The Tourist

USA - 2010
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The Tourist
Frank, un turista americano in visita in Italia per dimenticare una dolorosa storia d'amore, a Venezia conoscerà una donna molto affascinante, Elise, che gli farà pregustare nuovamente gioie e aneliti del cuore. Ma quando sembra che le cose stiano girando bene per lui, ecco che si troverà coinvolto in un vortice di intrighi e pericolose bugie...
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: COMPANY 3, PANAVISION, 35 MM / D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: GK FILMS, SPYGLASS ENTERTAINMENT, STUDIO CANAL
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION - DVD E BLU-RAY: 01 DISTRIBUTION (2011)
  • Data uscita 17 Dicembre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Sorvegliata 24 ore su 24, l’inglese Elise (Angelina Jolie) sale su un treno che da Parigi la porta a Venezia. Sull’Eurostar deve trovare un uomo che per corporatura ricordi il misterioso Alexander Pearce, amante di lei e ricercato dalla polizia di tutto il mondo, per evasione fiscale e non solo, ma soprattutto da un multimilionario mafioso dall’uccisione facile. Il beota di turno è un timido professore di matematica americano, il turista Frank Tupelo (Johnny Depp, dalla capigliatura invocante aiuto), che la donna utilizzerà per far convergere su di lui le attenzioni dei tanti che, per un motivo o per l’altro, vogliono braccare Pearce. Naturalmente però, tra i due non finirà così semplicemente…
Si sa, l’opera seconda è il banco di prova più impegnativo per ogni regista, soprattutto se arriva dopo un esordio celebrato e premiato (Le vite degli altri, Oscar al miglior film straniero nel 2007): quello che è davvero difficile comprendere però, è cosa abbia spinto Florian Henckel von Donnersmarck prima a scrivere, poi a dirigere The Tourist, pastone dall’impianto thrilling con venature di commedia romantica che già dalle prime inquadrature non promette molto di buono. Angelina Jolie, femme fatale chiamata prima a sfilare che a recitare, e l’imbolsito Johnny Depp (possibile sappia fare l’attore solo quando si tratta di dare vita a personaggi ipereccentrici e sopra le righe?)- per la prima volta insieme sullo stesso set – aggiungono veramente nulla ad un film che, come accaduto anche al non troppo lontano The American, coinvolge l’Italia non solo dal punto di vista geografico: e se le inverosimiglianze di una Venezia “posizionata” a un tiro di schioppo dall’aeroporto possono pur sfuggire all’occhio meno attento, di certo le ridanciane incursioni dei nostri attori chiamati dalla produzione per dar vita ad inutili cammei rimarranno bene impresse (su tutte, quella di Nino Frassica carabiniere preso in prestito da “Don Matteo”, che buttato da Depp per errore in laguna gli grida un bel “cornuto!” made in Messina). Come impresso resterà di sicuro il “colpo di scena” stile Soliti sospetti, intuibile già dopo i primi 10 minuti di film.
Criticato in patria (dove, a detta del regista tedesco, si aspettavano forse un altro film politico e cupo) e non accolto granché bene neanche negli States (dove al primo weekend ha incassato solamente 17 milioni di dollari), The Tourist ottiene comunque 3 nomination pesanti ai Golden Globe: miglior film, attore e attrice protagonista. Categoria? Commedia/Musical: allora sì, è probabile abbiano ragione loro.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "ANTHONY ZIMMER" (2005) DIRETTO DA JERÔME SALLE. PRIMA DELLA CONFERMA DIETRO LA MACCHINA DA PRESA DI FLORIAN HENCKEL VON DONNERSMARCK ERANO STATI CONTATTATI ANCHE LASSE HALLSTRÖM, BHARAT NALLURI E ALFONSO CUARÓN.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2011 PER: MIGLIOR FILM MUSICAL/COMMEDIA, MIGLIOR ATTORE (JOHNNY DEPP, CANDIDATO NELLA STESSA CATEGORIA ANCHE PER "ALICE IN WONDERLAND") E ATTRICE (ANGELINA JOLIE) ENTRAMBI COME PROTAGONISTI NELLA CATEGORIA FILM MUSICAL/COMMEDIA.

CRITICA

"Remake di un filmetto francese visto da pochi, 'Anthony Zimmer', affidato per la regia a Florian Henkel von Donnersmarck; pluripremiato autore di 'LE vitE degli altri', e interpretato da una coppia che è il non plus ultra del gotha divistico, 'The Tourist' avrebbe dovuto fare un botto. Invece, apriti cielo! In Usa il thriller è stato bastonato dalla maggior parte dei critici e, quel che è peggio, il botteghino del primo weekend si è attestato sulla cifra, troppo modesta date le premesse, di 16 milioni di dollari. Cosa ha provocato tanta delusione? Cominciamo dai protagonisti: Johnny Depp, incontrastato idolo del pubblico femminile di ogni età e attore straordinario; e Angelina Jolie, sex symbol planetario e indubbia presenza scenica. Li metti insieme e lo schermo diventa incandescente, verrebbe da pensare, ma non succede: la scintilla non divampa, sembra che le due luci stellari si neutralizzino a vicenda. Quanto alla storia, scritta peraltro da qualificati sceneggiatori, sulla carta si presenta lambiccata e intrigante. (...) Un copione costruito su colpi di scena a vario titolo inverosimili (nulla è come sembra!) avrebbe tratto vantaggio dall'essere giocato in chiave di più leggiadra sottigliezza. Detto questo, si tratta pur sempre di un prodotto professionale e nel cast nostrano, spicca Christian De Sica impeccabile a incidere una nota di ambiguità che avrebbe giovato al film anche altrove."(Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 17 dicembre 2010)


"Dopo il successo di pubblico e soprattutto di critica ottenuto nel 2006 con 'Le vite degli altri' (Oscar come miglior film straniero), il regista tedesco Florian Henckel von Donnersmark approda al cinema mainstream con una spy story che poggia sul fascino di indiscusse star hollywoodiane come Johnny Depp e Angelina Jolie. (...) Lontano anni luce dall'intensità e dalla vena drammatica dell'opera che lo ha reso celebre, von Donnersmark non si danna più di tanto l'anima per mettere pepe su una trama fin troppo lineare e banalotta, contando più che altro sulla bravura di Depp e sul fascino di Angelina, che certamente emergono ma che sicuramente non bastano per evitare la pellicola di routine, ancorché dai probabili ottimi incassi (...). Non c'è mai vera tensione, momenti di pura adrenalina, perché è chiaro fin dal principio allo spettatore che si vogliono ripercorrere le tracce old stile degli oramai datati, ma sempre piacevoli se inquadrati nel tempo che li ha partoriti, '007' con Sean Connery o Roger Moore. È un tipo di cinema che oggi, se non supportato da un intreccio veramente originale, non ha più granché da dire visto l'iperrealismo dilagante nei film di genere. Qui ha senso perché ci sono Depp e la Jolie, senso commerciale ben inteso, ma artisticamente parlando 'The Tourist' è un film appena sufficiente, che certamente non annoia e strappa anche qualche risata e qualche sospiro romantico-sentimentale, ma che si dilegua dalla memoria dello spettatore in un attimo o poco più." (Federico Magi, 'Il Riformista', 17 dicembre 2010)

"Benvenuti in uno dei peggiori film della stagione, 'The Tourist', che ha il solo pregio di farci vedere una suite dell'hotel Danieli a Venezia e farci sperare che un giorno, quando vinceremo al superenalotto, anche noi potremo vivere un sogno così. Oh, la cosa è anche un remake, come se non bastasse. (...) Per la cronaca la Jolie ha avuto il ruolo della protagonista dopo che Charlize Theron aveva rotto con la produzione mentre Johnny Depp è subentrato a Sam Avatar Worthington a sua volta preferito a Tom Cruise. Insomma, avrete già capito che, al di là del budget e della spocchia, si tratta di una di quelle produzioni che nascono male e finiscono peggio. Interessante, forse, solo per vedere come Hollywood fa l'elemosina dei ruoli agli attori italiani: Alessio Boni è un capo Interpol che conta come il due di coppe a casa sua in Italia dove l'ordine di aprire o meno il fuoco lo dà Scotland Yard. De Sica junior fa il carabiniere corrotto dai russi e Neri Marcorè il concierge infedele che non parla inglese, o fa finta. Neanche wikileaks era arrivato a tanto." ('L'Opinione', 17 dicembre 2010)

"Che delusione per i fans dell'action-movie, ma anche per gli ammiratori di Florian Henckel von Donnersmarck, il regista del capolavoro 'Le vite degli altri'. Riprendendo una vecchia storia spionistica francese, l'autore tedesco non ha saputo reggere l'impatto del blockbuster come, al contrario, sono riusciti tanti registi anglosassoni (da Tim Burton a Christopher Nolan): non si tratta, in effetti, di criminalizzare un divertimento fantasmagorico ambientato tra valli veneziane, bensì di denunciare le specifiche debolezze di 'The Tourist' rispetto al suo stesso e rispettabile genere. Angelina Jolie, bellissima ma come imbalsamata e Johnny Depp, più spaesato che misterioso, si ritrovano a girovagare nei meandri di una serie di peripezie concatenate con la grazia di un tunnel dell'orrore al luna park. (...) Il thrilling mozzafiato ha bisogno d'incidere meglio i caratteri e d'incastrare una logica, ancorché esasperata o surreale, nella catena di agguati, inseguimenti e sparatorie." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 dicembre 2010)

"Come giallo è penoso, come film (involontariamente) comico un capolavoro. Difficile dire se è più ridicola la sussiegosa Agelina Jolie che gira impettita per tutto il film come se fosse a una sfilata di moda o l'improbabile prof di matematica Johnny Depp, scambiato per una spia. Nell'intrigo, ambientato a Venezia, s'infilano anche il commissario Christian De Sica, il brigadiere Nino Frassica, il portiere d'albergo Neri Marcoré e il playboy Raoul Bova, in scena per trenta secondi. Peccato manchino Boldi e Salemme per il cinepanettone perfetto." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 dicembre 2010)

"Turistico come la peggior cine-esplorazione nell'universo dei Delusi, tra due top star assolute e un regista dall'esordio dorato, e forse casuale. Ecco 'The Tourist' di Floriar Henckel von Donnersmarck, alias l'autore dello strapremiato (e magnifico) 'Le vite degli altri'. Ecco i corpi e i volti più desiderati del pianeta, alias Johnny e Angelina. Ecco la nostra Venezia e soprattutto i nostrani Boni, Bova, Frassica guidati da un De Sica curiosamente a sfidare se stesso col cinepanettone di identica uscita. (...) Perché un divino talentuoso come Depp si sia prestato a una simil comparsata, o come sia capitato ad Angelina di confondere la recitazione per una sfilata fashion." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 17 dicembre 2010)
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