Third Person

USA - 2014
Third Person
Tre storie d'amore, passione, fiducia e tradimento che prendono vita in tre città diverse, Parigi, Roma e New York, nelle quali si dipanano le vicende di tre coppie che sembrano non avere nulla in comune, se non un flebile, impalpabile legame.
Parigi. Michael, scrittore premio Pulitzer, si rifugia in una camera d'albergo di per finire il suo ultimo libro. L'uomo ha recentemente lasciato la moglie Elaine e sta vivendo una burrascosa relazione con la giovane e ambiziosa scrittrice Anna, una donna che sa perfettamente quello che vuole.
Roma. Scott è un ambiguo uomo d'affari americano che si trova nella Capitale per fare spionaggio sugli schizzi dei nuovi modelli di famose case di moda. L'uomo, che odia qualsiasi cosa sia italiano, si imbatte in Monika, una bellissima gitana in difficoltà e decide di aiutarla. Insieme a lei parte per una città del Sud Italia. ben presto, però, inizia a sospettare di essere la vittima di una truffa ben congegnata.
New York. Julia, attrice di soap opera senza lavoro, si sta battendo con l'ex marito Rick, famoso artista newyorkese, per la custodia del figlio di sei anni. Dato che i sussidi non arrivano e le spese legali sono ingenti, Julia è costretta a lavorare come cameriera nello stesso albergo di lusso dove una volta era un'ospite assidua. fino a quando Theresa, l'avvocato di Julia, troverà il modo per tentare di far cambiare idea al tribunale e farle così ottenere la custodia del bambino.
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: PAUL BREULS, MICHAEL NOZIK, PAUL HAGGIS PER CORSAN
  • Distribuzione: M2 PICTURES (2015)
  • Data uscita 2 Aprile 2015

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CRITICA

"Piacerà a chi ha un debole per Haggis e per la sua abilità d'incastrare vicende apparentemente incompatibili ('Crash'). Peccato che Paul sballi l'episodio italiano (come non di rado accade quando Hollywood viene a girare in casa nostra)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 ottobre 2014)

"Imbarazzante dramma sentimentale a tre scomparti, ambientato in tre città dal pompatissimo Paul Haggis. Roma, Parigi, New York assistono impotenti agli estenuanti tiramolla di tre coppie, immusonite, afflitte da flemma e logorrea. Di certo si capisce poco. Tant'è vero che la cosa più chiara, oltre al nudo(quasi integrale) di Olivia Wilde, è l'astruso titolo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 ottobre 2014)

"Non è un caso che 'Third Person', dopo essere stato più volte modificato in corso di sceneggiatura, sia rimasto molto tempo in stand-by distributivo. Nonostante inalberi la riverita firma di Paul Haggis, acuto scrittore forse sopravvalutato come regista ('Crash'), il suo ultimo film girato prevalentemente in Italia è un pretenzioso quanto sfocato puzzle dedicato, che novità, all'amore (...)... Francamente un pasticcio che unisce le parti, si fa per dire, realistiche - in cui perlomeno si fanno valere alcune interpretazioni (Neeson e Kunis) - a quelle allegoriche forse partorite dalla mente allucinata dello scrittore: imitando con malagrazia certe incursioni sperimentali di registi più adeguati al genere, come Gondry o Kaufman, Haggis pretende troppo da se stesso e osa addirittura cimentarsi con una serie di fellinismi da mercatino dell'usato." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 aprile 2015)

"Sceneggiatore d'indiscusso talento premiato con tre Oscar per 'Crash', Paul Haggis riprende la formula narrativa degli episodi paralleli che s'intersecano. (...) Questa volta la struttura corale prediletta da Haggis non ottiene il risultato che si poteva sperare. La sceneggiatura, incoerente, fa scricchiolare le giunture tra i vari fili narrativi; quanto agli attori, sono divisi tra chi sovrarecita e chi, svogliato, pare lì solo per prendere l'assegno. Unica notizia positiva la bella fotografia del nostro Gianfilippo Corticelli." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 2 aprile 2015)

"Il canadese Paul Haggis è l'ottimo sceneggiatore di film quali 'A Million Dollar Baby', i bondiani 'Casino Royal' e 'Quantum of Solace', nonché regista oltre che scrittore di buone pellicole come 'Crash' e 'Nella valle di Elah'. Con 'Third Person' (...) imbastisce un suo tipico girotondo di vite che si sfiorano o incrociano a vario titolo. Per l'esattezza abbiamo in scena tre coppie interpretate da un bel gruppo di attori. (...) Haggis gioca sul groviglio delle emozioni con l'intensità che gli è caratteristica, mentre la fotografia intimista dell'italiano Gianfilippo Corticelli esalta i toni intimo-romantici delle storie, ma la sensazione è che il tutto sia troppo costruito e in definitiva poco convincente." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 2 aprile 2015)

"(...) C'è un collegamento tra queste tre storie? Sì. Lo scoprirete circa a metà strada di questo affascinante quanto sconclusionato e autoindulgente viaggio nel dramma adulto quinta regia dell'eclettico Paul Haggis (...). Senso di colpa, attrazioni fatali (...) e crudeltà della creatività. Il film è il personale 'Otto e mezzo' di Haggis, dove il suo scrittore alter ego deve capire se è pronto a innamorarsi ancora e così comporre un nuovo capolavoro letterario che sublimi dolori, rimpianti, sconfitte. Film assurdo e per questo affascinante. Riccardo Scamarcio in versione barista cretino e razzista con maglietta della AS Roma fa morire dalle risate. Dovrebbe fare più commedie." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 5 aprile 2015)

"L'apparenza cos'è? E' apparire, parere, sembrare. A se stessi e agli altri. C'è un'apparenza che corrisponde a ciò che in effetti si è. E una che distanzia da ciò che in effetti si è. In mezzo, miliardi di livelli possibili dell'una e dell'altra adesione o scollatura. La parola «persona» indicava originariamente la maschera del personaggio interpretato dagli attori. Anche l'etimologia, quindi, ci ricorda che potenzialmente ogni persona è una maschera. Questo è il tema del molto, molto bello 'Third Person', (...). E proprio come in un Monopoli della vita vera, i destini di ognuno possono essere decisi da probabilità oppure da imprevisti. La vera lotta non è solo tra l'apparenza e la realtà, ma tra probabilità o imprevisti che nostro malgrado cadenzano i nostri percorsi. Le storie si svolgono rispettivamente a Parigi, Roma e Taranto, New York. Paul Haggis le interseca come un delicato burattinaio di estrema sensibilità anche estetica: la scena di Julia trascinata sul pavimento per i piedi da Rick mentre accorre il figlio ha la potenza di quelle con Anna Magnani madre tranciata via dal figlio nel finale di 'Mamma Roma' e in 'Roma città aperta'. C'è sensibilità anche ironica, però, perché la vita è dramma, sì, ma anche risa: non poco comico il cameo del barista interpretato da un Riccardo Scamarcio (...)." (Gemma Gaetani, 'Libero', 8 aprile 2015)
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