Tiramisù

ITALIA - 2016
1,5/5
Tiramisù
Antonio Moscati è sposato con Aurora, una donna dolce ma tutta d'un pezzo. Nella loro vita bazzicano spesso il cognato di Antonio, il cinico Franco, trentenne divorziato con una figlia di sette anni e che cambia modella ogni settimana, e Marco, perennemente depresso perché la sua enoteca è sempre vuota a causa del suo atteggiamento sciatto e disfattista, e di conseguenza ha accumulato tanti debiti. Antonio fa il rappresentante di prodotti farmaceutici, e gira con poco successo ed entusiasmo gli studi dei medici della mutua, cercando ogni giorno di vendere le sue garze e le sue bende. Alla sua frustrazione quotidiana, si è aggiunto ultimamente anche il timore che sua moglie Aurora, possa stancarsi presto di lui e del suo non essere un vincente. Finché un giorno Antonio, dimentica in uno studio medico un tiramisù fatto da Aurora e che lui avrebbe dovuto portare alla Caritas. Un medico lo assaggia, e la vita di Antonio cambia. Il tiramisù diventa il primo innocente gradino, di una scala di intrallazzi che il maldestro Antonio riuscirà comunque a costruire per ottenere sempre più successo nel campo della sanità. Antonio, tra mille imprevisti e situazioni comiche, diventerà senza quasi accorgersene, una persona diversa e disposta quasi a tutto per conquistare e mantenere il suo nuovo status quo. Per aprirgli gli occhi, servirà Aurora e la sua decisione di lasciare un uomo così diverso da quello che lei aveva sempre amato...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: MAURIZIO TOTTI, ALESSANDRO USAI PER COLORADO FILM, MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 25 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Antonio Moscati fa il rappresentante di articoli sanitari, è sposato con Aurora e, mentre frequenta studi medici e ospedali alla ricerca di materiale da vendere, si ritrova in casa il cognato Franco, trentenne divorziato con una figlia di nove anni a carico. Antonio è in crisi di autostima, un giorno dimentica in uno studio medico un tiramisù fatto dalla moglie e da quel momento tutto cambia...Dopo averci girato intorno a lungo, anche per Fabio De Luigi è arrivato il momento del passaggio dietro la m.d.p. Sembra niente, ma la distanza è più lunga e impervia di quanto possa apparire. De Luigi infatti non si limita a mettere la firma sulle immagini, ma con Tiramisù si propone come responsabile di soggetto e sceneggiatura, come protagonista in grado di distribuire ruoli, aprire spazi narrativi, andare e venire dalla trama. E questo forse è troppo.

Perché De Luigi comincia col dipingere la figura di un uomo sostanzialmente indifeso e abulico, che a poco a poco trova la forza per migliorare la propria posizione, fare guadagni e ottenere successo. In sostanza Antonio passa dalla timidezza all'abbassamento della soglia di tolleranza verso la disonestà. Diventa uno ricco e famoso, frequenta ambienti ricercati, cede alle lusinghe di una donna. Quello che non si capisce è come faccia e perché, Antonio a smuovere le situazioni che gli cambiano la vita. Restano evanescenti i motivi per i quali Antonio compie salti di qualità repentini e imprevisti: fino ad essere chiamato in un misterioso castello in montagna in un'atmosfera dove arriva anche un ministro. Tanto è stata rapida l'ascesa, tanto è precipitosa la marcia indietro. Antonio fa i conti con i propri errori, in una giravolta che sa di debole pentimento. E  nella passerella finale ecco Antonio tornare ad una situazione più 'tranquilla'. Lasciando tuttavia l'impressione di un'operazione poco convinta e alquanto raffazzonata.

Nella quale, oltre a Antonio/De Luigi, sono coinvolti con alterne fortune, Vittoria Puccini, Giulia Bevilacqua e caratteristi di varia estrazione, Angelo Duro, Alberto Farina oltre ad uno stuolo di nomi della factory Colorado. Che ce la mettono tutta per risollevare le sorti del prodotto. Ma con poco successo.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO D'INTERESSE CULTURALE NAZIONALE DAL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA. REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON MEDIASET PREMIUM E IN ASSOCIAZIONE CON FRIULADRIA CREDIT AGRICOLE AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT.

CRITICA

"Fabio De Luigi, cartoon vivente, e Angelo Duro, eroe di Facebook, uniti per dirci che ogni uomo ha il suo prezzo. (...) Tutto è già detto, non ci sono occasioni d'ilarità, la natura fantozziana dell'attore neo regista mal si sposa con la denuncia anche della malasorte giovanile e dell'arroganza della moda: la storiella imbuca presto una strada a sbadiglio no exit in cui fanno da vallette Vittoria Puccini e Giulia Bevilacqua." (Maurizio Porro, "Corriere della Sera", 25 febbraio 2016)

"(...) niente da fare, pur non privo di momenti carini il film gira a vuoto. Tante simpatiche apparizioni tra le quali spicca quella di Pippo Franco. La moglie è Vittoria Puccini, misurata e assolutamente deliziosa." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 25 febbraio 2016)

"Una storiella di rara inconsistenza attorno alle traversie dello sfigato informatore farmaceutico Antonio. (...) Non si ride quasi mai e il pur simpatico protagonista fa le stesse faccette di tutte le sue commedie." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 25 febbraio 2016)

"Toh, chi si rivede: Pippo Franco (...). Un piccolo ruolo, il suo, ma molto ben disegnato e forse il migliore tra i caratteri messi in campo da Fabio De Luigi, che esordisce alla regia, oltre ad interpretarlo nel personaggio principale, di questo corretto ma un po' anodino «Tiramisù». (...) «Cartone animato vivente», come è stato definito, De Luigi costruisce una storia che ruota, naturalmente, tutta intorno al suo personaggio ed è un peccato perché, per esempio, il personaggio di Aurora, che pure è quella che in un certo modo mette in moto il meccanismo con il suo dolce, resta un po' troppo nell'ombra. Il percorso di rapida ascesa e di altrettanto rapida caduta della vita professionale di Antonio segue una scansione che non è sempre chiarissima, anche se, essendo una commedia, questo è sicuramente un peccato veniale. Resta, come dicevamo, il bel disegno dei personaggi di contorno: del medico di Pippo Franco abbiamo detto, ma ci sono anche l'esordiente Angelo Duro nei panni di Franco, il cognato impiccione, Bebo Storti sempre a suo agio nelle parti di «carognone», Orso Maria Guerrini che fa sempre la sua figura, Giovanni Esposito nei panni del medico maneggione." (Andrea Frambrosi, 'l'Eco di Bergamo', 2 marzo 2016)
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