The Vanishing - Scomparsa

The Vanishing

USA - 1993
The Vanishing - Scomparsa
Durante una vacanza in Oregon, una giovane coppia, Jeff Harriman e Diane Shaver, decidono di fare una piccola sosta in una stazione di servizio, ma lei, dopo essere scesa dall'auto, scompare misteriosamente. Preoccupato e, con il passare delle ore, sempre più disperato, Jeff inizia a cercarla ovunque, ma Diane sembra essere scomparsa nel nulla. Per tre anni, Jeff fa di tutto per risolvere questo mistero: vuole conoscere la verità, o almeno sapere se Diane è viva o morta. Con il tempo, la sua diventa un'ossessione che gli impedisce anche di vivere appieno la nascente relazione con un'altra ragazza, Rita, decisa ad aiutarlo a dimenticare. Un giorno, i due conoscono Barney Cousin, un chimico dagli atteggiamenti molto strani. Forse, la verità è vicina, ma - se vorrà conoscerla - Jeff dovrà ripetere esattamente ogni gesto compiuto da Diane quel giorno...
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, DE LUXE
  • Tratto da: romanzo "The Golden Egg" di Tim Krabbé
  • Produzione: LARRY BREZNER E PAUL SCHIFF PER MORRA, BREZNER, STEINBERG & TENENBAUM PER 20TH CENTURY FOX FILM CORPORATION
  • Distribuzione: FOX

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: PIETER JAN BRUGGE, LAUREN WEISSMAN

- COPRODUTTORE: TODD GRAFF

- REVISIONE MINISTERO: LUGLIO 1993.

CRITICA

"Il thriller che George Sluizer ha diretto ispirandosi al romanzo 'The Golden Egg' di Tim Krabbé, mantiene meno di quanto sembrava promettere. Il mistero scatta all'inizio con quella giovane donna dissoltasi nel nulla. Poi prevalgono le ragioni e le brutalità del seguito e quindi si resta intrappolati nelle leggi del thriller. Barnes è unopsicopatico e quando è di scena tutta l'atmosfera si fa morbosa e malsana. Tra l'altro parla di frontiera tra il Bene e il Male; porta un braccialetto con il segno dell'infinito, per cui la vicenda si snoda tra schegge scientifiche e pseudo-filosofiche e violenze spietate. Barnes delira e Jeff - che per parte sua è preda di una pericolosa ossessione (i ricordi, gli interrogativi senza risposta, la ricerca della verità per dolorosa che possa risultare) - gli fa da contrappunto. Il film non è mal congegnato, ma appare definibile come lambiccato e contorto." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 116, 1993).

"Discreto (soltanto nella prima parte) anche se improbabilissimo (da cima a fondo) thriller dell'ignoto olandese George Sluizer, che perde la trebisonda appena dal fumo deve passare all'arrosto. Cosicché le vaporose atmosfere avvolte nel mistero cedono il posto ai consueti truci effettacci. L'imbambolato Kiefer Sutherland si fa rubare la scena dal luciferino Jeff Bridges". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 settembre 2003)
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