Tatanka

ITALIA - 2011
2/5
Tatanka
La straordinaria avventura di un ragazzo che, grazie all'incontro con la boxe, riuscirà ad emanciparsi e a sfuggire a un destino già segnato tra i feudi della camorra. Il suo sarà un percorso tortuoso che lo porterà dal baratro della periferia di Napoli all'inferno dei ring clandestini di Berlino, fino al decisivo e inaspettato riscatto.
  • Altri titoli:
    Tatanka Scatenato
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: SPORTIVO
  • Tratto da: libro "La bellezza e l'inferno. Scritti 2004-2009" di Roberto Saviano (Ed. Mondadori), European Book Prize 2010-Miglior Libro Europeo 2010
  • Produzione: MARGHERITA FILM, GIANLUCA CURTI PER MINERVA FILM IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: BOLERO FILM
  • Data uscita 6 Maggio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Roberto Saviano l'ha benedetto, ribadendo quest'oggi in un lungo articolo per Repubblica ("La vita in un pugno") alcuni dei passaggi del suo "Tatanka scatenato", racconto presente nel volume "La bellezza e l'inferno", edito da Mondadori. Ma Tatanka, opera seconda di Giuseppe Gagliardi, pur ricordando sulla locandina - e a caratteri cubitali - l'origine di provenienza, deve a quel racconto l'ambientazione, il titolo e la presenza di Clemente Russo, peso massimo già campione del mondo e vicecampione olimpico, per tutti a Marcianise "Tatanka" (termine con cui i Lakhota Sioux indicano il bisonte maschio). Ma nulla di più: rarissimo caso (forse unico) in cui un vero campione del ring arriva sul grande schermo per impersonare un pugile "di finzione" (siamo abituati da sempre a vedere grandi star interpretare le leggende della boxe), il film di Gagliardi prende dunque spunto dalla realtà della palestra Excelsior Boxe, dove si sono costruiti pugili come Russo e Domenico Valentino, e sviluppa - su una sceneggiatura firmata a 10 mani... - un romanzo di formazione che prende le mosse dall'adolescenza del ladruncolo Michele e dall'amicizia con il futuro camorrista Rosario. Quando l'allenatore Sabatino (Giorgio Colangeli), personaggio ispirato solo in parte al vero Mimmo Brillantino, scorge le potenzialità del primo, il pugilato potrebbe rappresentare per quel ragazzo la via d'uscita da un destino già scritto. Debitore di un realismo à la Gomorra soprattutto nella prima parte del racconto - dove il fulcro della narrazione è tutto sui giovani non professionisti Lorenzo Scialla e Vincenzo Pane - Tatanka è lineare e programmatico tanto nelle intenzioni quanto nella resa, offrendo anche momenti di buona tensione e notevole intensità, sfruttando al meglio la possibilità di filmare incontri di boxe "dal vero" grazie alla presenza sul set di pugili reali. Ma a lungo andare, dopo l'entrata in scena di Clemente Russo (Michele adulto), sembra sfibrarsi andando in cerca di soluzioni e situazioni non sempre ineccepibili: dal non facile ritorno sul ring dopo 8 anni di carcere alla fuga in Germania (teatro di lotte clandestine), passando per la partecipazione al fantomatico "Stammring", il film ritorna sui suoi passi per un finale che allude alla bellezza dopo innumerevoli peripezie e passaggi all'inferno: ma vi arriva stanco, quasi senza fiato, piegato su se stesso per i colpi incassati. E perde ai punti.

NOTE

- RICONOSCIUTO FILM DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (GIORGIO COLANGELI, CANDIDATO ANCHE PER "LA DONNA DELLA MIA VITA" DI LUCA LUCINI), FOTOGRAFIA E SONORO IN PRESA DIRETTA (VITO MARTINELLI È STATO CANDIDATO ANCHE PER "PIETRO" DI DANIELE GAGLIANONE).

CRITICA

"Tatanka, parola con cui i Lakhota Sioux indicano il bisonte maschio, è il titolo del film, ma è prima di tutto il soprannome di Clemente Russo. Il nome glielo mise uno dei suoi maestri perché combatte abbassando la testa, naso all'altezza del petto, occhi tirati su, fronte bassa e giù a picchiare. Pesante come un bisonte, ma agile e leggero come un ballerino. (...) Quando in qualche modo porti nella tua sfida le speranze di molti, e i pugni che dai e ricevi sul ring smettono di essere solo gesti sportivi e divengono simboli. Divengono i cazzotti di un'intera generazione, i ganci e gli uppercut di chi non ne può più di stare sempre in salita o di chi cerca in qualche modo di rialzarsi. In quel momento smetti di combattere solo per te stesso, per il tuo titolo, per i tuoi allenatori, per i soldi da portare a casa, per la fidanzata che vuoi sposare. E combatti per tutti. Come De La Hoya ha sempre combattuto con tutti i latinos dentro i suoi pugni, o Jake La Motta con la furia che girava nel corpo degli italoamericani. (...) Uno sport epico perché si fonda su regole che mettono l'uomo di fronte alle sue possibilità." (Roberto Saviano, 'La Repubblica', 5 maggio 2011)

"La discesa negli inferi della camorra ha le tinte rossastre dei locali notturni malfamati, la palestra della rivincita ha muri scrostati e aria fatiscente, un fortino di legalità accerchiato dalla malavita, l'amico del cuore di 'Tatanka', Rosario (Carmine Recano), ha l'espressione da Lucifero di periferia, e le donne, compreso il primo amore Luisella (Claudia Ruffo), fanno da contorno, perché il mondo della boxe 'è prevalentemente maschile'. L'ombra di 'Gomorra' avvolge tutto, dallo sparo ansiogeno della prima sequenza ai regolamenti di conti su strade lucide di pioggia. La parentesi tedesca, quando Michele sfugge alla vendetta della camorra e precipita nel girone dei ring clandestini di Berlino, è la meno riuscita, ma la potenza della vicenda umana resta intatta." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 5 maggio 2011)

"Affermare che 'Tatanka' sia tratto da 'La bellezza e l'inferno' di Saviano (come fa, a caratteri cubitali, il manifesto della pellicola) equivale a realizzare un film su Bin Laden e dire che è tratto da 'La rabbia e l'orgoglio' della Fallaci. (...) Si tratta di un prodotto tecnicamente ben girato, come oggi accade sovente, ma non del tutto compiuto. Giunto al suo secondo lungometraggio, il 34enne Giuseppe Gagliardi sostiene di avere scelto un approccio 'neorealistico' ma, a onor del vero, non si vede dove sia il neorealismo nella sua opera. La prima parte, che si svolge in Campania, è la migliore ed è improntata a un verismo stilizzato che molto deve al 'Gomorra' di Garrone; la seconda, quasi tutta ambientata in Germania, vira in modo poco credibile verso la 'tragedia' scorsesiana." (Giuseppe Pollicelli, 'Libero', 5 maggio 2011)

"Lo chiamano 'Tatanka' (per gli indiani d'America, bisonte) perché è uno di quei pugili che va avanti a testa bassa senza paura dei pugni. Insomma un vero duro proprio come il campione di boxe Clemente Russo, più che bravo protagonista del film di Giuseppe Gagliardi, 'Tatanka', ispirato a un racconto tratto da un libro di Roberto Saviano ('La bellezza e l'inferno', Mondadori). (...) Per questo film il campione di boxe ha pagato un caro prezzo, è stato sospeso per sei mesi dalla Polizia di Stato che non ha visto di buon grado la sceneggiatura del film, probabilmente per una scena molto forte in cui un piccolo delinquente viene torturato dalla polizia fino alla morte per soffocamento." (Francesco Gallo, 'La Gazzetta del Mezzogiorno', 5 maggio 2011)
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