Ted 2

USA - 2015
3,5/5
Ted 2
Boston. John e Ted continuano a spassarsela alla grande. John ora è scapolo, mentre Ted sposa la volgarotta donna dei suoi sogni, Tami-Lynn. Tuttavia, i problemi coniugali ben presto cominciano ad assalire gli sposi e la soluzione per salvare il matrimonio è un figlio. Il Commonwealth del Massachusetts dichiara però che Ted non è un essere umano, ma una proprietà, e quindi la sua domanda di adozione viene respinta. Come se non bastasse, Ted viene licenziato dal lavoro presso il negozio di alimentari, e sommariamente informato che il matrimonio è stato annullato. L'orsetto, arrabbiato e sconsolato, chiede al suo migliore amico John di aiutarlo a citare in giudizio lo Stato per far valere i suoi diritti. I due si rivolgono quindi a un giovane avvocatessa, dipendente dalla marijuana a scopo terapeutico di nome Samantha L. Jackson, ma Ted perde la sua causa. A questo punto, tutti e tre decidono di avventurarsi in un viaggio a New York nel disperato tentativo di convincere il leggendario avvocato per i diritti civili Patrick Meighan a difenderlo in appello...
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: SCOTT STUBER, SETH MACFARLANE, JASON CLARK, JOHN JACOBS PER FUZZY DOOR PRODUCTIONS, BLUEGRASS FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Vietato 14
  • Data uscita 25 Giugno 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Ve lo ricordate Ted? L’orsacchiotto irriverente, volgare e strafumato della commedia omonima del 2012, scritta, diretta e interpretata (la voce di Ted) da Seth MacFarlane. Ebbene, è tornato: dopo i 550 milioni di dollari incassati nel mondo a  fronte di un budget di 50, Ted 2 non lascia ma raddoppia la vis comica, soprattutto, la scorrettezza politica, con più di una battuta  a segno ma irriferibile…

Stavolta, Ted ha sposato la sua bella Tami-Lynn, la vita di coppia non va a gonfie vele e, dunque, perché non adotatre un bambino? OProblema, il Commonwealth del Massachusetts dichiara Ted non essere una persona, ma un bene. Le conseguenze? Non può adottare, non può più lavorare alla cassa del supermercato e, soprattutto, il suo matrimonio viene annullato. Che fare? Adire a vie legali, complice l’amico di sempre John Bennett (Mark Wahlberg) e l’avvocato in erba – duplice accezione – Samantha L. Jackson (Amanda Seyfried, incantevole). Riuscirà il nostro eroe di peluche a vedersi riconosciuti i diritti civili?

Domanda buona per un sano, ma anche sconcio divertimento: l’alchimia tra Wahlberg e la Seyfried c’è, il plot si fa seguire con un certo interesse, le trovate e gli intermezzi ludici si sprecano, e il gender soffia in forma allegorica, pardon, metaforica. Un orsetto ci salverà? Chissà, ma già diverte: non è tanto, è tutto.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: ALEC SULKIN E WELLESLEY WILD.

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DI TED E' DI SETH MACFARLANE; IL NARRATORE E' PATRICK STEWART.

CRITICA

"Non si poteva non bissare un successo così colossale (...). Paradossale satira delle lotte civili, con avvocati, dove il pupazzo che le nonne credevano di peluche, si lascia andare col povero Mark Wahlberg (pena del contrappasso per 'Boogie Nights') e Amanda Seyfried a intemperanze di gusto spesso perverso, con dialoghi più volgari delle intercettazioni dei politici romani. Nel marasma, che ha la colpa di prolungarsi mezz'ora di troppo di Seth MacFarlane (...) ci sono battute di altro peso satirico anche indovinate (...) e la citazione di Busby Berkeley, ma vince il dozzinale scorretto che troverà di sicuro molto pubblico e critici in estasi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 giugno 2015)

"Nel 2012 fu un successo: la sboccata, acida commedia Ted (...). Non l'avrebbe detto nessuno, ma l'uno e trino Seth MacFarlane, regista, sceneggiatore e voce di Ted, riuscì a rastrellare nel mondo ben 550 milioni di dollari a fronte di un budget di 50: come non replicare? (...) Ted 2 è un autentico spasso (...). Soffia il gender, urla la bufera del politicamente (s)scorretto, soprattutto, fioccano battute VM18, compresa una irriferibile sulle sorelle Kardashian, e pure la storia si fa seguire con un certo piacere, complice l'alchimia tra Wahlberg e la Seyfried, che seppellisce nel dimenticatoio la Mila Kunis dell'originale. Prepariamoci, dunque, al terzo capitolo: se il trend si conferma, sarà un capolavoro." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 25 giugno 2015)

"C'era una volta l'orsacchiotto buono, quello muto, morbido, passivo, che adorava addormentarsi con i bambini e tranquillizzarli nei momenti d'inquietudine. Disegnatori, registi, scrittori ne avevano immaginate infinite versioni. Da Winnie the Pooh (...), all'orso Yoghi (...). Dal suo fedelissimo amico Bubu (...), all'impavido Paddington (...). Per sgombrare il campo da questa pattuglia di temibili avversari, ci voleva un orsetto davvero sopra le righe, unico nel suo genere, diverso da tutti gli altri. Nel primo Ted le promesse erano state mantenute e, alla fine, davanti al corpicino del peluche morto (e poi risorto), in tanti si erano commossi. Con Ted 2 (...) bisognava andare oltre. Ormai Mark Wahlberg è una spalla, il mattatore è solo lui, Ted. Sboccato, irriverente, imbroglione, nonché a caccia di un'improbabile paternità, l'orso è l'antidoto più efficace alla cultura del «politically correct»." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 25 giugno 2015)

"Riecco il detestabile orsetto di peluche, purtroppo anche parlante, dopo il trionfale esordio di tre anni fa. (...) La storiella avanza (...) per due faticosissime ore tra gag di imbarazzante volgarità." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 luglio 2015)
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