The Informant!

USA - 2009
4/5
The Informant!
Mark Whitacre, biochimico ed ex-vice presidente della Archer Daniels Midland, decide di testimoniare contro la suddetta multinazionale e collaborare con l'agente FBI Brian Shepherd, per far emergere una scandalosa frode sul controllo dei prezzi.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: RED ONE, 4K REDCODE RAW
  • Tratto da: libro-verità del giornalista Kurt Eichenwald
  • Produzione: SECTION EIGHT, GROUNDSWELL PRODUCTIONS, JAFFE/BRAUNSTEIN ENTERPRISE, PARTICIPANT PRODUCTIONS, WARNER INDEPENDENT PICTURES (WIP)
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 18 Settembre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
1992. Il biochimico di una multinazionale, Mark Whitacre (Matt Damon, gigantesco), inizia a collaborare con l'agente FBI Brian Shepard (Scott Bakula) per portare a galla la condotta fraudolenta dell'azienda, a suo dire implicata in una truffa del controllo dei prezzi. Felicemente sposato, tre figli (di cui due adottati...), Whitacre registrerà oltre duecento conversazioni, filmando anche alcuni incontri tra i vertici della società e le aziende concorrenti nel mondo, per documentarne gli "accordi". In due anni e mezzo, la sua vita cambierà drasticamente... Il cartello iniziale di The Informant! non lascia spazio a fraintendimenti: "Questa storia è basata su fatti reali. I personaggi e le situazioni sono stati però mischiati. E i dialoghi sono stati adattati. Beccatevi questo!". Dal libro di Kurt Eichenwald, lo sceneggiatore Scott Z. Burns (The Bourne Ultimatum) mette nelle mani di Steven Soderbergh un gioiello di scrittura, congegno che il regista di Atlanta sfrutta al massimo delle (sue) potenzialità, supportato da un Matt Damon - ingrassato, con parrucchino, tremendamente bipolare - ai vertici della carriera: doppio (triplo, quadruplo...) giochista inconsapevole o straordinario stratega in grado di manipolare persone e situazioni? Mark Whitacre racconta storie, in continuazione, inventa personaggi, falsifica documenti, ascolta gli interlocutori e intanto ragiona - con se stesso - sul perché le cravatte in sconto in un certo negozio siano sempre quelle con un certo disegno o su quale sia, per ogni essere umano, l'ultima frase da pronunciare prima di morire. E' straordinariamente preparato, fa sue tutte le ricerche di varie riviste scientifiche (per questo va in giro a raccontare che da bambino, piccolissimo, i suoi genitori morirono in un incidente e venne adottato, "la gente ti prende maggiormente in considerazione"...), guadagna 350.000 dollari all'anno (e svariati milioni in modo illecito), ma non riesce a non costruire un intricato apparato di menzogne che, alla fine, gli si ritorcerà violentemente contro.
Controllando l'evoluzione di una situazione progressivamente incontrollabile, Soderbergh torna ai livelli del suo miglior film (Bubble), mischiando l'inquietudine derivante da un disturbo difficile da contenere, l'apparente presa di coscienza di un sé condannato all'eterno "movimento", l'irresistibile e naturale comicità di un personaggio che Matt Damon sembra aver interpretato da sempre. Da non perdere.

NOTE

- GEORGE CLOONEY E MICHAEL LONDON FIGURANO TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- FUORI CONCORSO ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2010 PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA DI FILM MUSICALE O COMMEDIA (MATT DAMON) E COLONNA SONORA.

CRITICA

"L'altra faccia della denuncia di Michael Moore è l'esilarante 'The Informant!' di Steven Soderbergh, dominato da un Matt Damon appesantito e sfigurato da baffi e naso finto nei panni dell'ometto acquattato come un topo nel formaggio nel sogno americano. (...) Da uno spunto simile (spionaggio e paranoia come anticamera dell'idiozia) giusto un anno fa i Coen tirarono fuori il facilone 'Burn After Reading'. Soderbergh invece non si fa beffe dei suoi personaggi, ma rintraccia una paradossale grandezza (e una inaspettata fonte di ispirazione visiva) in questa parata di sogni e idiozie. Le scuole di cinema dovrebbero proiettare in parallelo il total glamour di 'Ocean 11' e il grigiore di 'The Informant!'. Sarebbe una bella lezione." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 08 settembre 2009)

"Meno ambizioso, ma ahimé poco incisivo si è rivelato il film fuori concorso di Steven Soderbergh 'The Informant!', una commedia nera di ambiente finanziario ravvivata solo dall'ennesima, superba incarnazione di Matt Damon. La storia, tratta da un libro del giornalista Kurt Eichenwald, dettaglia con una certa farraginosità e una flebile ironia le avventure dell'uomo senza qualità nonché manager rampante Mark Whitacre, divenuto agente dell'FBI per vocazione, necessità o tranfert psicotico personale." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 08 settembre 2009)

"A decostruire l'unico mondo reale conosciuto, tutto il resto è ideologia, secondo gli adepti di Wall Street, ci pensa Steven Soderbergh (George Clooney produttore esecutivo) in 'The Informant!' che duetta da lontano con 'Capitalism: A Love Story' Il regista di 'Che', 'Traffic' (Oscar), 'Erin Brockovich', 'Sesso, bugie e videotape', in cima alla vetta del cinema Usa, smonta pezzo per pezzo la macchina trita-uomini che ha prodotto il crack mondiale. (...) La solennità di Michael Mann lascia il campo a una satira feroce, a una verità scomposta in mille rivoli di menzogne, il film dipana un'esilarante concatenazioni di sotterfugi, furbizie, paradisi fiscali, documenti contraffatti, malaffari legali... (...) Soderbergh in questo film che non dà tregua, e sposta continuamente la percezione del male, si avvicina alla grandezza di 'Monsieur Verdoux', il Charlie Chaplin assassino di ricche vedove che in tribunale pronuncia il leggendario atto di accusa contro i grandi criminali della storia." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 08 settembre 2009)

"Tutto il film è un racconto in stile convenzionale della deriva in cui il protagonista viene travolto dalla disonestà sua e dei suoi colleghi: eppure si ride spesso. Merito di Damon, del suo modo di recitare in maniera ammirevole un uomo-caos nel caos del mondo."(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa, 08 settembre 2009)

"'The Informant!' è un thriller curioso e sapido, venato di grottesco che, superate le difficoltà iniziali dello spettatore nel capire la truffa, va avanti come un treno. Il film ha richiesto sette anni di gestazione per la sceneggiatura, mentre è stato poi girato in poco più di un mese." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 08 settembre 2009)

"Esilarante è il suo duetto con l'agente FBI che ha creduto in lui. Una figura da grande commedia hollywoodiana, mentre l'impassibile scemenza di Mark ci riporta alla grandezza del Sellers nei panni dell'ispettore Clouseau." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 08 settembre 2009)

"Il film è splendidamente costruito. Una scatola cinese dove salta fuori a ogni apertura un Damon diverso. Una scatola senza fine, perché il maledetto ha mille risorse. Non ultima quella di vendere la storia ai giornali scandalistici facendoci la figura della vittima delle odiose multinazionali." (Giorgio Carbone, 'Libero', 08 settembre 2009)

"Soderbergh - seguendo una magnifica sceneggiatura di Scott Z. Burns, già autore di 'The Bourne Ultimatum' - trasforma una storia di spionaggio industriale in una scoria di spionaggio tout-court, con i ribaltoni di un thriller e gli equivoci di una commedia sofisticata. È inevitabile il paragone con 'Erin Brockovich', diretto da Soderbergh nel 2000 proprio mentre il caso Whitacre esplodeva. Ma c'è una differenza fondamentale: Erin era un'eroina vera, una combattente per i diritti dei consumatori; Whitacre potrebbe essere la stessa cosa... ma è anche un imbroglione pro domo sua. Nel finale, quando lo vediamo in carcere, non si può non pensare a 'Mr. Verdoux' di Chaplin e all'immortale riflessione sul diverso destino di chi ammazza quattro o cinque mogli, e di chi invece manda milioni di giovani a morire in guerra. Nel caso Whitacre non si parla di morti - ma di milioni di dollari, e di frodi consumate ai danni della comunità. Si chiama capitalismo, bellezza." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 08 settembre 2009)

"In gran forma Soderbergh, che riscatta i due invendibili mattoni su Che Guevara." (Maria Rosa Mancuso, 'Il Foglio', 08 settembre 2009)
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