The Bourne Identity

USA, REPUBBLICA CECA, GERMANIA - 2002
Un uomo viene strappato alla morte dal tempestivo intervento dell'equipaggio di un peschereccio italiano nel Mar Mediterraneo e scopre di essere diventato il bersaglio di alcuni sicari. L'uomo non ricorda nulla di sé, ma alcuni indizi lo inducono a sospettare che nel suo passato si nasconda qualcosa di molto importante: è un esperto di arti marziali e un poliglotta, ha un microfilm impiantato in un fianco, è stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica che gli ha alterato i lineamenti del volto, e nel delirio pronunciava una misteriosa sigla, J.B. Inizia così la ricerca della sua vera identità e del motivo per il quale chiunque s'imbatta in lui preferirebbe vederlo morto.

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL FESTIVAL DI LOCARNO 2002.

- IL FILM E' STATO GIRATO IN GRAN PARTE A PARIGI E NELLA REPUBBLICA CECA. ZURIGO E' STATA RICOSTRUITA A PRAGA. LA SCENA INIZIALE DEL RECUPERO IN MARE E' STATA EFFETTUATA DAVANTI A IMPERIA MENTRE IL PESCHERECCIO ATTRACCA NEL PORTO DI ONEGLIA.

CRITICA

"Tratto da un romanzo di Robert Ludlum del 1980, 'The Bourne Identity' dà forma a una paura assai diffusa in tempi di Internet e di webcam: l'ossessione del controllo, la perdita dell'individualità, l'abolizione delle libertà personali in cambio della sicurezza. (...) Non è un tema nuovo, ma Liman gli dà un tocco neoromantico in più. Stranamente in armonia con le prodezze di un eroe capace di sparare a due killer mentre cade nella tromba delle scale usando un cadavere come materasso. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 novembre 2002)

"Sfogliando le quasi cinquecento pagine del romanzo intitolato 'Un nome senza volto' si ammira la bravura degli sceneggiatori Tony Gilroy e William Blake Herron i quali hanno saputo condensare la debordante materia nelle due ore del film 'The Bourne Identity' diretto da Doug Liman. Mentre il libro si diffonde in dialoghi e situazioni accessorie, fedele allo stile pasteggiato del bestseller, la pellicola va dritta allo scopo; e ci sarebbe materia, in un confronto fra pagina e schermo, per un corso universitario sull'annoso problema dei rapporti fra cinema e letteratura". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 16 novembre 2002)

"Adattamento del romanzo di John Ludlum, 'The Bourne Identity' gioca le sue carte sul vecchio tema dell'amnesia, non sempre credibile ma buono per innescare un efficace meccanismo a suspense: quando il pubblico ne sa più dell'eroe, partecipa alle sue peripezie con particolare immedesimazione. Alle prese con un 'blockbuster' da 75 milioni di dollari, Liman non si sogna neppure di fare la parodia del film di spionaggio, né si affida agli effetti speciali che ormai spadroneggiano nel genere; racconta invece in modo piano e funzionale, traversando una Parigi diventata teatro di una classica caccia all'uomo. La missione è compiuta: e pazienza per le piccole incongruenze che affiorano qui e là". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 novembre 2002)
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