Sylvie's Love

USA - 2020
1,5/5
Sylvie's Love
New York, 1957, due giovani si innamorano follemente l'uno dell'altra. Lui si chiama Robert, un sassofonista che trascorre le notti a suonare nascosto dietro un frontman più famoso ma con meno talento, lei si chiama Sylvie ed è una commessa nel negozio di dischi di suo padre che attende il ritorno dalla guerra del suo ragazzo e sogna di intraprendere una carriera nel cinema. Quando Robert inizia a lavorare nel negozio del padre di Sylvie e la loro strada si incrocia, tra loro sboccia una passione sfrenata dalla quale non possono sottrarsi...
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, MUSICALE, RELIGIOSO
  • Specifiche tecniche: 16MM, D-CINEMA
  • Produzione: EUGENE ASHE, NNAMDI ASOMUGHA, JONATHAN T. BAKER, GABRIELLE GLORE, MATTHEW THURM PER IAM21 ENTERTAINMENT, SEVEN LETTER WORD FILMS
  • Distribuzione: AMAZON PRIME VIDEO
  • Data uscita 25 Dicembre 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Due cuori e una carie. Lei, aspirante produttrice televisiva, lui, talentuoso jazzista, in mezzo un film che guarda a Douglas Sirk, melodramma virato in black, ma si risolve in un sdolcinato, stucchevole e miope modernariato televisivo, ovvero Amazon: è Sylvie’s Love, a Natale su Prime Video, per la regia di Eugene Ashe (Homecoming), starring Tessa Thompson (Sylvie) e Robert (l’ex giocatore di football Nnamdi Asomugha), battezzato dal Sundance.

Ambientato a New York a cavallo tra Anni Cinquanta e Sessanta, inquadra la figlia di un negoziante di dischi, aristocrazia di Harlem, e un sassofonista tanto bravo quanto oscurato dal leader del quartetto: si annusano, si piacciono, si amano, si lasciano, con due traiettorie professionali divergenti, rosea per la TV producer, grigia per il musicista, costretto anche a far le spese dell’era Motown.

I colori non sono peregrini, giacché Ashe, complici immagini di repertorio e la fotografia di Declan Quinn, celebra vastamente il Technicolor, con effetto nostalgia canaglia ma anche simulacro, inteso quale copia di un originale invero mai esistito: tutto appare spurio, posticcio, perfino menzognero – si direbbe, a parte qualche tratteggio, i neri non abbiano mai subito discriminazioni, al più le donne – e infine distante.

Buone le musiche, Fabrice Lecomte per le originali, per carità, addirittura ottimi i costumi, di cui la Thompson fa dovizioso e orgoglioso sfoggio, ma sono ammennicoli, orpelli, superfetazioni di una sostanza fittizia, fallace e fallimentare: se non un amore, à la Carmen Consoli, di certo un film di plastica.

Non possono riscattarlo l’assertività di Tessa e il sorriso di Nnamdi, la sensazione è del diorama sentimentale, del vintage d’accatto. E di dubbio gusto: lontano dal paradiso di Todd Haynes, lontano dal cuore.

NOTE

- DISPONIBILE IN STREAMING IN ESCLUSIVA SU AMAZON PRIME VIDEO.
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