The Elephant and the Butterfly

Drôle de père

BELGIO - 2017
3,5/5
The Elephant and the Butterfly
Dopo cinque anni di assenza, Antoine torna a Bruxelles, determinato ad affrontare il proprio passato. Si presenta quindi alla porta di Camille, la donna che ha amato e madre della loro piccola figlia Elsa, che non ha mai incontrato. Quando arriva, Camille sta per partire per un importante viaggio di lavoro e sta aspettando la babysitter, che è in ritardo. Presa dal panico, Camille chiede ad Antoine di aspettare lui la baby-sitter altrimenti perderà il suo aereo. Colto di sorpresa, Antoine accetta ben lontano dall'immaginare che la babysitter non arriverà mai e che resterà da solo con sua figlia per tre giorni...
  • Durata: 86'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: JEAN-PIERRE DARDENNE, LUC DARDENNE PER LES FILMS DU FLEUVE, IN COPRODUZIONE CON WHY NOT PRODUCTIONS

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia "Donkey" Lucchini

C’era una volta un elefante che viveva in cima a una collina, mentre in fondo alla discesa c’era la casa di una farfalla. L’elefante non parlava mai con nessuno, ma un giorno la farfalla volò da lui e andò a bussare alla sua porta. Lui le aprì dopo un po’ e da allora passeggiarono insieme abbracciati lungo la strada.

E’ un racconto per bambini e si intitola The Elephant and the Butterfly proprio come il film della regista belga Amélie van Elmbt, al suo secondo lungometraggio dopo Headfirst (2012).

E’ la storia di un padre di nome Antoine (il bravo Thomas Blanchard) che dopo cinque anni trascorsi lontano torna a Bruxelles determinato a confrontarsi con il suo passato. Bussa alla porta della donna che ha amato e ha lasciato, ma arriva proprio quando lei è in procinto di partire per un viaggio di lavoro.

La babysitter è in ritardo e in un momento di panico chiede ad Antoine di restare con la piccola Elsa (Lina Doillon). Antoine non sa neanche che classe faccia sua figlia e per alcune cose è piuttosto distratto (la lascia in macchina da sola o la ritrova in casa a giocare con un coltello) ma allo stesso tempo è il padre più dolce che possa esserci quando la guarda, quando le legge la favola della buonanotte (che è appunto la storia dell’elefante e della farfalla), quando la porta al mare e quando le cucina qualcosa.

E’ un film dolce quello della van Elmbt che colpisce dritto al cuore. Un racconto intimo che racconta l’amore di un padre per una figlia con naturalezza e realismo (quale genitore non ha ceduto di fronte ai capricci della propria figlia che vuole andare sul cavalluccio giallo e non su quello blu?) sullo stile dei fratelli Dardenne, che tra l’altro lo hanno anche prodotto (tra i produttori esecutivi anche Martin Scorsese).

Va detto che gran parte della buona riuscita dell’opera è merito della piccola protagonista di cinque anni, che è davvero irresistibile con la sua fragorosa risata mentre si fa mettere lo smalto giallo sulle mani dallo zio, le sue pennichelle nel seggiolino della macchina e i suoi nascondigli improvvisati sotto il tavolo della cucina. Alla fine questa coppia, questo elefante e questa farfalla, conquista veramente il cuore di chiunque, regalandoci un film delicato, tenero, ma mai melenso.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA XVI EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2018), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.
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