più volte aggiornata, rientra nel lotto di quelle pionieristiche della Disneyland anni Cinquanta. La premessa era dunque poco entusiasmante, ma non hanno purtroppo funzionato neppure le firme del regista di «Gli incredibili» e «Ratatouille» Bird e dello sceneggiatore di «Lost» Lindelof: il risultato è un blockbuster preadolescenziale le cui ridondanze infarcite di effetti speciali risultano sovrastate dagli ingenti e irritanti difetti. (...) qualche inefficace intermezzo da commedia brillante e soprattutto un'overdose di violenze e inseguimenti che sballottano lo spettatore su vere e proprie montagne russe di atmosfere, toni, dialoghi e recitazioni (Clooney è sempre meno credibile e le troppe sequenze sdolcinate finiscono per renderlo patetico, mentre il «dottorHouse» Laurie appare spaesato). Il flashback iniziale si regge ancora su accettabili fondamenta sci-fi, ma appena il terzetto dei protagonisti (...) si disloca qua e là nel mondo (la sequenza più riuscita utilizza la Tour Eiffel come rampa di lancio) e nelle diverse dimensioni spazio-temporali, l'esuberanza deraglia in caos narrativo e le usurate tematiche para-scientifiche, prima fa tutte quella del libero arbitrio contrapposto al destino, precipitano inesorabilmente nell'imbuto della metaforina edificante." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 28 maggio 2015)

"Su sfondi meravigliosi e rassicuranti secondo il gusto retro della sci-fi steampunk, e attraverso un complicato, spesso non riuscitissimo, andirivieni tra passato, presente e 'Tomorrowland', (...) Bird a Lindelof tessono il loro omaggio all'utopia disneyana della Experimental Prototype Community of Tomorrow (ridimensionata, dopo la scomparsa di Walt, nell'Epcot Center di Disney World) e a un'umanità che crede in una versione solare, dinamica e creativa del processo tecnologico. In quel senso, immaginate Tomorrowland come l'esatto contrario del pianeta di sedentari, lobotomizzati, grassoni in cui si ritrova il robottino Wall-e. E 'Tomorrowland' come l'antidoto della distopia di 'Hunger Games' o 'Divergent'. Come nei Sixties, quando l'America andava sulla luna e il simbolo del nucleare era benevolo quasi quanto uno Smile, il futuro è una promessa, o almeno basta pensarlo così, in questo kolossal, convinto, e molto scombinato che fa pensare ai film d'avventura prodotti dalla Disney negli anni '50, anche se include la strana love story tra un uomo e una bambina meccanica. (...) Più confuso, mancato, che superficiale o reazionario (come lo hanno trovato alcuni critici Usa) 'Tomorrowland' inciampa e si aggroviglia nel suo (very)'high concept', un po' come 'John Carter' e, in un certo senso, anche l'ultimo cartoon Pixar, 'Inside Out'. Il che ne fa il fallimento nobile di un'idea importante." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 11 giugno 2015)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy