The Equalizer - Il Vendicatore

The Equalizer

USA - 2014
Robert McCall, è un veterano agente segreto che si è lasciato alle spalle il proprio torbido passato e ora conduce una vita tranquilla. Tuttavia, McCall è in cerca di redenzione per il proprio passato moralmente ambiguo e quando incontra Teri, una ragazza minacciata da una banda di feroci malavitosi russi, decide di usare la sua esperienza per aiutarla. La storia di Teri risveglierà in McCall il desiderio di giustizia e da quel momento, forte di quelle abilità che ha sempre messo al servizio di chi cerca vendetta e contro chi brutalizza gli indifesi, esce dal suo ritiro autoimposto e si rimette in gioco per aiutare chi si trova in difficoltà o risolvere casi in cui la polizia non può o non vuole essere coinvolta. Lui è il Vendicatore.

CAST

CRITICA

"Il regista studia da diplomatico, Washington da finto tonto, entrambi però confezionano un film tanto pacchiano e roboante, inverosimile e violento quanto irresistibile: Denzel è bravo, credibile anche nell'incredibile, Fuqua non lesina su botte e plasma, ma a tenerci attaccati alle poltrone è l'elogio muscolare del nuovo giustiziere, che tende la mano agli offesi e il pugno ai malavitosi. (...) Denzel è l'uomo forte, che tutto può e nulla si concede: ci rende giustizia, ci fa 'credere' che ogni torto possa essere lavato nel sangue, anche quando si è in assoluta minoranza e accerchiati." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano, 18 settembre 2014)

"Il soggetto, che non si candida all'Oscar per il più originale della stagione, è la milionesima declinazione del tema della 'damsel in distress', la damigella in pericolo, e del cavaliere che se ne fa paladino. (...) Consapevole dell'esile tramina, il film si concentra tutto sul character principale, modificandolo assai rispetto al protagonista della serie tv anni 80 (da noi 'Un giustiziere a New York') cui si rifà. Bob è un solitario, dai comportamenti ossessivo-compulsivi ma in complesso cordiale e amabile con i colleghi di lavoro. La sua peculiarità rispetto agli altri giustizieri consiste nel modo in cui ammazza i malviventi. Dopo averli accuratamente scannerizzati (inquadratura della sua pupilla), li massacra facendo ricorso a tutta una serie di armi improprie: martelli, forbici, sparachiodi e perfino - nella sequenza più sanguinaria - un cavatappi piantato in gola fino a uscire dalla bocca di un energumeno tatuato. Un perfetto vendicatore faida-te, insomma. Chi poteva rendere (quasi) credibile un ruolo del genere? Oggi, a Hollywood, sono due (e tra le più pagate) le star che hanno ereditato il personaggio dell'eroe alla vigilia della vecchiaia, stanco e disilluso eppure ancora in grado di mostrarsi il più implacabile castigamatti dei cattivi: Denzel Washington e Liam Neeson. La variante di Liam è più dolente; quella di Denzel più 'cool', una specie di Terminator non bionico ma altrettanto freddo e micidiale. Dotato di senso della giustizia, ma privo di dubbi: tanto che qui non ti chiedi come possa pensare di mettersi da solo contro il sadico Teddy e il suo piccolo esercito. Ai tempi di Charles Bronson 'giustiziere della notte' si sarebbe accusato un film del genere di cripto fascismo, ma ora il concetto che i buoni devono ammazzare i cattivi è più che sdoganato; con buona pace di tutti, a quanto pare. Così Antoine Fuqua può alternare scene lunghe - specie nella prima parte - con montaggi isterici nei momenti di violenza e susseguente 'rallenti' epico del protagonista. Succeduto in regia all'inizialmente previsto Nicolas Winding Refn, nel cinema d'azione Fuqua è un po' l'erede di Tony Scott. Ha già fruttato a Denzel un Oscar per 'Training Day' e ora gli garantisce un grosso hit economico: cosa che non deve avere stupito i produttori, considerato come il finale 'rilanci' su una prossima puntata, candidando 'The Equalizera' prototipo di un nuovo franchise. Ineccepibile come sempre Chloë Grace Moretz, la più giovane e dotata tra le star ascendenti, nella parte della schiava del sesso vessata da macrò e clienti disgustosi." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 ottobre 2014)

"Denzel Washington e il regista Antoine Fuqua tornano insieme tredici anni dopo 'Training Day', per un film ridicolo e appassionante, che sprigiona umori da guerra fredda numero due (a partire da un orrendo criminal/oligarca russo che si chiama Vladimir Puskin) e che dovrebbe candidare la sessantenne star afroamericana se non a un Oscar sicuramente alla direzione dei disastrosi servizi segreti di Barack Obama. Tratto piuttosto liberamente da una serie televisiva andata in onda sulla CBS tra il 1985 e il 1989, e prodotto dalla Sony, forse nella speranza di dar inizio a una franchise d'azione come quella dei 'Taken', The Equalizer la storia di Robert McCall (Washington), un impiegato di Home Mart (che sta per la catena di superstores del fai da te» Home Depot) (...). Lo sceneggiatore Richard Wenk (una penna decisamente poco sottile) non ha scelto a caso i classici contenuti nella libreria di McCall, i titoli suggeriscono infatti la progressione della trama del film (...). 'The Equalizer' entra in un territorio che sta tra la Marvel, i 'Death Wish' di Charles Bronson e Clint Eastwood. (...) il film diventa anche un po' biblico. Solido, patinato, autore d'azione, con una predilezione per i neri, le superfici bagnate e la violenza sadico/spettacolare, Fuqua ci ha dato dei polizieschi sfumati e insidiosi, come 'Training Day' e 'Brooklyn's Finest', e il bel thriller d'assedio con Mark Wahlberg, 'Shooter'. 'The Equalizer- Il vendicatore' è molto più tagliato con l'accetta, grezzo, meno sofferto, nella vena dell'impareggiabile 'Attacco al potere' (...). Rispetto all'iperbole, anche politicamente, barocca di quel film, 'The Equalizer' è meno esilarante. Ma Fuqua fa un ottimo lavoro con Denzel Washington, più grigio e appesantito del solito, un guerriero riluttante, e un peccatore redento dall'opacità di un tran tran proletario (va persino al lavoro in bus!) e dalla grande letteratura. Vista quella scelta di vita, Fuqua ha scelto la location perfetta per inscenare il grande scontro finale del film (...). Tutto avviene nel cavernoso paradiso dei muratori e dei falegnami, tra scaffali carichi di mercanzia, dove l'ex agente delle forze speciali, con l'entusiasmo e l'ingegno omicida di Vincent Price in 'The Abominable Dr. Phibes', elimina i suoi antagonisti non con fucili di precisione ma con chiodi, trapano e fil di ferro." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 9 ottobre 2014)

"'The Equalizer', tratto dallo show tv anni '80 preferito dal padre di DiCaprio in 'The Wolf of Wall Street', è un fumettone con supereroe travestito da thriller metropolitano. La prima parte è magnetica per la fotografia splendida del nostro Mario Fiore, per la regia contemplativa di Fuqua e il misterioso carisma di un grande Washington. La seconda parte è più trucida di 'Rambo 2' e fa impressione per come trasformi il film in una macchina schiacciarussi piuttosto noiosetta nella sua inesorabilità. Gli Usa hanno il loro nuovo vendicatore. Chi è? Si chiama Robert McCall. Meglio non farlo arrabbiare." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 ottobre 2014)

"Vendetta, tremenda vendetta contro la mafia russa (toh, che novità). Omaggio da machismo reaganiano alla serie televisiva «Un giustiziere a New York», poco supportato da una trama zoppicante che non rende onore al carisma di un Washington convincente vendicatore." (A.S., 'Il Giornale', 9 ottobre 2014)

"(...) interpretato da un Denzel Washington credibile e convincente, che sceglie una recitazione, una «performance colorata da un registro malinconico e autunnale». Un personaggio, che, in una società del disagio e infestata dalla criminalità, agisce per amicizia e giustizia e del quale l'afroamericano Antoine Fuqua (Pittsburgh,1966), regista, oltre ad altri, di «Shooter», «Brooklyn's Finest» e «Attacco al potere - Olympus Has Fallen», esplora nella prima parte, adottando un linguaggio semplice ed efficace, in lunghe, «calme» sequenze, la personalità, il passato, il rapporto con Teri. Efficacia, che permane poi anche nello sviluppo convenzionale, tipico del genere, della vicenda: il regista mantiene costantemente tensione e suspense nel racconto esplicito, frenetico, delle sanguinose gesta del giustiziere freddo e micidiale, esaltate in scene dalle immagini rallentate." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 17 ottobre 2014)
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