The Grudge

GIAPPONE, USA - 2004
The Grudge
Karen studia per diventare assistente sociale e va in Giappone per uno scambio culturale, chiamata a rimpiazzare un'infermiera che non si è presentata al lavoro. Entra in una modesta casa di Tokyo, dove trova un'anziana signora, Emma, in completo stato catatonico. Karen comincia a prendersi cura della malata, poi, quando inizia a sentire degli strani rumori provenienti dal piano superiore, sale per vedere da dove provengono e si trova ad affrontare i più terribili orrori di origine soprannaturale....
  • Altri titoli:
    Untitled 'Ju-On: The Grudge' Remake
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: GIALLO, HORROR, THRILLER
  • Tratto da: film 'Ju-On: The Grudge' di Takashi Shimizu
  • Produzione: SAM RAIMI, ROB TAPERT, TAKA ICHISE PER GHOST HOUSE PICTURES, VERTIGO ENTERTAINMENT, SENATOR INTERNATIONAL, RENAISSANCE PICTURES
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2005)
  • Data uscita 5 Gennaio 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Karen (la Sarah Michelle Gellar di Buffy l'ammazzavampiri) è una studentessa americana giunta in Giappone per uno scambio culturale: qui presta assistenza domiciliare a un'anziana connazionale in stato catatonico. L'abitazione della signora è popolata da strani rumori provenienti dal piano superiore: quando Karen decide di scoprirne l'origine, si trova ad affrontare l'orrore nato da una terribile maledizione. Remake nippo-americano dell'horror giapponese destinato all'home-video Ju-on, che il produttore Sam Raimi (La casa) ha voluto portare sul grande schermo con lo stesso regista dell'originale, Takashi Shimizu. Ju-on - si afferma nel prologo - è una maledizione formulata da chi è morto in preda a un forte rancore. Si accresce nei luoghi frequentati dal defunto quando era in vita divenendone il karma. Coloro che ne entrano in contatto perdono la vita. Nasce così una nuova maledizione. Cento milioni di dollari in quattro settimane di incasso negli USA, questa versione introduce subito i topoi del genere di riferimento (casa, gatto, bambino, libro, doccia) riducendo la suspense a puro calcolo combinatorio. Il terrore deborda dallo schermo, ma per la tensione si prega di rivolgersi altrove, ovvero alla contemporanea produzione nipponica di horror saccheggiata e "svilita" dalle major hollywoodiane. Da questo punto di vista, The Grudge non perdona, ma - contrariamente al claim del film - ha la memoria corta.

CRITICA

"Perfettamente padrone della grammatica del genere, Takashi applica al meglio il metodo consolidato: brevità dell'esposizione delle immagini orrorifiche allo sguardo dello spettatore, impercettibili movimenti di macchina, suoni lugubri. Verso la fine sovrappone piani temporali diversi (il presente e la storia all'origine della maledizione), dando al soprannaturale un insolito senso di autenticità. A latitare è il confronto tra culture, che la coproduzione nippo-americana (Sam Raimi) sembrava promettere e che invece si limita alla sostituzione di alcuni personaggi." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 gennaio 2005)

"Per il rifacimento Usa di 'Ju On-Rancore' (2003), intitolato 'The Grudge', il produttore Sam Raimi ha voluto lo stesso regista dell'originale, Takashi Shimizu; ed è stata mantenuta anche l'ambientazione a Tokyo. Il risultato? 110 milioni di dollari al botteghino. (...) Tra molteplici uccisioni sovrannaturali, il film ogni tanto evade dai confini del genere con qualche spunto originale. Per esempio, dopo che l'investigatore è stato ucciso nel tentativo di bruciare la casa stregata i poliziotti accorsi si compiacciono di aver spento l'incendio salvando l'edificio e gli spettri assassini. Insomma si può ridere, o sogghignare, anche di fronte all'orrore." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 8 gennaio 2004)

"L' horror non viene più dall'America del venerdì 13 e dei suoi Nightmares, ma dall'Oriente. Se ne fa teste 'The Grudge' che riunisce vivi e morti ma non fa mai paura davvero, anche se è stato nella versione originale un successo nipponico rifatto dagli americani, complice Sam Raimi, altro regista di paura. (...) Una volta i serial killer erano umani, oggi sono trilli, telefonini colpevoli, videogiochi. Ma se 'The Ring' aveva una tensione narrativa, questo è noioso, ripetitivo, encefalogramma quasi piatto." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 gennaio 2005)
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