The Sisters Brothers

FRANCIA, BELGIO, ROMANIA, SPAGNA - 2018
Oregon, 1850. Un cercatore d'oro è inseguito dal famigerato duo di assassini, i fratelli Sisters...

CAST

NOTE

- LEONE D'ARGENTO - PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018).

CRITICA

"Un western così non l'abbiamo mai visto: cowboy efferati che si lavano timidamente i denti; corsa all'oro corrosiva e fratellanza commovente Lo sceneggiatore e regista francese Jacques Audiard - al suo debutto in lingua inglese - simula la 'Frontiera in Europa'. L'attore Mark Reilly è superbo, premio prenotato." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 3 settembre 2018)

"Un'altra America, quella del West, è invece al centro di 'The Sisters Brothers' di Jacques Audiard, (...) Tra sparatorie e tradimenti, cambi di fronte e inseguimenti, il film si trasforma in una specie di riflessione sui miti fondanti di una nazione, a cominciare dal fascino della Natura e il gusto dell'Avventura. (...) Non è la prima volta che un europeo si misura con il più americano dei generi ma a differenza di Sergio Leone, il francese Audiard tiene a freno l'epica per privilegiare uno spirito picaresco da racconto morale avvincente e divertente. Per me un altro possibile candidato al Leone d'Oro." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 3 settembre 2018)

"Il western continua a essere dannatamente divertente a Venezia dopo il film a episodi dei fratelli Coen. 'The Sisters Brothers' di Jacques Audiard (Palma d'oro a Cannes nel 2015 con 'Deephan') è un'esilarante cavalcata di due coppie a tema virilità e utopia. (...) Sembra Pulp Fiction nel vecchio west: chiacchiere, malavita a cavallo, humour e schizzi di sangue. Poi la pellicola va nella stratosfera quando le due coppie litigiose diventano quattro uomini forse pronti a una svolta rivoluzionaria nelle loro vite da buzzurri per partecipare a un nuovo mondo fatto di amabile psicanalisi, libertà sessuale (due di loro, forse, si innamorano pure) e abbattimento del saggio di profitto. Praticamente da pistoleri a marxisti. Un bel cambiamento per chi dormiva ogni notte con la mano sulla pistola mentre i ragni gli entravano in bocca nidificando nell'intestino. Audiard non è mai stato cosi spiritoso perché, oltre a citare apertamente Tarantino, pare riprendere la satira del Mel Brooks di 'Mezzogiorno e mezzo di fuoco' che per primo aveva parodiato alla grande quei maschiacci del Vecchio West." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 3 settembre 2018)
"Il francesissimo Audiard riesce nel genere western meglio di come abbiano fatto negli ultimi tempi la gran parte dei registi americani. Forse perché il suo principale obiettivo non è il gioco cinefilo o la riflessione sulla "nascita di una nazione" ma una storia divertente e con una tensione narrativa e morale non superficiale tra i personaggi. (...) un racconto ben costruito, con una regia e sceneggiatura esemplari, e un cast straordinario." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 3 settembre 2018)

"E non è un western, semmai un lungo apologo più vicino alla fiaba ambientato nel West (girato in Romania), 'The Sisters Brothers' del francese Jacques Audiard, derivato dal romanzo del canadese Patrick DeWitt (Neri Pozza), con gli yankee Joaquin Phoenix e John C. Reilly. Dice assai già il gioco di parole del titolo (...). Nel vasto dizionario di retorica del western qui vale il principio del condizionamento tra buoni e cattivi: il cercatore e l'investigatore si alleano per fondare una nuova società, i due fratelli si aiutano e passano al Bene. Più che dal giro dei fratelli western, dagli Allison (Clark Gable e Cameron Mitchell) de 'Gli implacabili' ai terribili Jessie e Frankie James di molti episodi di Wyatt Earp, questi due vengono da un libro 'Cuore' con le pagine avvelenate. A oggi, ha incassato l'applauso più schietto." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 3 settembre 2018)
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