Tiramisù

ITALIA - 2016
Antonio Moscati è sposato con Aurora, una donna dolce ma tutta d'un pezzo. Nella loro vita bazzicano spesso il cognato di Antonio, il cinico Franco, trentenne divorziato con una figlia di sette anni e che cambia modella ogni settimana, e Marco, perennemente depresso perché la sua enoteca è sempre vuota a causa del suo atteggiamento sciatto e disfattista, e di conseguenza ha accumulato tanti debiti. Antonio fa il rappresentante di prodotti farmaceutici, e gira con poco successo ed entusiasmo gli studi dei medici della mutua, cercando ogni giorno di vendere le sue garze e le sue bende. Alla sua frustrazione quotidiana, si è aggiunto ultimamente anche il timore che sua moglie Aurora, possa stancarsi presto di lui e del suo non essere un vincente. Finché un giorno Antonio, dimentica in uno studio medico un tiramisù fatto da Aurora e che lui avrebbe dovuto portare alla Caritas. Un medico lo assaggia, e la vita di Antonio cambia. Il tiramisù diventa il primo innocente gradino, di una scala di intrallazzi che il maldestro Antonio riuscirà comunque a costruire per ottenere sempre più successo nel campo della sanità. Antonio, tra mille imprevisti e situazioni comiche, diventerà senza quasi accorgersene, una persona diversa e disposta quasi a tutto per conquistare e mantenere il suo nuovo status quo. Per aprirgli gli occhi, servirà Aurora e la sua decisione di lasciare un uomo così diverso da quello che lei aveva sempre amato...

CAST

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO D'INTERESSE CULTURALE NAZIONALE DAL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA. REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON MEDIASET PREMIUM E IN ASSOCIAZIONE CON FRIULADRIA CREDIT AGRICOLE AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT.

CRITICA

"Fabio De Luigi, cartoon vivente, e Angelo Duro, eroe di Facebook, uniti per dirci che ogni uomo ha il suo prezzo. (...) Tutto è già detto, non ci sono occasioni d'ilarità, la natura fantozziana dell'attore neo regista mal si sposa con la denuncia anche della malasorte giovanile e dell'arroganza della moda: la storiella imbuca presto una strada a sbadiglio no exit in cui fanno da vallette Vittoria Puccini e Giulia Bevilacqua." (Maurizio Porro, "Corriere della Sera", 25 febbraio 2016)

"(...) niente da fare, pur non privo di momenti carini il film gira a vuoto. Tante simpatiche apparizioni tra le quali spicca quella di Pippo Franco. La moglie è Vittoria Puccini, misurata e assolutamente deliziosa." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 25 febbraio 2016)

"Una storiella di rara inconsistenza attorno alle traversie dello sfigato informatore farmaceutico Antonio. (...) Non si ride quasi mai e il pur simpatico protagonista fa le stesse faccette di tutte le sue commedie." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 25 febbraio 2016)

"Toh, chi si rivede: Pippo Franco (...). Un piccolo ruolo, il suo, ma molto ben disegnato e forse il migliore tra i caratteri messi in campo da Fabio De Luigi, che esordisce alla regia, oltre ad interpretarlo nel personaggio principale, di questo corretto ma un po' anodino «Tiramisù». (...) «Cartone animato vivente», come è stato definito, De Luigi costruisce una storia che ruota, naturalmente, tutta intorno al suo personaggio ed è un peccato perché, per esempio, il personaggio di Aurora, che pure è quella che in un certo modo mette in moto il meccanismo con il suo dolce, resta un po' troppo nell'ombra. Il percorso di rapida ascesa e di altrettanto rapida caduta della vita professionale di Antonio segue una scansione che non è sempre chiarissima, anche se, essendo una commedia, questo è sicuramente un peccato veniale. Resta, come dicevamo, il bel disegno dei personaggi di contorno: del medico di Pippo Franco abbiamo detto, ma ci sono anche l'esordiente Angelo Duro nei panni di Franco, il cognato impiccione, Bebo Storti sempre a suo agio nelle parti di «carognone», Orso Maria Guerrini che fa sempre la sua figura, Giovanni Esposito nei panni del medico maneggione." (Andrea Frambrosi, 'l'Eco di Bergamo', 2 marzo 2016)
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