The Twilight Saga: Breaking Dawn - Part 1

USA - 2011
The Twilight Saga: Breaking Dawn - Part 1
Finalmente Bella e Edward hanno coronato il loro sogno d'amore, si sono sposati e sono in attesa del loro primo figlio. La gravidanza si rivela però molto più accelerata di una normale gestazione umana tanto che la salute di Bella viene messa in serio pericolo. L'intervento di Edward salva la vita della neomamma che, trasformata in vampira, si appresta a vivere la sua nuova felice vita con il marito e la neonata Renesmee. Ma la convinzione da parte di alcuni vampiri che la bambina sia immortale, e che quindi potrebbe minare il segreto della loro esistenza, mette in serio pericolo il destino della famiglia Cullen...
  • Altri titoli:
    La saga crepúsculo: Amanecer (Parte I)
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, FANTASY, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "Breaking Dawn" di Stephenie Meyer (ed. Fazi, coll. Lain)
  • Produzione: WYCK GODFREY, KAREN ROSENFELT, STEPHENIE MEYER PER IMPRINT ENTERTAINMENT, SUMMIT ENTERTAINMENT, TOTAL ENTERTAINMENT, ZOHAR INTERNATIONAL
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES. DVD SPECIAL EDITION, BLU-RAY SPECIAL EDITION E DELUXE EDITION COMBO: EAGLE PICURES HOME VIDEO (2012)
  • Data uscita 16 Novembre 2011

TRAILER

NOTE

- LA SUMMIT ENTERTAINMENT E STEPHENIE MEYER AVEVANO CONTATTATO MARK WATERS E GUS VAN SANT PER LA REGIA DI QUESTO FILM.

- SOFIA COPPOLA ERA MOLTO INTERESSATA ALLA REGIA DI 'BREAKING DAWN' PRIMA CHE LA SUMMIT DECIDESSE DI DIVIDERE IL FILM IN DUE PARTI.

- ALLA VI EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2011), NELLA SEZIONE 'ALICE NELLA CITTA', E' STATA PRESENTATA UN'ANTEPRIMA DI 15' DI FILM.

CRITICA

"I sociologi corrono svelti, i critici rincorrono affannati. Forse è giusto che ciò accada quando le sale sono invase - confortate dalla ressa al botteghino - da film come 'Breaking Dawn. Parte 1'. Certo è difficile entrare in argomento quando non si ha l'età adatta per trattare ogni nuovo capitolo di 'The Twilight Saga' con i sentimenti e gli ormoni deputati; ma sarebbe comunque ingiusto farsi prendere la mano dalla stizza generazionale. (...) Ancorati come siamo ai canoni del genere, riteniamo interessante, per esempio, l'episodio che prepara, si fa per dire, Bella all'agognata cerimonia, una sorta di spaventoso incubo che farebbe la gioia degli psicoterapeuti di qualsiasi scuola... Peccato che nel proseguimento la regia e la recitazione diventino più indifese e indifendibili, arrese come sono alla sostanza languida e sentimentalistica del duetto (anzi terzetto, contando l'amico licantropo dall'equivoca identità) che fa torto alla fama dei quattro romanzi di Stephanie Meyer. Eppure le immagini erano forse programmate per scuotere l'incantata beatitudine dei fans, visto che, in fondo, devono illustrare un primo amplesso coniugale e addirittura un parto dai contorni tutt'altro che rassicuranti. Il fatto è che il piglio narrativo resta sempre lo stesso, un po' moralistico e un po' spregiudicato, un po' femminista e un po' antiabortista, un po' convinto e un po' (inopinatamente) canzonatorio. Non ci sogneremmo mai di lanciare l'anatema contro questo feuilleton della terza età del cinema, ma neppure possiamo tacere che il nobile e aggressivo genere dell'horror non c'entra più nulla, le metafore nichiliste latitano e Pattinson e Stewart, nonostante i traffici carnali, sembrano agli occhi del vecchio cinéfilo la versione trendy dei Rock Hudson e Doris Day poco o nulla sessuati." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 novembre 2011)

"'Twilight' ha incassato nel mondo 382 milioni di dollari, 'New Moon' 709, 'Eclipse' 698: a fronte di tali incassi, inutile chiedersi perché i produttori, sulla scia di 'Harry Potter', hanno deciso di dividere l'ultimo libro della saga di Stephanie Meyer in due parti; o continuare a interrogarsi sui motivi del successo di una storia d'amore che coinvolge una banale adolescente americana e l'esangue erede di una stirpe di Dracula. (...) Prevedibile che, al solito, il film riempia le sale appassionando i fan e provocando il dileggio degli scettici: di sicuro c'è che Bill Condon (insieme alla Hardwicke di 'Twilight') si dimostra il migliore regista della serie per la sensibilità visiva fra favola romantica e horror con cui ha imbastito l'assurda vicenda. Sotto la sua guida persino la monotona Stewart e il tontolone Lautner acquistano un minimo di espressività." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 18 novembre 2011)

"Arrivati a questo punto sarebbe veramente fuori luogo parlare di cinema a proposito di 'The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte prima', penultimo capitolo della storia d'amore tra Edward e Bella. Fuori luogo perché se la saga di vampiri e licantropi lascerà un segno (e lo lascerà), sarà solo nella storia del costume, non certo in quella della settima arte. I suoi personaggi hanno fatto impazzire milioni di giovani fan in tutto il mondo. Quando anche l'ultima parte di questa che sembra diventata ormai una soap opera dai toni morbosi sarà consumata sul grande schermo, allora si potrà ragionare con tranquillità sulle ragioni di questa isteria collettiva. Intanto diciamo che tra le nozze dei due innamorati, la turbolenta luna di miele e l'inattesa gravidanza che rischia di uccidere Bella, la confusione regna sovrana. Il romanticismo della saga persiste nei tormentati sospiri dei protagonisti, ma la sessualità e soprattutto la maternità diventano oggetto di riflessioni ambigue e contorte. Questi personaggi però sono entrati così profondamente nell'immaginario degli adolescenti che ogni azione da loro compiuta, ogni emozione provata diventa credibile. Ed è forse da qui che bisogna partire per comprendere un fenomeno esploso quattro anni fa." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 18 novembre 2011)

"L'ultimo capitolo della saga di 'Twilight' arriva in due parti, con un occhio più mirato agli incassi che alla (scarsa) qualità. Finalmente, le adolescenti potranno sognare con il matrimonio cinematografico del secolo tra il monoespressivo vampiro e la sua bella umana, dove Bella rimane incinta. Deciderà, pelle ed ossa, di portare a termine il parto, sorvegliata dai pettorali, ben in vista, del licantropo. Si ride di più che in un cinepanettone." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 novembre 2011)

"Penultimo capitolo della saga di 'Twilight' e di gran lunga il peggiore. Diviso in due il romanzo omonimo di Stephenie Meyer, non si raddoppiano i film, ma si lascia il cinema: 'Breaking Dawn' è l'apoteosi del brand 'Twilight', e solo quello, perché delle due ore sullo schermo - girate con uniforme sciatteria, montate in stile soap e musicate come neanche i softcore amatoriali - non gliene importa niente a nessuno, regista e attori compresi. Edward il vampiro (Pattinson) e Bella l'umana (Stewart) si sposano e finalmente vanno a letto: tra una ceretta alla bisogna, il talamo a pezzi e amorevoli patemi («Amore, ti ho fatto male?»), vince il trash e partorisce la fantascienza, ovvero 'Alien', che prende la residenza nel pancino della neo-signora Cullen. Vade retro aborto, finirà per tenerlo, complici frappé di sangue e l'ex licantropo Jacob (Taylor Lautner) per cane da guardia. Rimangono due notizie, prima la cattiva: manca un altro capitolo. Poi la buona: manca solo un altro capitolo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 17 novembre 2011)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy