The Help

INDIA, EMIRATI ARABI, USA - 2011
Mississippi, anni 60. Eugenia 'Skeeter' Phelan è una ragazza della buona società di Jackson che torna a casa dopo aver finito l'università a New York, dove ha studiato per diventare scrittrice e giornalista. L'incontro con le sue amiche di un tempo, rende Skeeter consapevole di quanto forte sia ancora il sentimento di razzismo nei confronti delle donne di colore che da sempre si sono prese cura delle famiglie della zona e, indignata, decide di raccontare le loro storie. Per realizzare il suo progetto Skeeter, superata l'iniziale diffidenza, troverà la complicità di due domestiche, Aibileen e Minnie, che insieme a lei metteranno nero su bianco le discriminazioni razziali subite e aneddoti vari. La loro iniziativa, cui partecipano via via altre testimoni, si trasforma in un libro che, una volta pubblicato, non tarderà a suscitare scandalo e imbarazzo nella cerchia borghese di amici e concittadini, ma al contempo aiuterà la comunità afroamericana locale a trovare quella forza necessaria per pretendere il rispetto e i diritti fino a quel momento negati.

CAST

NOTE

- TATE TAYLOR FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- GOLDEN GLOBE 2012 A OCTAVIA SPENCER COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM DRAMMATICO, ATTRICE PROTAGONISTA (VIOLA DAVIS), ATTRICE NON PROTAGONISTA (JESSICA CHASTAIN) E CANZONE ORIGINALE.

- OSCAR 2012 A OCTAVIA SPENCER COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM, ATTRICE PROTAGONISTA (VIOLA DAVIS) E NON PROTAGONISTA (JESSICA CHASTAIN).

CRITICA

"Non c'è niente come un film inzuccherato di buonismo sorridente per far sentir buoni anche gli spettatori che, avendo magari appena offerto, prendere o lasciare, 5 euro l'ora alla domestica rumena in cerca di lavoro, singhiozzano di puro divertimento per il cuore d'oro, anche se talvolta sfacciato, di un paio di cameriere nere aiutate da una buona signorina bianca aspirante giornalista (...). Sarebbe una storia drammatica, il ricordo di un tempo di massimo razzismo legalizzato, di linciaggi, del movimento per i diritti civili, di Martin Luther King Jr. Invece il regista Tate Taylor si è impegnato a non disturbare il pubblico bianco, ma a divertirlo. (...) Non è che ci si aspetti che i neri di 'The Help' parlino come la Mamie di 'Via col vento', ma, sarà a causa del doppiaggio, tutto quel chiacchierare delle signore nere, più i costanti gridolini delle signore bianche, infastidiscono molto." (Natalia Aspesi, 'La Repubblica', 20 gennaio 2012)

"Lo avevano rifiutato decine di volte, e invece il romanzo di Katrhyn Stockett, bionda signora originaria del Mississippi, è diventato un best seller da cinque milioni di copie, venduto in 40 paesi (in Italia è uscito per Mondadori) e ora è un film. 'The Help', diretto da Tate Taylor, anche lui originario del Mississippi, anzi proprio di Jackson dove si ambienta la storia (e prodotto da Chris Columbus) ha replicato il successo del libro incassando in America 170 milioni di dollari, un Golden Globe - migliore attrice non protagonista a Octavia Spencer - e come si dice è in aerea nomination agli Oscar. (...) Qual è il segreto del film (...) che assai probabilmente fa inorridire Spike Lee? Il fatto di costruire un universo tra la fiaba, il mélo e i 'Peccatori di Peyton Place', tutto femminile, gli uomini sono figure sfocate abbastanza squallide a dire il vero, mariti violenti o fidanzati razzisti, in cui la lotta per i diritti civili si fa davanti alla tazza da the, fumando una sigaretta e svelando i segreti più orrendi di tutta la upper class femminile. E la dimensione 'privata' come punto di partenza per una battaglia lunghissima collettiva, passa per gelosie, ripicche, rigidità di classe, anche la 'bianca' di origini modeste è messa al bando da Hilly specie perché le ha rubato un antico fidanzato. I riti del bon ton e delle donazioni vengono smascherati uno a uno con umorismo dai racconti di Minny e di Aibeleen e di tutte le altre donne african american costrette fino allora al silenzio dell'umiliazione e della calunnia in una confezione che in fondo ne rispetta le regole. Compresa qualche lacrima di troppo." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 20 gennaio 2012)

"Alla base di 'The Help', c'è l'omonimo romanzo d'esordio di Kathryn Stockett (Mondadori), in Usa un best-seller, che sul filo dell'autobiografia rievoca nella cornice di un Mississippi Anni Sessanta, prima di Martin Luther King e delle battaglie per i diritti civili, un pastelloso mondo di agiate signore wasp servite da un piccolo esercito dl cameriere nere variamente umiliate. Scritto e girato da Tate Taylor, alla seconda regia, il film sarebbe piuttosto prevedibile, non fosse che è illuminato da un cast di interpreti bianche e di colore, una più brava dell'altra. Viola Davis domenica ha ricevuto il Golden Globe; e il 24 gennaio fra le candidature all'Oscar è probabile che ritroveremo il suo e altri nomi: da Octavia Spencer a Bryce Dallas Howard." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 20 gennaio 2012)

"Che storia: due ragazzini crescono insieme a Jackson, Mississippi, nei '70. Lui si chiama Tate Taylor e diventerà attore-regista; lei Kathryn Stockett, un futuro da autrice del best-seller 2011: 'The Help'. Urge il film. A chi affida Kathryn la regia? Al vecchio amico Tate, ed ecco a voi una pellicola che dirà la sua agli Oscar dopo la vittoria di un Golden Globe. (...) Si ride, si rabbrividisce, si riflette sulla società americana. Alta qualità hollywoodiana. Il cast rosa è una bomba, con Spencer (premiata ai Golden Globe) e una maligna Bryce Dalllas Howard in stato di grazia." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 gennaio 2012)

"Drammone a tinte rosa, con dosi eccessive di melassa, ottimamente interpretato e da lacrima garantita." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 gennaio 2012)
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