The Kingdom

USA - 2007
The Kingdom
Ronald Fleury, agente speciale dell'FBI, viene mandato in missione speciale in Medio Oriente. Insieme ad una squadra composta dall'elite dell'agenzia investigativa, deve recarsi per una settimana a Riyadh, infiltrarsi tra le fila della Jihad e catturare uno dei capi del terrorismo islamico. Tuttavia, la squadra si trova impreparata ad affrontare le reali condizioni sociali e politiche cui deve far fronte ma, con l'aiuto di un capitano della polizia saudita, Fleury e i suoi cercheranno di salvare se stessi e la tranquillità internazionale in una disperata lotta contro il tempo.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, FORWARD PASS, FILM 44, RELATIVITY MEDIA, STUBER/PARENT
  • Distribuzione: UNIVERSAL, DVD E BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT
  • Data uscita 30 Novembre 2007

TRAILER

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
The Kingdom nasce dal punto di contatto tra il cinema impegnato e dalla vocazione esplicitamente politica come Syriana e lo stile narrativo di serie investigative (chiamate in gergo forensic) come C.S.I.. Un film lungimirante e non consolatorio, diretto da Peter Berg (Friday Night Lights) e prodotto da quel genio creativo che è Michael Mann. Il regno cui fa riferimento il titolo è quello dell'Arabia Saudita, in cui un attentato in una zona residenziale dove abitano cittadini americani miete centinaia di morti e feriti. L'FBI, che ha la titolarità di queste inchieste anche all'estero, si vede negare il permesso di inviare una squadra sul posto per ragioni di carattere politico. I buoni uffici di un alto dignitario saudita però fanno in modo che quattro persone possano partire per Ryahd, pure contro il parere del dipartimento di Stato. Sul luogo, la cosa più difficile è instaurare un dialogo con la polizia locale e applicare un metodo investigativo scientifico valido, anziché norme da regime feudale. Sarà solo l'istinto di un poliziotto arabo e l'intelligenza del capo degli agenti FBI interpretato da Jamie Foxx a consentire che le indagini prendano una direzione costruttiva. Spettacolare, ma non scontato, The Kingdom è un grande thriller, e insieme un'addolorata parabola sul mondo in cui viviamo. L'Arabia Saudita, le sue contraddizioni, il rischio del fanatismo, lo scontro tra Oriente e Occidente vengono brillantemente raccontati in una miscela visiva ad alta tensione che, pur ancorata all'intrattenimento genere, ci porta nel cuore del "terrorismo": violenza, morte, genitori che perdono i propri figli, orfani disperati, dolore, lacrime. Un approccio emotivo, ma anche "meditato" per un capolavoro di stile, un po'action movie, un po' perfino western, che conquista lo spettatore in maniera brillante e problematica. Una pellicola sulla mancanza di dialogo e collaborazione come fertile base per il fanatismo e la sopraffazione e la violenza senza fine. Un apologo coinvolgente sul non dividere il mondo tra buoni e cattivi, ma tra persone di buona volontà e gente che non vuole nemmeno provare a comprendere gli altri.

CRITICA

"Cronaca, realtà e quel po' di fantasy che non guasta per una storia che ha un suo posto nell'attualità terroristica delle nuove crociate politico-petrolifere- religiose, con una sceneggiatura non banale dell'emergente Matthew Michael Carnahan. (...) Il dilemma è sempre cercar di capire e introdursi in un'altra cultura, ammesso che si faccia a tempo, mentre la squadra giunge alla porta del killer. Non tutto politically correct e intriso di quel sentimentalismo da 'arrivederci alla prossima, se sopravviveremo' il film condivide l'idea che è oggi impossibile far giustizia. Un cast di star impegnate: Foxx, il bravo Chris Cooper, Bateman, l'intrusa Jennifer Garner." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 novembre 2007)

"Con 'Nella Valle di Elah', arriva dagli Usa anche 'The Kingdom'. Come dire: animo ragazzi, a Hollywood non siamo tutti disfattisti, in Medio Oriente è dura ma ce la faremo, tanto i più forti siamo sempre noi ... Difficile concepire messaggi più pericolosi, visti i tempi, ma è quanto fa questo filmaccione. Che prima finge di ricostruire la tela di rapporti che unisce americani e sauditi, poi si trasforma in un forsennato sparatutto." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 30 novembre 2007)

"Diretto alla brava da Peter Berg, 'The Kingdom' inizia come un documentario e culmina come un tradizionalissimo film d'azione. L'ultima mezz'ora, con Jennifer che torna a essere la 'superwoman' della serie Tv '24', toglie un po' di plausibilità, però il tutto resta valido per l'incalzare degli eventi, la verosimiglianza dell'ambientazione e la qualità degli interpreti. Soprattutto colpisce la stoica amarezza della conclusione, che non prevede soluzioni a un conflitto giocato su una logica di odio reciproco." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 30 novembre 2007)

"'The Kingdom', diretto da Peter Berg, prodotto da Michael Mann, è un'americanata con musiche e riprese da (s)ballo. In cui però scopriamo che buoni e cattivi fanno e dicono le stesse cose. Possono combattere insieme, essere amici o uccidersi mossi da rabbia, vendetta e ideali identici, anche se hanno colori e divinità diverse. Tutti convinti di avere ragione, tutti lottano per la libertà. E tutti, questa guerra sporca fatta di certezze, la perdono." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 30 novembre 2007)

"Prodotto dall'ottimo Michael Man, 'The Kingdoom' osa penetrare nelle regioni del terrorismo islamico, per realizzare un 'action movie' che sposa lo stile concitato e ipercinetico delle più recenti serie poliziesche tv con le convenzioni formali del film politicamente impegnato, alla 'Syriana'. Qui, a onor del vero, l'intenzione si limita a un intrattenimento spettacolare: però la macchina da presa 'a spalla' e il tipo d'inquadratura mirano a suggerire un realismo di stampo documentaristico. La qualità della regia, in ogni caso, supera abbondantemente il prodotto di confezione. Peter Berg, soprattutto, è bravissimo a giocare di contrappunto con il 'campo' e il 'fuoricampo', rendendo palpabile il senso del pericolo incombente su Jamie Foxx e i suoi." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 novembre 2007)
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