Tomb Raider: La culla della vita

Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life

USA - 2003
Tomb Raider: La culla della vita
L'archeologa Lara Croft è sulle tracce del vaso di Pandora, nascoso in una zona chiamata "La culla della vita" e deve trovare l'oggetto prima che cada nelle mani dello scienziato Jonathan Reiss, che intende usarlo per dominare il mondo.
  • Altri titoli:
    Lara Croft Tomb Raider: Die Wiege des Lebens
    Tomb Raider 2
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, AVVENTURA
  • Tratto da: personaggi dell'omonimo videogioco
  • Produzione: BLUE TULIP, LAWRENCE GORDON PRODUCTION, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 24 Ottobre 2003

CRITICA

"Torna Lara Croft (Angelina Jolie), la tombarola inglese che salva il mondo. Stavolta deve fermare chi vuole scoperchiare il vaso di Pandora. Meglio del primo episodio ma sempre bruttino, 'Tomb Raider - La culla della vita' di Jan De Bont ripropone esotismo, azione e amore. Tratto dal gioco per playstation, è una sintesi tra 007 e Indiana Jones. Jolie è la prova ontologica dell'esistenza di Venere, da cui deve discendere. Ma Lara è un personaggio noiosissimo. Flop in Usa. Non contate sul terzo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 ottobre 2003)

"Se la storia non sta in piedi, si regge allegramente sulle ben tornite gambe di Angelina Jolie; pronta a tuffarsi dai grattacieli, come a prendere sberle agli squali. Certo, il film può anche divertire. A patto di avere meno di dieci anni." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 24 ottobre 2003)

"In 'Tomb Raider: la culla della vita', in sprezzo del ridicolo, Angelina Jolie, dopo due sonori flop, come attrice, peggiora a vista. Bisogna accontentarsi del solito fracasso international elettronico, del turismo cartolinesco e di una morale adeguata: meglio non aprire vasi, lasciamo le cose come stanno, il mondo ha un suo equilibrio. Emozioni infantili ma pericoli per il cast molti: Lara, si sa, per 15 milioni di dollari, fa tutto da sola e a mani nude, esperta di ju-jitsu, kick boxing, bungee jumping, un saldo di arti marziali. Col suo rimmel volitivo, supera infiniti ostacoli, fra criminali e bestie della stessa ferocia, salta col paracadute, scala i vulcani attivi, si tuffa dai grattacieli, nell'avventura talvolta ironica suo malgrado. Il resto si vorrebbe dire che è silenzio, ma è rumore." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 ottobre 2003)

"Troppo lungo, chilometrico titolo incluso, il film ha un ritmo languido, languente addirittura: il che rende ancora di più visibile la povertà di una sceneggiatura scritta con la mano sinistra, senza il minimo sforzo d'invenzione. E spiace leggere, alla regia, il nome di Jan De Bont, che a suo tempo ci sorprese col film 'Speed'. A peggiorare le cose, i conati di umorismo sono da serie Z e perfino i paesaggi mancano di respiro, comunicando suggestioni esotiche degne di una puntata de l''Isola dei famosi'. Tra il gioco video che ha 'ispirato' la serie e la versione live, il primo resta il migliore." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 ottobre 2003)
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