Tempo instabile con probabili schiarite

ITALIA - 2014
Tempo instabile con probabili schiarite
Giacomo ed Ermanno sono i due soci fondatori di una cooperativa che fabbrica divani, situata al confine tra la Romagna e le Marche. Una notte i due, scavando un buco in cortile, scoprono un giacimento petrolifero nel terreno di proprietà aziendale. Dopo la scoperta di i due uomini tireranno fuori i lati più oscuri di entrambi, stravolgendo le loro vite...
  • Altri titoli:
    Rebelot
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARCO VALERIO PUGINI, UTE LEONHARDT PER PANORAMA FILMS, RAI CINEMA
  • Distribuzione: GOOD FILMS
  • Data uscita 2 Aprile 2015

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO.

- CO-REGIA ANIMAZIONE: MAURIZIO FORESTIERI.

CRITICA

"Nell'affresco di provincia contaminata dalla depressione, nell'atmosfera sintetizzata dal titolo del film 'Tempo instabile con probabile schiarite', Ermanno e Giacomo si fronteggiano come in un West metaforico."(Fulvia Caprara, 'La Stampa', 1 aprile 2015)

"Commedia sociale di ottime intenzioni, non solo di contenuto ma anche di stile, che però si perde in mille rivoli senza riuscire a precisare ciò che è e che vuole." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 2 aprile 2015 )

"Curiosa commedia post-ideologica e bonaria diagnosi delle news socio-morali nazionali, «Tempo instabile con probabili schiarite» è firmato da Marco Pontecorvo, figlio di Gillo e ottimo direttore della fotografia, senza eccessive ambizioni e con un senso della misura spesso sconosciuto ai forzati del genere. Talvolta troppo debole nel ricamare ai bordi della trama, il film sceneggiato con Roberto Tiraboschi comunica in ogni caso una certa freschezza, qualche idea inedita (i fumetti manga giapponesi chiamati in causa in un gioco di caratteri tutto italiano e provinciale), e un senso dello humour alquanto rilassante grazie alla direzione degli attori visibilmente complici del progetto. (...) Attorno al sogno di benessere si apre una sorta di balletto in cui è possibile, con un po' di buona volontà, intravedere lo spaesamento etico del Belpaese e soppesare l'incisività di cammei come quelli del trombone resistenziale Mescolini, della segretaria (sino a un certo punto) repressa Crescentini e del gigionesco ingegnere Turturro." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 aprile 2015)

"Zingaretti e Lillo, strana coppia in coop, più o meno rossa, più o meno artigianale (fanno divani) per mettere alla prova della commedia di critica sociale modello Monicelli il 'colpo di fortuna' nell'Italia con la borraccia vuota. (...) Ma sono scadenti l'approfondimento drammatico e il contorno macchietistico, a partire dall'ingegnere di Turturro. Vorrebbe essere estrosa la controscena dei cartoon (un figlio è disegnatore), ma risulta impropria (non è Nichetti) e fa pensare alla mancanza di fiducia nella storia." (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 3 aprile)

"Simpatica commedia, la storia di un sogno impossibile, tra speculazione e amicizia. (...) Fumetti giapponesi, baseball, screzi sindacali innervano una trama esile ma garbata. Il migliore in campo è il sorprendente Lillo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 aprile 2015)

"Da quando la crisi ha esasperato i toni e degradato a illegalità la nostra proverbiale arte di arrangiarsi, si moltiplicano i film che leggono i nodi più ostinati del presente in chiave di satira o di commedia. Alla seconda regia per il cinema dopo l'ottimo 'Pa-ra-da' e molta fiction tv, Marco Pontecorvo (con Roberto Tiraboschi sceneggiatore) aggiunge alla tendenza un pizzico di colore 'esotico' nella persona di John Turturro (...). E soprattutto nella scelta di far correre parallelamente al film 'dal vero' un secondo livello di racconto disegnato in stile manga dal figlio di Lillo (...), con tratto efficace e spettacolare (opera di Maurizio Forestieri, disegnatore e cartoonist, da 'La freccia azzurra' a 'Totò sapore'). Un'ottima idea che però il film sfrutta un po' timidamente, così come non sempre espone con la chiarezza e la vivacità necessarie l'intrico di conflitti d'ogni genere scatenati dal petrolio. (...) Per restare nella metafora del disegno, una commedia di questo tipo esige un tratto nitido anche nella distorsione più caricaturale. Qui invece malgrado il colorito accento locale (che contagia comicamente anche i manga) e la simpatia degli attori, i protagonisti non sorprendono abbastanza e la squadra dei comprimari (...) resta troppo in panchina. Una buona occasione colta a meta." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 aprile 2015)

"L'idea di questa amabile commedia l'ha avuta Marco Pontecorvo che il cinema l'ha imparato dal suo papà, il grandissimo Gillo Pontecorvo. (...) Oggi questo suo secondo film dimostra che non si erano sbagliate le giurie che i suoi esordi li avevano salutati con ben tre premi. Il film infatti è piacevole, sa divertire quando, senza arrivare alla caricatura, mette in evidenza i difetti di certe nostre comunità provinciali e chi, in mezzo, assume presto la posizione di personaggi protagonisti, convogliando su di sé, in grande, tutti i vizi e gli errori di quelli che vi fan corona. In più, Ermanno ha un figlio patito di fumetti giapponesi e spesso l'azione è interrotta da una serie di «manga» che furbescamente sottolineano o interpretano le varie vicende dei personaggi reali, senza fratture di stile, anzi con un gusto dell'immagine che ancora una volta ci ricorda i meriti di Marco Pontecorvo come direttore della fotografia. Interpretano i due amici, Luca Zingaretti, Giacomo, Lillo, Ermanno. L'italo-americano è John Turturro. Marco ha amici fedeli." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 5 aprile 2015)

"Si intitola 'Tempo instabile con probabili schiarite' ed è una bella commedia impegnata (se non esiste ancora il genere lo inventiamo noi). Andrebbe vista per ricordarci l'esistenza di un cinema italiano di qualità che non pretende di passare per forza per l'impegno piagnisteico o riottoso. (...) Un film dalla forma lieve ma dalla morale profonda, da cui dovremmo trarre ispirazione invece di arrenderci alla crisi, ai conflitti o ad idealismi autolesionistici." (Gemma Gaetani, 'Libero', 7 aprile 2015)
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