The Island

USA - 2005
The Island
Alla metà del XXI secolo, dopo un disastro ecologico che ha distrutto l'intero pianeta e sterminato la maggioranza della popolazione mondiale, i sopravvissuti sono costretti a vivere in un'area protetta in cui, per il loro benessere, la loro esistenza quotidiana è costantemente sorvegliata e monitorata. L'unico modo di uscire da questa prigione è essere scelti per andare sull'isola, l'unico luogo della terra scampato al disastro e rimasto incontaminato. Lincoln Six-Echo e Jordan Two-Delta sono amici e nessuno dei due ha idea di cosa ci sia fuori dal luogo dove vivono da sempre. Lincoln però, comincia ad essere perseguitato da strani incubi inspiegabili che gli danno lo stimolo di porsi alcune domande sulla propria vita e sulle restrizioni cui è oggetto. Con terrore, scopre che tutto quello che li circonda, persino l'isola che tutti sognano, è una menzogna, che tutti valgono meno di niente e sono morti già prima di nascere. Insieme a Jordan, evade allora alla scoperta del mondo esterno, mai conosciuto e, innamorati, scoprono cosa significhi sentirsi braccati e dover lottare per la sopravvivenza.

CRITICA

"Il quotidiano francese 'Le Monde' ha scritto che 'The Island' è una testimonianza esemplare della moltiplicazione nei film americani di pubblicità non dichiarata: ci sono abiti e scarpe Puma e Reebok, informatica Microsoft, birra Budweiser, acqua minerale Aquafina, videogiochi, yacht di lusso Wally eccetera. E' un fenomeno crescente e generale, pare: ma non potrebbe rendere 'The Island' più reazionario e più chiassoso. Steve Buscemi interpreta il personaggio di un tecnico sapiente e saggio: vogliamo scherzare?". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 agosto 2005)

"Sarà un kolossal neo-con o neo-clon? Entrambi. Neo-con nella crociata antiabortista e antiprogressista; neo-clon perché McGregor e la Johansson, spaesati in un genere poco introverso, sono cloni che prendono coscienza e liberano le masse robotiche in tunica dall' ingrato compito di ricambio genetico per i ricconi del 2019. Ma ciò che interessa al regista Michael Bay ('Pearl Harbor'), più che il fantasy sociologico che è pure ottimo spunto, è il film fracassone e bombarolo che finisce con 20 minuti alla 007, nella tana del mostro. Le buone intuizioni più che intenzioni non sono sviluppate; le banalità valorizzati al massimo in un secondo tempo abbastanza avvincente. Ma il segno distintivo è quello di un reazionario gran pasticcio con Buscemi che fa il tecnico. Storico flop Usa: e qui?" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2005)

"In sintesi, un fragoroso, pasticciato e interminabile fumetto, con una prima parte più originale, ma anche più barbosa, e una seconda più banale, in balia di esplosioni e scontri da spaccare i timpani. In grado, se non altro, di far rialzare le palpebre a chi ronfa da un'ora." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 10 settembre 2005)
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