TADPOLE - UN GIOVANE SEDUTTORE A NEW YORK

TADPOLE

USA - 2002
Il quindicenne Oscar Grubman cita Voltaire, parla francese e le sue coetanee lo trovano assai affascinante, ma lui è innamorato della sua matrigna Eve. Tornato a casa dalla Chauncey Academy per il giorno del Ringraziamento mentre cerca il momento propizio per dichiararle i suoi sentimenti, Diane, un'amica di Eve, lo seduce. Da quel momento, tutto diverrà più difficile.
  • Durata: 78'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: SONY HDCAM
  • Produzione: INDIGENT PRODUCTION (INDEPENDENT DIGITAL ENTERTAINMENT), IFC PRODUCTIONS, DOLLY HALL PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MIKADO
  • Data uscita 17 Gennaio 2003

NOTE

GIRATO IN DIGITALE IN DUE SETTIMANE A NEW YORK, E' STATO PREMIATO PER LA REGIA AL SUNDANCE FILM FESTIVAL 2002.

CRITICA

"Prendete il Truffaut di 'Baci rubati' dove il giovane Antoine Doinel, grande lettore di Balzac, perdeva la testa per la stagionata Fabienne Tabard, aggiungete il Whit Stillman di 'Metropolitan' e i quarantenni in bilico di Woody Allen. Mescolate il tutto e avrete 'Tadpole - Un giovane seduttore a New York' di Gary Winick, opera prima in digitale girata in soli 14 giorni. La sceneggiatura è di gran classe, gli interpreti fenomenali (Stanford da urlo) e la regia, premiata al Sundance, non si perde in ghirigori. Oscar pensa di sapere già tutto ma a quindici anni si vive alla velocità della luce. E si può cambiare nel giro di un weekend sulle splendide note di 'Changes' di David Bowie". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 gennaio 2003)

"Il soggetto poco plausibile, che evoca 'Il laureato', esaurisce in sé tutte le risorse di un film a basso costo girato in video e in meno di un'ora e mezza. Per rendere la faccenda interessante bisognava inventare situazioni più sottili, scrivere dialoghi più brillanti. Così com'è, finisce per pesare sulle spalle ancora fragili del giovane Aaron Stanford, uno degli interpreti del futuro 'X-Men 2'. A uscirne sacrificata è Sigourney Weaver che non azzecca più un ruolo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 gennaio 2003)

"Divisa in capitoletti ed aforismi, la storiella romantica è raccontata con le carte dei cioccolatini, ma ogni riferimento al 'Laureato' o al 'Candido' non è puramente casuale. Il regista Gary Winick è un prestatore d'opera che si diverte a fare il classico piccolo film indipendente in digitale, premiato al Sundance, con l'aria di uno a cui piace il cinema di Woody Allen, di cui ricalca alcune ben note micronevrosi, anticipandole d'età. Tra chiacchiere borghesi e slang giovanili, non riesce mai ad essere trasgressivo, nonostante il cuore venga studiato come organo. Così vorrebbe la biologa Sigourney, che ci dà dentro di bonton professionista, mentre il piccolo e anonimo Aaron Stanford fa il 'girino' come da titolo, così alla fine è la massaggiatrice Bebe Neuwirth che conquista gli allori sul campo della simpatia". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 gennaio 2003)
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