THE BRA - Il reggipetto

The Bra

AZERBAIJAN, GERMANIA - 2018
2/5
THE BRA - Il reggipetto
Un treno merci passa attraverso i grandi prati sotto le montagne del Caucaso. Nella cabina Nurlan, il macchinista, guida il treno lungo il percorso che passa attraverso un angusto quartiere di Baku, dove il tracciato dei binari è così vicino alle case da corrispondere esattamente alla strada che separa tra loro i modesti edifici. La vita del quartiere si svolge sui binari: gli uomini bevono il tè seduti ai tavolini posti sulle rotaie, le donne stendono i panni su fili sospesi sopra il tracciato ferroviario. Quando il treno passa, gli abitanti si alzano, raccolgono frettolosamente i loro oggetti, scappano nelle case e tutto ciò che resta viene intercettato dalla carrozza guidata da Nurlan. Lui, a fine giornata, raccoglie gli oggetti rimasti attaccati al treno e li riporta ai loro legittimi proprietari: lenzuola, palloni, piume di pollo. L'ultimo giorno di lavoro, in procinto di andare in pensione, trova attaccato al tergicristalli un oggetto inusuale: un reggiseno. Nurlan lo mette nella sua valigia e lo porta nel villaggio di campagna in cui vive. Nei giorni a seguire, pensare alla donna che ha perso quel reggiseno gli toglie il sonno. La grande solitudine in cui vive lo spinge infine a mettersi alla ricerca della sua proprietaria: una ricerca che si rivelerà difficile, buffa, commovente, e che per lui finirà per coincidere con la ricerca dell'amore e dell'appartenenza.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: Leonie Geisinger, Veit Helmer
  • Produzione: VEIT HELMER FILMPRODUKTION, SAARLANDISCHER RUNDFUNK, SUDWESTRUNDFUNK, BAYESISCHER RUNDFUNK
  • Distribuzione: LAB 80 FILM
  • Data uscita 14 Novembre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
Ritmo lento e respiro pacato nella commedia dolceamara di Veit Helmer. Vicino Baku, Azerbaijan, un villaggio vive in simbiosi con i binari del treno e capita che questo catturi al passaggio uno o due oggetti. Ma non importa finché Nurlan, il conducente, riporta ogni cosa al legittimo proprietario.

Ma cosa succede se, un bel giorno, Nurlan non trova la proprietaria di un reggiseno raccolto dalla locomotiva? Da qui si snoda la vicenda fiabesca, che invecchia il suo principe e sostituisce la scarpetta di cristallo con un capo d’intimo. Non amore, ma generosa curiosità muove il protagonista (e lo spettatore).

Anche nei paesaggi e nella delicata comicità dei personaggi The Bra ricorda qualcosa di storie lontane. Sensazione di distanza che si acuisce con la scelta del regista di fare un film muto, oltre che rilassato e malinconico. Dice Helmer che il dialogare “non è cinematico”, che il medium parla per immagini.

Forse, ma il suo film, pur sorprendente nella fase iniziale, tende a confondersi e confondere da quella centrale in poi. Paradossalmente, proprio quand’è meno didascalico e sale di giri, il mutismo rivela le sue debolezze: scelta apprezzabile, insomma, ma non altrettanto apprezzata.
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