TERRITORI D'OMBRA

ITALIA - 2000
Le vicende di tre persone con un passato e un destino di violenza in comune si intrecciano. Luca è un uomo dall'infanzia distrutta da un padre morboso, Margherita è un sostituto procuratore della Repubblica che ha subìto un pesante avvertimento mafioso che l'ha segnata, Franz è un procuratore della Repubblica con un passato oscuro legato ad un losco personaggio, l'avvocato Dolbecco.

TRAMA LUNGA
A Tolmezzo, cittadina friulana tra colline e montagne, si trovano Luca, ex detenuto esperto di computer in cerca di riscatto; Margherita, un magistrato inviato lì da Agrigento; Franz, il capo della locale procura. La polizia è sulle tracce di un certo Dulbecco, avvocato e probabilmente responsabile di un traffico di minori che prende il via da quelle parti. In un bar Luca sente alcune persone parlare di un libanese e di una villa fuori paese. Intanto un geometra viene arrestato per aver insidiato la nipotina, e il piccolo figlio di Antonio, un operaio disoccupato, viene violentato e non riesce più a parlare: consenziente il padre, il piccolo veniva affittato per il divertimento degli adulti. Di iniziativa propria, Luca va alla villa, mentre si ricorda di quando da bambino il padre abusò di lui. La casa ora è vuota, i bambini sono stati lasciati lì. Arriva la polizia e mette i sigilli. Di fronte a Franz, che cerca di chiudere rapidamente il caso, Luca insiste a porsi alcune domande, assecondato dalla poliziotta Ornella. Alla fine Franz cede: lui aveva avuto rapporti con Dulbecco, che ora lo ricattava. Franz viene arrestato. Sette anni dopo, ritroviamo il geometra visto prima: per strada adocchia una bambina che gioca.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ESSE&BI CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: LANTIA CINEMA & AUDIOVISIVI

NOTE

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 2001.

- GIRATO IN ESTERNI IN FRIULI VENEZIA GIULIA E IN CARNIA (TOLMEZZO).

CRITICA

"Nulla è inventato in questa storia. Gli sceneggiatori hanno semplicemente riportato sullo schermo quello che hanno raccontato loro poliziotti e esperti in tre anni di ricerche. Il risultato è una denuncia chiara, precisa e rabbiosa di un mondo che pochi hanno il coraggio di guardare in faccia. Un pugno nello stomaco senza lieto fine che smaschera i giochi di potere che coprono i pedofili e un sistema giudiziario che non riesce a proteggere le vittime. Il resto passa in secondo piano. Come le indagini, raccontate in modo approssimativo e poco convincente, o come il profilo semplicemente abbozzato di alcuni personaggi, primo fra tutti quello interpretato da Pino Quartullo". (Francesca Altomonte, 'Cinemazip', 16 marzo 2001)

"Primo film italiano tematicamente incentrato non sulla pedofilia, ma sui traffici internazionali del suo sfruttamento, 'territorio d'ombra' appare sinceramente indignato e, nel suo zelo didascalico, mette in campo una quantità di personaggi nel tentativo di portare alla luce del sole ciò che troppo spesso ci rifiutiamo di vedere. Col procedere verso la fine, però, la storia si colora di 'giallo', proiettando ombre anche sugli insospettabili. Se la regia è esperta e i membri del cast hanno le face giuste, lo stile è quello del film per la tv di buon livello, anche se applicato a un tema difficile da proporre alla grande platea catodica". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 31 marzo 2001)
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