The Forgotten

USA - 2004
Telly Paretta ha perso il figlio Sam di soli otto anni in un incidente aereo e, anche se è passato più di un anno, non riesce ad accettarne la morte e non trova pace. Nel frattempo si sta allontanando anche da suo marito Jim, così decide di andare in cura dal dott. Munce, uno psichiatra. Questi la informa che in realtà i suoi ricordi non sono reali ma è la sua memoria che le sta giocando un brutto scherzo per le troppe delusioni. Telly rimane sbalordita e inizia a ricercare testimonianze dell'esistenza di Sam, ma sembra scomparso tutto: video, foto, disegni. Tutto è sparito nel nulla. Le cose si complicano quando incontra Ash Correll, padre di un altro bambino amico di suo figlio, che le confida di avere lo stesso problema. Insieme decidono di investigare su cosa sia successo veramente per sostenere così anche la loro sanità mentale...

CAST

CRITICA

"'The Forgotten' di Joseph Ruben parte da un concetto impegnativo: la relatività della realtà. Per buona parte del film, ci si chiede chi abbia ragione e quale sia la verità, ammesso che ne esista una. L'inganno arriva puntuale, ma non avviene per mano del marito di lei o degli inevitabili cattivi travestiti da buoni. A tradire il film è proprio lo sceneggiatore, che decide di sbrigare il tema della realtà percepita con un colpo secco: gli alieni. Ogni volta che la faccenda si fa complicata e occorrono delle spiegazioni, arriva un extraterrestre, così non c'è più niente da capire. E se il film nella prima parte promette di portarci in un mondo in cui esploreremo i meandri del nostro cervello, nella seconda scivola nella cara, vecchia tesi del complotto ordito dagli alieni. Sicché 'The Forgotten' finisce con lo sprecare due occasioni: come thriller psicologico, non è abbastanza psicologico, quanto agli extraterrestri, ne abbiamo visti di più inquietanti." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 18 febbraio 2005)

"Quando un film comincia bene, peggiora andando avanti e finisce in un pasticcio, ti fa arrabbiare anche più di un film brutto dall'inizio alla fine. E' il caso di 'The Forgotten' che all'inizio sembra un onorevole thriller: lo spettatore si lascia coinvolgere nelle angosce di Julianne Moore, madre newyorkese ossessionata dalla scomparsa del suo bambino in una sciagura aerea. (...) Il peggio arriva nell'ultimo quarto d'ora. Quando la sceneggiatura, come non sapesse dove parare, va a cacciarsi in un'incongrua soluzione alla 'X-Files'. Il genere di film che dopo un po' ti chiedi se hai visto davvero, e cancelli rapidamente dalla memoria." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 febbraio 2005)

"La domanda anti-proustiana che fa il regista Ruben è curiosa: se la vostra memoria fosse solo fantasia? (...) Un thriller che cambia marcia in corsa ma diventa insostenibile man mano che procede verso gli aliens, finendo col ritorno al passato, al momento del concepimento come l' 'Edipus' di Testori. La Moore, poverina, è sempre più lontana dal Paradiso, vittima di un mancato incrocio tra realtà e fantasia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 febbraio 2005)

"A partire da 'Il sesto senso' ha preso forma un nuovo filone paranormale familiare. I fantasmi di 'Birth' con Nicole Kidman, del coreano 'Ferro 3', dell'italiano 'Ovunque sei' di Placido vogliono scardinare il genere fantastico per porre interrogativi filosofici ed esistenziali, rimettere in discussione il rapporto tra apparenza e realtà, per insinuare il dubbio sui confini tra il mondo fisico e mentale, rivendicare la centralità dei conflitti con il proprio passato. 'The Forgotten' di Joseph Ruben, in più, mette in gioco il motivo dell'inquietante possibilità di manipolare la sfera psichica introducendo il seme della follia e lacerando le verità nascoste. (...) Ruben riesce con discreto mestiere a far interagire vari generi, ma finisce per smarrire lo spunto di partenza dell'incubo kafkiano, della perdita d'identità, della rimozione." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 26 febbraio 2005)
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