The Mother

GRAN BRETAGNA - 2003
The Mother
May è una normale nonna che abita nei dintorni di Londra. Quando, durante una visita in città ai figli, suo marito muore, May si trasferisce presso di loro, piombando in una realtà ben diversa da quella cui era abituata. Lontano da casa, in una città inospitale, May teme di essere diventata un'ennesima donna anziana invisibile, la cui vita è giunta più o meno al termine... fino a quando non si innamora di Darren, un uomo con la metà dei suoi anni che sta ristrutturando la casa di suo figlio ed è l'amante di sua figlia che con la sua autodistruttività fa esplodere i conflitti latenti all'interno della famiglia tenuti a freno fino ad allora dalla buona educazione.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FREE RANGE FILMS, BBC FILMS, RENAISSANCE FILMS
  • Distribuzione: LUCKY RED (2004)
  • Vietato 14
  • Data uscita 16 Gennaio 2004

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 'QUINZAINE DES REALISATEURS' A CANNES 2003.

- REVISIONE MINISTERO 15 GENNAIO 2004.

CRITICA

"Diretto dal Roger Michell di 'Notting Hill' e 'Ipotesi di reato' con cauta eleganza e qualche pedanteria (c'era proprio bisogno di mandare May a letto pure con un coetaneo repellente?), 'The Mother' aggiunge al consueto de profundis per la famiglia una nota particolarmente desolata. Il meglio è in certi dettagli, come lo sguardo sperduto lanciato da Darren mentre soddisfa la vecchia amante; nella scelta di non fare dell'eros un valore in sé, senza per questo giudicare nessuno; in certi improvvisi ribaltamenti di ruolo, come la scenata di quell'amante di rango inferiore che sembrava tanto docile. Sotto le apparenze dell'amore, pare dire Kureishi, covano odio, frustrazioni, rivalse. A tutte le età. Non credete alla favola del sesso riscoperto in extremis. Qui l'eros non è una panacea, ma il mezzo con cui si pagano i conti arretrati. Il resto è mitologia." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 gennaio 2004)

"'The Mother' è quello che i tedeschi chiamano 'kammerspiel', un dramma da camera legato a pochi personaggi e ambientato in un paio di appartamenti londinesi. La cornice naturalista induce ad allargare a fenomeno di costume la vicenda particolare, favorendo l'identificazione degli spettatori di tutte le età in quei genitori e figli; e anche in quell'estraneo che penetra nel gruppo familiare provocandone la crisi. Un estraneo che, amando due donne sotto lo stesso tetto, risulta distruttivo e autodistruttivo come un personaggio vero. In un gruppo di eccellenti interpreti spicca Anne Reid, che dopo essersi presentata come una donnetta stinta e invecchiata si trasforma a vista in una femmina legittimamente in cerca di una residua vitalità in situazioni di spudorata provocazione sessuale." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 17 gennaio 2004)

"Cambiando registro rispetto a 'Notting Hill', Mitchell trasgredisce uno dei tabù più resistenti dello schermo: girare scene di sesso con una donna sopra i sessant'anni. Lo fa senza eccesso di pathos, senza vergogna ma tenendo la giusta distanza per non cadere nel compiacimento o nel pietismo. Anche nel disegnare i rapporti all'interno di una famiglia col Dna della disfunzione, il regista mostra un ottimo senso della misura; non prolunga oltre il dovuto le scene claustrofobiche; corregge anche i momenti più drammatici con una spruzzata di humour." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 gennaio 2004)
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