TEMPO D'ESTATE

SUMMERTIME

USA, GRAN BRETAGNA - 1955
TEMPO D'ESTATE
Jane Hudson, una signorina americana non più giovane, giunge a Venezia per un periodo di ferie. Un po' scontrosa e non bella, in quell'ambiente pieno di gioia, di sole, di amore sente dolorosamente la propria solitudine. La sera, seduta in piazza S. Marco, lo sguardo di uno sconosciuto ch'ella sente pesarsi addosso, le riesce molesto e la costringe ad andarsene. Il giorno seguente entra da un antiquario e si vede davanti l'uomo della sera prima, il signor Renato De Rossi: se ne va turbata. A casa ha la sorpresa di ricevere la visita di Renato, che le manifesta la sua simpatia: da prima reagisce negativamente, ma poi finisce per acconsentire ad un appuntamento in piazza S. Marco. Qui l'ora tarda, l'ambiente, la musica, vincono le sue ultime resistenze. Jane è totalmente conquistata; ma ha una grave delusione, quando apprende per caso che Renato è sposato. Renato le prospetta così la situazione: lui è separato dalla moglie e lei ha bisogno d'affetto, nulla li deve separare. Jane finisce per accettare e passa giorni felici con lui tra balli, baci, gite a Murano. Ma lei sa che la relazione non può continuare: decide quindi di ripartire, sicura ch'egli solo così l'amerà sempre. Alla stazione ella aspetta ancora un suo saluto: Renato giunge troppo tardi, il treno si muove già ed egli non può porgerle i fiori che aveva portato.
  • Altri titoli:
    SUMMER MADNESS
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: EASTMANCOLOR STAMPATO IN TECHNICOLOR
  • Tratto da: ROMANZO "THE TIME OF THE CUCKOO" DI ARTHUR LAURENTS
  • Produzione: DAVID LEAN, YLIA LOPERT, LONDON FILMS, LOPERT FILMPRODUCTION
  • Distribuzione: DEAR - PANARECORD

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1956 PER LA MIGLIOR REGIA (DAVID LEAN) E LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (KATHARINE HEPBURN).

- IL FILM E' STATO GIRATO A VENEZIA.

- NEL 2003 PROIEZIONE SPECIALE DELLA COPIA RESTAURATA ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

CRITICA

"Elegante e sciropposa love-story lagunare dell'elegante David Lean, che ricicla, sicuramente in peggio, il suo Breve incontro di dieci anni prima, risparmiandoci se non altro le vedute da cartolina e i temuti giri in gondola." (Massimo Bertarelli, "Il Giornale", 5 aprile 2004)
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