TARTARUGHE DAL BECCO D'ASCIA

ITALIA - 1999
TARTARUGHE DAL BECCO D'ASCIA
In alta montagna, nel corso di un'escursione, un bambino terrorizzato viene ritrovato da un giovane che vive con la famiglia in una fattoria isolata. Nel delirio, il bambino, figlio della famiglia che vive nelle immediate vicinanze, racconta di un "misterioso straniero" e di una oscura tragedia appena accaduta. Il suo arrivo scatena le tensioni tra i componenti della famigllia, esasperati dalla convivenza con un soldato in fuga. Tra menzogne e gelosie gli uomini decidono di verificare cosa sia successo. La madre, rimasta sola, attraverso l'indizio di una lettera trovata tra gli oggetti personali, capisce dove porterà il viaggio.

TRAMA LUNGA
Ai giorni nostri, d'inverno, in una regione montuosa di confine spazzata dal freddo e dalla neve. Mentre giungono echi di una guerra vicina, un bambino viene trovato terrorizzato e semiassiderato da Rapahel, un giovane che vive con i genitori in una fattoria isolata. Nel delirio, il piccolo, figlio della famiglia che vive in una fattoria a pochi chilometri, parla di un misterioso 'straniero' e di una tragedia appena accaduta. L'incertezza, il dubbio, la paura scatenano le tensioni esistenti tra Raphael, il padre Udo, la mamma Vera, acuite dalla presenza di Zlatan, un soldato in fuga che lavora presso di loro in cambio di ospitalità. Viste inutili le liti e le congetture, i tre uomini decidono di affrontare il viaggio nel gelo alla volta dell'altra fattoria, per sapere finalmente la verità. Rimasta sola, Vera trova tra gli oggetti personali del lavorante una lettera del padre del bambino che mette in guardia dalla sete di vendetta di Zlatan. La donna si lancia in una corsa affannosa nella neve per salvare il marito e il figlio. Ma i tre sono già arrivati alla fattoria. Entrato, Udo vede uccisi i genitori del bambino. Zlatan spara ad Udo, ma a salve. Nel difendersi, Udo risponde e uccide Zlatan. Sopraggiunge anche Raphael, che uccide il padre. Vera ormai non può fare più niente, se non assistere alla lenta agonia del figlio ferito a morte.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MINO BERTOLDO - TEATRO OUT OFF
  • Distribuzione: LANTIA CINEMA & AUDIOVISIVI (2000)

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 2000.

CRITICA

"Un film-Ufo é stato avvistato in due cinema di Milano e Roma. Antonio Syxty, nome storico dell'avanguardia teatrale ('Out-Off', 'Litta'), ha scelto di esordire con un film che non si rifà alle sue regie in teatro e non assomiglia a nessun film italiano 'medio'. 'Tartarughe dal becco d'ascia' è un oggetto cinematografico non identificato. L'unico paragone recente è 'Mirka', dell'algerino Rachid Benhadj (...) Syxty e il suo sceneggiatore, lo scrittore Raul Montanari, hanno scritto il copione di 'Tartarughe' ben prima di 'Mirka' e forse ben prima che scoppiassero le varie guerre nella ex Jugoslavia, alle quali l'ambientazione potrebbe alludere. (...) La neve che sommerge il mondo potrebbe far pensare a film di Altman come 'I compari' e Quintet (più il secondo del primo); ma a noi è venuto in mente 'La belva', bizzarro e dimenticato western psicologico di William Wellman. Il ritmo, però, è più da kammerspiel innevato che da western, e il film sottolinea fin troppo la lettura simbolica di situazioni e personaggi. Uno stile più asciutto, e meno musica, avrebbero giovato di più". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 27 giugno 2000)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy