Tina - What's Love Got to Do with It

What's Love Got to Do with It

USA - 1993
Tina - What's Love Got to Do with It
La piccola nera Anna Mae Bullock, si fa un giorno cacciare dal coro della sua Chiesa, poiché interpreta a modo suo stile "gospel". Notata da un compositore di canzoni a capo di una orchestrina - Ike Turner - costui ne valuta il talento, la lancia con il nome di Tina in varie tournée, se ne innamora ricambiato: il duo, sposatosi, comincia a far dollari e dischi. Ma Ike non solo è un manager esigente che litiga sempre per imporre il proprio tipo di canzoni, ma è anche un uomo violento e duro, che alterna carezze e doni a botte ed umiliazioni. Alla fine ribellatasi e chiesto il divorzio, Tina vince la causa e lascia al marito denaro ed investimenti, purchè le resti il proprio nome artistico.
  • Altri titoli:
    Tina: What's Love Got to Do with It
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Tratto da: dal libro "Io, Tina la storia della mia vita" di Tina Turner e Kurt Loder
  • Produzione: TOUCHSTONE PICTURES
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA - TOUCHSTONE HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO AGOSTO/OTTOBRE 1993.

CRITICA

"I film sulla vita delle star, e in particolare di quelle musicali, sono anche un variante del backstage drama di Hollywood, dove l'irresistibile ascesa del protagonista viene spiata da dietro le quinte, con enfasi soprattutto sulle lacrime e il sangue di cui gronda il successo. Nel caso di Tina Turner la cosa non manca di fondamento: mentre lavorano insieme Ike la costringe a prove e spettacoli massacranti, anche se è puerpera e malata di anemia; quando coglie la prima affermazione da sola, 'A Fool in Love', diventa più cattivo e manesco, senza rinunciare ai suoi passatempi favoriti che sono il tradimento coniugale e la cocaina. L'indomita Tina resisterà a tutte le prove, rifugiandosi nel buddismo e stringendo i denti: non più giovane e finalmente single sul palco e nella vita, trionferà in tutto il mondo con 'What's Love Got to Do with it', il brano che fa da sottotitolo al film." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 ottobre 1993)

"Tutto sommato un film breve che racconta trent'anni nella vita di una cantante e che mantiene desta l'attenzione dello spettatore più attento. Certo, sono stati evitati i lunghi concerti, i particolari senza importanza o risaputi, per mettere l'accento soprattutto sulla donna. Una buona ricostruzione ambientale, un'interpretazione che non ha niente di macchiettistico e l'intervento, in finale, della vera Tina Turner i pregi. (...) E la Turner cosa ne pensa? Ha partecipato attivamente alla realizzazione e si è dimostrata d'accordo sulle scelte." (José De Arcangelo, 'Paese sera', 16 settembre 1993)

"Anche in 'Tina' s'avverte il rapporto tra sacro e profano, che è d'altronde una caratteristica della musica nera, sia folklorica che moderna. La pellicola non ne discute le motivazioni profonde: le personalità complementari di Ike (il male?) e di Tina (il bene?) andavano forse interpretate in una chiave più etnologica e meno tragicizzante, per capire il sessismo e l'esibizionismo imperanti, a livello sociofamiliare, nelle micro e macro comunità afroamericane. Alla stessa stregua l'equivoco della loro unione sentimentale andava riletto attraverso le regole spietate che lo show-business spesso impone ai suoi rappresentanti più giovani e meno acculturati. Nel film tutto ciò si avverte solo in superficie: la mancanza di spessore analitico è però compensata dal gusto dello spettacolo e dal senso del ritmo narrativo, che forniscono un ottimo esempio di cosiddetto rock-movie, sottogenere della cinematografia musicale ormai maturo e rispettabile." (Guido Michelone, 'Attualità Cinematografiche')
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