The Sound and the Fury

USA - 2014
3/5
The Sound and the Fury
Mississippi, inizio Novecento. I Compson sono una famiglia bianca e aristocratica con quattro figli: Quentin, Candance, Jason e Benjamin. Candace, detta Caddy, è l'unica figlia femmina ed è raccontata dai tre fratelli in modi molto diversi, passando da figura angelica a madre snaturata. I tre però non hanno uno sguardo obiettivo e sarà solo Dilsey, la cuoca di casa, a raccontare i fatti così come si sono svolti.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "L'urlo e il furore" di William Faulkner (ed. Einaudi)
  • Produzione: RABBIT BANDINI FILMS, LEE CAPLIN/PICTURE ENTERTAINMENT, NEW FILMS INTERNATIONAL, IN ASSOCIAZIONE CON MADE IN FILM-LAND

RECENSIONE

di Andrea Chimento

William Faulkner (nuovamente) secondo James Franco: dopo l’intenso As I Lay Dying (conosciuto in Italia con il titolo Mentre morivo), l’attore e regista americano ha portato alla Mostra di Venezia un altro adattamento dell’opera del grande autore scomparso nel 1962.
The Sound and the Fury (L’urlo e il furore) è un romanzo ancor più difficile da trasporre sul grande schermo a causa di una costruzione narrativa particolarmente complessa, in cui si alternano i punti di vista dei vari personaggi.
James Franco è però sorprendentemente riuscito, anche in questo caso, a realizzare un’opera più che dignitosa e ricca di fascino.
Presentato fuori concorso, The Sound and the Fury è ambientato nel Sud degli Stati Uniti, nel Mississippi, alla vigilia della Grande Depressione. I Compson hanno quattro figli (tre maschi e una femmina) tormentati e succubi di una situazione che non riescono ad affrontare: la famiglia, un tempo aristocratica, sta ora cadendo in disgrazia. James Franco divide il suo film in tre parti, alternando ottime sequenze (il finale, ad esempio) ad alcuni momenti meno efficaci.
Seppur fedele al romanzo di partenza, il regista costruisce un’opera personale, pienamente nel suo stile debordante e raffinato, che dimostra ancora una volta il suo buon talento dietro la macchina da presa.
Un po’ troppo autocompiaciuto nella recitazione (Franco interpreta Benjamin, il figlio ritardato), convince nello stile messo in scena, allo stesso tempo feroce (quando serve) e poetico al punto giusto.
Dopo averlo visto nell’interessante Child of God (firmato sempre da James Franco e presentato alla scorsa Mostra di Venezia) colpisce nuovamente Scott Haze, qui nel ruolo di Jason, il fratello più autoritario.

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 71. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2014).
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