The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di electro 3D

The Amazing Spider-Man 2

USA - 2014
L'esistenza di Peter Parker si fa sempre più complicata a causa delle enormi responsabilità che derivano dalla crociata intrapresa, nei panni di Spider-Man, contro i pericolosi nemici che assediano New York. Mentre cerca di conciliare la nuova vita di supereroe con i problemi quotidiani e con il suo rapporto con Gwen, una inattesa e temibile minaccia mette a repentaglio la sicurezza della città: Electro. Inoltre, nuove rivelazioni sul suo passato e la ricomparsa del vecchio amico Harry Osborn renderanno Peter sempre più consapevole che tutti i suoi nemici hanno una cosa in comune: la OsCorp.

CAST

NOTE

- ALEX KURTZMAN, ROBERTO ORCI E STAN LEE FIGURANO ANCHE COME PRODUTTORI ESECUTIVI.

- PIETRO SCALIA È STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2014 PER IL MIGLIOR MONTAGGIO (ANCHE PER "THE COUNSELOR" DI RIDLEY SCOTT E "PIÙ BUIO DI MEZZANOTTE" DI SEBASTIANO RISO).

CRITICA

"Tenetevi un'agenda: incastonato tra il secondo 'Captain America' e l'ennesimo 'X-Men', ecco il secondo 'Spider-Man 3D' della trilogia di quel romanticone di Marc Webb, che viene dopo i tre titoli di Raimi. (...) Più lavorato nello script - anche se le ripetizioni abbondano -, il nuovo film preferisce l'uomo comune, quello che dice le bugie alla zia Sally Field, piuttosto che il supereroe reso popolare dai fumetti Marvel, dominatrice del cinema fantastico di oggi, cui Webb regala un poco di allegria, un pizzico di humour e meno tenebre. Il divertente è che mentre uno di noi per relax si legge un libro o vede un film, Peter-ragno quando vuol distendere i nervi si lancia come fosse di gomma fra le altezze di Manhattan, anche perché la OsCorp nemica ha avuto un ruolo nella scomparsa dei suoi genitori. L'uomo qualunque, come da tradizione, si prende la sua rivincita pagando di persona con una doppia personalità che affascina il pubblico ma che deve risolversi: si vola alti, non metaforicamente, si sta in cucina o si ricorre a Freud. E poiché la scelta era di privilegiare la love story, che i due interpreti Andrew Garfield ed Emma Stone fossero sintonizzati diventando eroici anche nel quotidiano, era importante. Ed è la qualità del capitolo secondo in love, girato in pellicola e non in digitale, al di là di tutti gli effetti specialissimi da cui siamo molestati perché obbligano in una sola direzione il nostro senso fantastico che andrebbe a zonzo anche altrove, fuori dai fumetti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 24 aprile 2014)

"(...) fatto salvo un particolare (che ovviamente non sveleremo), la sceneggiatura di 'The Amazing Spider-Man 2. Il potere di Electro' sembra la fotocopia di tanti altri film di supereroi. Dal raddoppiamento del cattivo ai problemi sentimentali dell'Uomo Ragno, che ama la bionda Gwen ma ha paura di metterne a repentaglio la vita col suo lavoro ad alto rischio (cosa che, tra l'altro, ha promesso al papà defunto di lei di non fare). Siamo sempre dalle parti dei 'grandi eroi con grandi problemi' brevettati dalla ditta Marvel, insomma. Se nell'identità del superuomo mascherato, infatti, il protagonista sembra godersela un mondo (non si risparmia le battute anche nei momenti più delicati), in quella di Parker soffre i tormenti dell'amore impossibile, è costretto a mentire e ha una serie di ulteriori grattacapi che gli fanno perdere il senso dell'umorismo. Sapevamo già - ovvio - che il nostro era affetto da una sindrome schizoide. Qui la cosa però diventa più evidente. Dei due super-avversari l'uno, Electro, detesta Spider Man mentre l'altro, il Goblin, odia a morte Peter Parker. Detto questo, il film diretto da Marc Webb - già regista del 'reboot' di due anni fa, di cui questo rappresenta il seguito diretto - è un altro blockbuster lungo due ore e venti, fitto quanto s'immagina di star, scene d'azione, effetti speciali; ma ancor più, forse, di risvolti di trama, spiegazioni e richiami alla prima puntata che, alla lunga, generano un po' di stanchezza. E pazienza ormai il genere supereroico ci ha assuefatti a sceneggiature a molte mani (qui di Alex Kurtzman, Roberto Orci e Jeff Pinkner, sulla base dei fumetti della serie 'Ultimate Spider Man') quasi ossessionate dalla paura di non offrire allo spettatore un piatto sufficientemente ricco da saziarne l'appetito. Benché il 3D abbia perduto parecchio dell'appeal iniziale, a causa della ripetitività inflativa con cui viene proposto, le imprese dell'Uomo Ragno continuano a essere realizzate e distribuite anche in versione tridimensionale. Con effetti abbastanza inutili: salvo che non vi ecciti particolarmente vedere proiettate ogni quarto d'ora verso la platea le ragnatele di Spider Man o le scariche di energia del suo nemico Electro." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 24 aprile 2014)

"Quinto Spider-Man in 12 anni ma secondo dell'era Webb (regista) & Garfield (attore) dopo i tre firmati Raimi & Maguire fermatisi nel 2007. (...) I cattivoni non convincono troppo mentre il tema di genitori assenti sempre presenti nelle menti problematiche dei giovani (Peter deve capire chi era realmente suo padre) è molto interessante per un cinefumetto. Ottima la storia d'amore tra Spider-Man e Gwen, interpretata da una divina Emma Stone. Lui è più sexy e meno bamboccio rispetto a Maguire: lei è fiera e gagliarda come una moderna Katharine Hepburn. Finale supercommovente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 aprile 2014)

"Aveva ragione Andreotti, il potere logora chi non ce l'ha. E 'Il potere di Electro' conferma: un villain depotenziato fa male a sé, all'eroe e al film tutto. Parliamo del nuovo capitolo dell'Amazing saga dell'Uomo Ragno, ancora diretto da Marc Webb, ancora interpretato da Andrew Garfield uno e bino. Il povero Peter Parker deve infilarsi la tuta hi-tech, tenere a bada i criminali e, insieme, la cattiva stampa, ma sa Dio - e sappiamo noi - quanto vorrebbe una vita da ragazzo normale, complice gli occhioni della bella Gwen Stacy (Emma Stone, anche lei al bis). Eppure, a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità e grandi sacrifici: il neodiplomato Peter deve staccarsi da Gwen, suo malgrado. E pure nostro: la storia d'amore funziona, rimaniamo appesi alle loro labbra pudiche, al loro sogno di normalità, al loro inventarsi un futuro (fuga di cervelli compresa) e alla loro maledizione. E' qui che buon romantico non mente: Marc Webb incantò con '(500) giorni insieme' cinque anni fa, dando nuova linfa ai due cuori e una capanna smarmellati da Hollywood e facendosi notare dalla Marvel. Indossata la supereroica calzamaglia di Spider-Man, non dimentica dove è nato, e nel blockbuster action e fumettaro inserisce i frammenti di un discorso amoroso, quello di Peter e Gwen, quello di un 'amour fou' senza scene madri, senza mélo, ma con verità pop. E fedeltà ai comics di Stan Lee e Steve Ditko, già filtrati dagli sceneggiatori di 'Transformers' Alex Kurtzman e Roberto Orci (più Jeff Pinkner): non solo nell'affair, non solo nel passato familiare di Peter che non passa, la filologia è avvertibile nella tensione ipercinetica, nei volteggi e nelle soggettive in caduta libera dell'Uomo Ragno. Se comics manent, cinecomics volant e il 3D aiuta, come già nel primo 'Amazing Spider-Man': Webb e sodali non lo utilizzano per mero gusto funambolico e pirotecnico, bensì per farci sentire l'esperienza del Ragno, per sbatterci in poltroncina l'horror vacui e la temerarietà scopica delle sue imprese. (...) Prevedibili le ricadute su drammaturgia (il modello attanziale di Greimas dovrebbe insegnare ancora qualcosa...), azione e pathos, e pure regista e sceneggiatori devono essersene accorti: ok la fedeltà alle strisce, ma è il cattivo a fare buono l'eroe o no? Altro problema, nemmeno Harry aiuta, perché la rottura con Peter/Spider-Man viene liquidata in una scenetta e la vendetta è solo un antipasto freddo: per fare un parallelo, decisamente meglio, più intenso e coinvolgente, il passo a due tra 'Captain America' e 'Winter Soldier' nella penultima sortita Marvel al cinema. Già, questo secondo Amazing ha un problema di chimica tra il Ragno e le sue 'nuove' nemesi, e con i Sinistri Sei nell'immediato futuro della saga - più un tot di spin-off - non è davvero una buona notizia. Webb dirigerà il terzo capitolo con Venom per antagonista, poi basta, e per la Columbia si annunciano tempi grami: senza il romance di Mr. '(500) giorni insieme', che ne sarebbe di questo Uomo Ragno, che ne sarà dei prossimi? Per iniziare, perché non ricaricare le batterie di Electro?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 24 aprile 2014)

"Chi aveva trovato troppo lento nell'avvio 'The Amazing Spider-Man' - versione rinnovata delle avventure del popolarissimo personaggio Marvel - apprezzerà questo sequel che alterna il faceto al drammatico e deborda di storie e sotto-storie. (...) La materia è tanta e tale da soddisfare diversi gusti e fasce di sesso e di età - il pubblico maschile per le scene d'azione, quello femminile per le romantiche (...). Vero è che il copione, al contrario del suo eroe, fatica a barcamenarsi fra i troppi «fili» narrativi che intreccia; ma resta il punto di forza di una figura protagonista che il britannico Andrew Garfield (molto ben affiancato da Emma Stone, sua fidanzata anche nella vita) incarna alla perfezione: per la smilza configurazione fisica, per la vulnerata malinconia dello sguardo, per una sensibilità adolescenziale fatta di estroversioni e chiusure a riccio, paura e incoscienza, senso del gioco e empito amoroso." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 24 aprile 2014)

"Piacerà non poco anche a coloro che non avevano (giustamente) molto amato l''Amazing Spiderman 1.' Questo per via di Electro (che 'Django Unchained' Jamie Foxx tratteggia con evidente divertimento) che quando si scatena funziona come pochi «vilain» della saga prima di lui. Anche per via di un'effettistica decisamente superiore alla media degli ultimi anni (una media che s'innalza ogni stagione che passa) specie nei due scontri collo Spider (d'accordo, sappiamo che l'uomo ragno, checché ne dica la canzoncina, non può essere ucciso, ma la suspense del match è davvero alta, anzi altissima nella sequenza a Time Square). Al (quasi) passivo la love story. Tra Andrew Garfield e Emma Stone, a dar retta al gossip, c'è del tenerissimo (i due han quasi copulato davanti alle maestranze). Ma l'eros Andrew ed Emma non sono riusciti a trasferirlo sullo schermo. Forse consapevoli che il prodotto era principalmente rivolto agli impuberi. Al (quasi) passivo, per la seconda volta, il giovane Garfield. Che fa nuovamente rimpiangere il Tobey Maguire inventato da Sam Raimi nel primo ciclo. Tobey era una bella invenzione perché colla sua aria da «nerd» sornione riusciva decisamente più simpatico dello Spider del fumetto, introverso e scostante dalla prima «striscia» all'ultima Andrew antipatico non è, ma i suoi standard sono da serial televisivo. Del pomeriggio." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 aprile 2014)

"(...) Privo della malinconia esistenziale che aleggiava intorno all'incarnazione di Tobey Maguire, lo Spider-Man di Andrew Garfield ('The Social Network') funziona a tratti come un personaggio da slapstick del muto. «Ma quello io lo conosco», mormora Stan Lee in un buffo cameo che ben riflette il tono dei film. Preceduto da un prologo in flash back in cui si spiega che fine hanno fatto i genitori di Peter (Campbell Scott e Embeth Davidtz), il film di Webb, su sceneggiatura di Alex Kurtzman e Roberto Orci ('Into Darkness-Star Trek') vede Peter alle prese con problemi d'amore con la fidanzata Gwen Stacy (Emma Stone) e con i cattivi Electro (Jamie Fox, sotto forma di un gigante luminescente con forti problemi d'identità) e Green Goblin/Harry Osborn (l'attore 'indie' Dane DeHaan, con un make up infelicemente irsuto). La storia è inesistente e complicata allo stesso tempo (dal bisogno di gettare i semi narrativi di futuri sequel), i dialoghi sono lunghi e abbastanza noiosi (ogni tanto tutto si ferma e a parole ti spiegano quello che sta per succedere), ma in una giungla di franchise sempre più pesanti e banali dal punto visivo, il brio della regia d'azione di Webb, il suo gusto per i dettagli del fumetto, i brillanti colori primari della palette, la bella ricostruzione di New York ne fanno uno spettacolo godibilissimo. Idealmente in Imax 3d (Webb sfrutta molto bene la terza dimensione). Ottima la scena di Times Square di notte, come un Circo Massimo. Attenti al cameo di Paul Giamatti. Basta però con le musiche di Hans Zimmer..." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 1 maggio 2014)
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