The Grey

USA - 2011
In seguito a un incidente aereo, una squadra di operai di una piattaforma petrolifera in Alaska si ritrova sperduta in una zona selvaggia. Per sopravvivere, il gruppo dovrà lottare contro il gelo e le sconfinate distese di neve e ghiaccio ma, soprattutto, dovrà vedersela con un branco di lupi molto aggressivi che gli sta dando la caccia.

CAST

CRITICA

"Gli animalisti più convinti non saranno soddisfatti per come 'The Gray' rappresenta i loro amici più calunniati, i lupi. Però va detto che il film di Joe Carnahan (il regista di 'ATeam') è un solido e ben diretto survival, che ti acchiappa all'inizio per non mollarti più fino alle ultime inquadrature. (...) Dotato di un supporting cast di buon livello, il film è teso e coinvolgente. Contribuisce in larga misura al risultato il lavoro dietro la macchina da presa di Masanobu Takayanagi ('Warrior'), direttore della fotografia tra i più emergenti molto bravo nel dare rilievo epico al paesaggio." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 6 dicembre 2012)

"Sepolto nel gelo bianco fin dall'inizio, 'The Grey' evoca un incrocio tra il carpenteriano 'The Thing' e avventure di survivalismo nevoso della Hollywood anni quaranta, come 'Island in the Sky' e 'Track of the Cat', entrambi di William Wellman. Joe Carnahan, che lo dirige e ne co-firma la sceneggiatura, è un regista di genere meno elegante e discreto di Carpenter e di Wellman. Il suo film più apprezzato rimane forse il drogatissimo noir 'Nam' un esordio sopra le righe che fece faville a Sundance. ll contesto maschile/ macho di 'The Grey' si addice bene al regista, e alla nuova carriera della sua star, Liam Neeson che, scrollatasi di dosso la patina perbenista che permeava le sue incarnazioni di Michael Collins, Oskar Schindler, Alfred Kinsey, Jean Valjean e del Jedi Qi- Gonjinn, si è reinventato in un cupo eroe d'azione, i cui vendicatori combinano la tenacità di Charles Bronson alla propensione masochista di Mel Gibson. Oggetto della sua furia non sono i trafficanti sessuali albanesi di 'Taken' ma i feroci lupi dell'Alaska: Ottway è un killer professionista di lupi, assoldato per proteggere una base petrolifera nello stato di Sarah Palin. (...) 'The Grey' sarebbe meglio se fosse più stringato, meno pretenzioso. E più corto. Resi combinando Cgi e animatonica, i lupi hanno un'interessante qualità sovrannaturale. Ma il vero fantasma del film è Natasha Richardson, la moglie di Neeson, scomparsa in seguito a un incidente sulla neve qualche anno fa." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 6 dicembre 2012)

"Bufera di neve, e l'aereo su cui viaggiano i lavoratori di un oleodotto precipita in una zona sperduta dell'Alaska. Solo in sette sopravvivono, tra cui il cecchino di bestie pericolose Ottway (Liam Neeson): è lui a far da guida, tra tensione spirituale (continua a pensare alla moglie...) e lotta per la pelle. I superstiti devono fronteggiare neve, gelo, l'ambiente ostile e, soprattutto, un branco di famelici lupi. Abbandonato il luogo dello schianto per tentare il viaggio della salvezza, Ottway e compagni cadono come birilli nelle fauci dei lupi, intenzionati a eliminare gli intrusi umani dal loro territorio. L'action-movie è diretto da Joe Carnahan e interpretato da un superbo Liam Neeson: prova oltremodo sofferta la sua, perché arrivata due anni dopo la morte della moglie. I survival-movies hanno una lunga storia, ma qui c'è di più: tra i ghiacci si fa strada la spiritualità, con i sette angeli dell'Apocalisse e le urla contro il Cielo. Niente male." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 6 dicembre 2012)

"Aereo precipita in Alaska. I pochi sopravvissuti sono gli operai di una stazione petrolifera guidati da John Ottway (Liam Neeson), ex militare addetto alla sicurezza. Il vento taglia la pelle, il gelo toglie il respiro, i lupi sono pronti ad uccidere. E anche tra gli uomini c'è tensione. Il solito film sulla sopravvivenza virile stile 'Alive - Sopravvissuti' (qui citato) o 'L'urlo dell'odio'? Niente affatto. Nonostante il regista Carnahan utilizzi ogni trucco visivo (occhi dei lupi nella notte; le gambe che affondano nella neve impediscono di salvare un compagno) e sonoro (ululati terrificanti vicini e/o lontani; ossa spaccate e carne masticata dalle fauci dei lupi) per rendere l'azione più pregnante che mai, 'The Grey' stupisce per la profondità con cui tratta temi come i ricordi d'infanzia (flashback alla 'Tree of Life'), la fede in un aldilà (Carnahan dissemina il film di visioni o allucinazioni), la negazione della massima hobbesiana «homo homini lupus» (la pietas ci divide dal mondo ferino). Gran finale con inquadratura improvvisa dopo i titoli di coda." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 dicembre 2012)

"Un aereo cade in un posto sperduto dell'Alaska. I pochi sopravvissuti non avranno di che gioire. Intorno a loro si materializzano dei feroci lupi, affamati di carne umana e vendetta. Inizia, così, una corsa contro il tempo, in territori selvaggi, dove l'uomo scopre la sua fragilità, tra azione e riflessione. Peccato che l'eccessiva durata e una certa ripetitività finiscano per appesantire il risultato finale. Attenzione a non andare via prima della fine dei titoli di coda." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 dicembre 2012)

"Piacerà ai fans del cinema d'azione. Oltre le previsioni. Comprese le nostre. Il fatto che la pubblicità l'avesse lanciato come il nuovo film del team Carnahan - Neeson non ci aveva precisamente commossi. 'A team' (la loro precedente collaborazione) non era poi granché (giusto un simpatico prodotto di consumo). In 'The Grey' invece Joe dimostra di avere gli attributi. Anche con i produttori (che poi erano i fratelli Ridley e Tony Scott). S'è rifiutato di girare le tempeste di neve in uno studio californiano e ha trascinato la troupe nella Columbia Britannica tra vera neve e vero freddo (10 gradi sotto zero). Il risultato di questo apprezzabile puntiglio realistico è un robusto film d'avventure, denso e carico di suggestive (e non arbitrarie) simbologie, carico di tensione mai doma (non era facile, in quasi due ore di spettacolo). Con un Liam Neeson che dimostra ancora una volta di essere uno dei non molti attori in grado di agganciare lo spettatore e di spingerlo all'identificazione. Il film non ha mancato di suscitare polemiche tra gli animalisti d'America, che hanno voluto indicare 'The Grey' tra le cattive azioni del cinema 2012. Questo perché il lupo nella vicenda è indicato come il cattivo della situazione (e addirittura come incarnazione del diavolo). Storie. I lupi nel film sono sempre indicati come più intelligenti, organizzati, motivati dell'uomo (sanno attendere, sanno quando debbono attaccare, e non dimentichiamo difendono il loro habitat). E lo scontro finale tra Ottway e il «grigio» è una lotta alla pari. Come lo scontro tra Achab e Moby Dick, come la battaglia tra il «Vecchio» di Hemingway e il pescecane." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 dicembre 2012)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy