The Intruder

CANADA, GRAN BRETAGNA - 1999
The Intruder
In una prigione di New York la giovane Catherine confessa di aver ucciso Stella, la prima moglie del marito. Ma per quanto ne sanno gli inquirenti, Stella è morta due anni prima. Parte il flashback, e la vicenda viene ricostruita. Catherine e Nick si conoscono per caso in seguito al furto della borsetta di lei. Si sposano e vanno a vivere nel loft di lui. Nello stesso palazzo vivono Badge, antiquaria di successo, molto interessata a Nick; Charlie, matematico di gran successo e amico di Nick; Daisy, che diventa in breve la confidente di Catherine. Quest'ultima ben presto comincia ad avvertire, con sempre maggiore insistenza, la presenza nella casa della prima moglie di Nick, Stella, deceduta. Strani fatti accadono in tempi brevi: un assalto notturno da parte di uno sconosciuto, l'uccisione del suo amato gatto. E così Catherine decide di indagare. Trova il diario di Stella, legge che la donna ha una sorella gemella e va a cercarla. Nel frattempo Daisy in casa di Nick viene aggredita, cade dalla finestra e muore. Charlie a sua volta viene ucciso da una statua gettata proprio dalla casa di Nick. Tornata a casa, Catherine si scontra con Stella che era lì ad aspettarla. C'è una colluttazione. Catherine spara e uccide Stella. Il corpo però sparisce. Fine del flashback, e ritorno all'inizio. Catherine viene accusata di omicidio ma poi si scopre che la pistola che ha ucciso non è la sua.
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Brooke Leimas
  • Produzione: JAMIE BROWN E PIETER KROONENBURG PER GFT KINGSBOROUGH FILMS, STEVE WALSH PRODUCTIONS LTD., STUDIO EIGHT PRODUCTIONS, WIC ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA

CRITICA

"David Bailey - si proprio lui: il conosciuto fotografo - ricorre a Charlotte Gainsbourg, Nastassja Kinski e Molly Parker per sostenere un film fatto di evanescenti presenze che non rimandano ad altro che a se stesse: suonatori di sassofono, giovani artisti, intellettuali snob, attraversano il film senza lasciare traccia duratura. E lo spettatore se ne accorge subito. In uno spreco di jazz, di grandangoli e di sentenze dimenticabilissime". (Mario Calderale, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
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