Tai Pan

Tai-Pan

USA - 1986
Tai Pan, ovverossia "capo supremo" è il nome cinese dell'intelligente e spregiudicato Dirk Struan, uno scozzese che gestisce a Canton la più potente compagnia commerciale dell'Oriente: La Nobile Casa. Tai Pan non si fa scrupolo - come altri europei - di scambiare droga contro tè, argento e spezie per l'Europa, e conduce un'esistenza libertina e rischiosa. Nel 1839 le autorità cinesi lo cacciano da Canton con un intero gruppo di altri trafficanti europei, per cercare di stroncare il commercio dell'oppio e il dilagare della corruzione. Tai Pan trova rifugio con i fuggiaschi in un'isola selvaggia, posta alle foci del fiume Perla, da lui scelta perché ne intuisce l'avvenire commerciale vantagiosissimo per gli europei: sarà la futura Hong-Kong. Qui riprende i suoi traffici, alle prese con la concorrenza di compagnie rivali, con l'ostilità del figlio, che non condivide le scelte paterne, con il perbenismo inglese che deplora la sua relazione con May-May, la bella amante cinese con cui convive: sempre sprezzante di ogni pericolo e di ogni altrui opinione, sempre vincente, finché uno spaventoso uragano lo travolge distruggendogli con la vita l'ingente impero commerciale. Con i resti della sua favolosa fortuna, il nome e lo stile di Tai Pan vengono assunti dal figlio ribelle, inaspettatamente convertito alla discutibile causa paterna.

CAST

CRITICA

"Modestissimo kolossal esotico del clan De Laurentiis, che cerca di giustificare con un paio di acrobatici duelli, una feroce decapitazione, qualche sequenza erotica piuttosto spinta, e soprattutto lo sconquasso metereologico conclusivo, i venticinque milioni di dollari spesi (o buttati via?). Ma il vortice di onde in delirio s'infrange sullo schermo, a platea ormai inesorabilmente addormentata. Anche sul divano di casa". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 marzo 2001)
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