The Bourne Legacy

USA - 2012
The Bourne Legacy
Aaron Cross si troverà a sperimentare situazioni in bilico tra la vita e la morte innescate dagli eventi narrati nei precedenti capitoli della saga di Jason Bourne.
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "Leredità di Bourne" di Robert Ludlum e Eric Van Lustbader (ed. Rizzoli)
  • Produzione: BOURNE FILM PRODUCTIONS, BOURNE FOUR PRODUCTIONS, CAPTIVATE ENTERTAINMENT, UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 7 Settembre 2012

TRAILER

CRITICA

"La trilogia miliardaria di Jason Bourne sembrava che si fosse conclusa nel 2007 con 'The Bourne Ultimatum' (seguìto a 'The Bourne Identity' e a 'The Bourne Supremacy') e in un certo senso è così nonostante il quarto film si intitoli ancora 'The Bourne Legacy'. In realtà Bourne non c'è più (pur citato spesso), non c'è più Matt Damon che lo aveva interpretato tre volte e non c'è neanche più il regista Paul Greegrass. Il suo posto, però, lo ha preso Tony Gilroy che, essendo stato lo sceneggiatore dell'intera trilogia, ne conosce tutti i risvolti, le implicazioni, i significati, anche se il romanzo cui adesso si ispira, anziché di Robert Ludlum come gli altri, è di Eric Van Lustbaser riscritto comunque alla luce dei noti precedenti. (...) In questa fuga concitata e affannatissima consiste tutta l'azione che Gilroy, come sceneggiatore, ha disseminato di episodi anche secondari non sempre agevoli da seguirsi ma che poi, come regista, ha affidato a ritmi addirittura incendiari nel cui ambito, dal principio alla fine, a nessuno, né sullo schermo, né in platea, è concesso un momento di respiro. Con una abilità straordinaria. (...) Il protagonista è Jeremy Renner. Lo ricorderete in 'The Hurt Locker', di Kathryn Bigelow. Al suo fianco, per soccorrerlo (e domani forse amarlo) c'è Rachel Weisz, Premio Oscar per 'The Constant Gardener'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 7 settembre 2012)

"Piacerà ai fans della saga, anche se faranno più fatica a destreggiarsi in questa trama che in quelle precedenti. I Bourne con Matt Damon era prevalentemente azione con trovate prevedibili (ogni faccia sconosciuta poteva essere quella di un killer). Questo 'Bourne' invece è chiaro e spesso appassionante nella descrizione di come viene innescato un meccanismo perverso. E di come il meccanismo macina inesorabilmente vite. Finché gli ingranaggi non si bloccano per via di un corpo estraneo chiamato Cross." (Giorgio Carbone, 'Libero', 7 settembre 2012)

"Archiviato, o meglio ancora latitante, Jason Bourne (Matt Damon non ne poteva più di correre in giro con vari mezzi di trasporto, sobbarcandosi la classica scena sui tetti delle bidonville), scopriamo che la Cia una ne fa e cento ne pensa per offrire materia ai complottisti. Nel primo film era il lavaggio del cervello - Bourne aveva come unico riferimento il numero di un conto in Svizzera, tatuato sulla coscia. Ora sono agenti tenuti in piedi da pilloline di vari colori. Altro che vitamine: trattasi di potenziatori genetici, utili per la mente e per il corpo. Quando Jeremy Renner alias Aaron Cross resta senza la scorta, temiamo che si metta a cantare 'giro girotondo' come il supercomputer Hal disattivato a colpi di cacciavite in '2001: Odissea nello spazio'. Nella prima scena, le cercava tuffandosi nudo in un lago dell'Alaska, per poi scalare una montagna mentre gli sparavano addosso. Non che si capisca granché: nella prima mezz'ora tutti parlano di faccende a noi ignote. E non è che si chiarisce ogni cosa alla fine del film. Tranne il fatto che di uomini potenziati dalla Cia ce ne sono in giro tanti, la serie sopravviverà. Il divertimento comincia con un massacro di scienziati che lascia viva solo Rachel Weisz, e guarda caso lei sa dove si fabbricano le pillole." ('Il Foglio', 8 settembre 2012)
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