Svalvolati on the road

Wild Hogs

USA - 2007
Svalvolati on the road
Doug Madsen, Woody Stevens, Bobby Davis e Dudley Frank hanno deciso di abbandonare i loro divani e partire per un'avventura selvaggia a cavallo di quattro bolidi a due ruote. Il viaggio degli improvvisati motociclisti si rivela pieno d'imprevisti e contrattempi. Una volta giunti nel New Mexico le cose prenderanno una piega ancor più tragicomica, a causa dell'incontro con la pericolosa gang dei Del Fuegos.
  • Altri titoli:
    Centauri da strapazzo
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: TOUCHSTONE PICTURES, TOLLIN/ROBBINS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
  • Data uscita 20 Aprile 2007

RECENSIONE

di Massimo Monteleone
Non basta il cammeo finale dell'ultrasessantenne Peter Fonda - nei panni del saggio decano dei centauri dell'autostrada - per collegare idealmente il leggendario Easy Rider del 1969 alla nuova commedia di Walt Becker, Svalvolati on the Road. Il progetto intendeva omaggiare il mitico viaggio attraverso gli States in sella alle rombanti motociclette Harley. Ma qui lo spunto dell'avventura viene applicato a quattro amici cinquantenni, che conducono una monotona e frustrante vita metropolitana. Come i "guerrieri del weekend", decidono di prendersi una "botta di vita" da veri bikers. A scopo comico, gli autori hanno sabotato l'itinerario del gruppo seminando difficoltà pratiche, incontri demenziali (il ranger gay) e a rischio (la banda dei Del Fuegos, cialtroni e violenti). Però Svalvolati on the Road, è il caso di dirlo, non sa che strada prendere e mantenerla. Parte come commedia della crisi di mezza età, cambia rotta verso i boschi pericolosi di Un tranquillo weekend di paura (e ne poteva fare una coerente parodia), poi vira di nuovo e si arena sulla lunga sosta nel New Mexico. Là domina un prevedibile schema neo-western (i quattro coraggiosi che proteggono il villaggio dai banditi), con scherzi al toro e scazzottate degne di Terence Hill & Bud Spencer. Travolta, Allen, Lawrence e Macy sono pure simpatici e strappano qualche risata. Ma la conclusione è talmente buonista e "corretta" che occorre subito l'antidoto: rivedersi i pessimisti apologhi di Dennis Hopper e John Boorman.

CRITICA

"A volte un critico si trasforma in Alberto Sordi e si trova ad ammettere: 'Gli americani so' forti'. Prendete 'Svalvolati on the road' (...) Quattro attori per tutto il pubblico. Risultato: 152 milioni al box office Usa. Esperimento chimico senza cuore? No. Alla fine della gita il viaggio vale la candela della moto. Poliziotti della stradale gay, band di motociclisti cattivi-cattivi, una cittadina in mezzo al nulla dove riscoprire se stessi (topos hollywoodiano: da Cars a Doc Hollywood), scazzottata finale in cui i nostri ne prendono tante. Più scorrono i minuti, più ci credi. E Macy è super come candido idiota informatico. Occhio al finale che non ti aspetti con il cattivo-cattivo Ray Lotta che crolla emotivamente in uno show tv. Cammeo di Peter Fonda alla Easy Rider. Gli americani so' forti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 aprile 2007)

Come interessare gli adolescenti alle vicende di quattro cinquantenni (John Travolta, William H. Macy, Martin Lawrence e Tim Allen)? Ridicolizzandoli, come fa 'Svalvolati on the Road' - senza un po' d'inglese nel titolo italiano, il pubblico avrebbe disertato? - di Walt Becker, in originale 'Wild Hogs', film che ha incassato molto negli Stati Uniti, presumibilmente fuori dalle grandi città.(...) La formula è dunque un ibrido fra quella di 'Un tranquillo week end di paura' e quella di 'Scappo dalla città'. Travolta sta tornando al quintale, Lawrence l'ha superato da un pezzo, Allen è un mistero (perché lo fanno recitare?) e Macy fa, per l'ennesima volta, l'invertebrato. Di contorno, Ray Liotta è il motociclista rurale che si prende sul serio e fa il prepotente con i motociclisti urbani che non si prendono sul serio; Marisa Tomei è la ex ragazza di provincia in attesa della seconda chance, tanto per scrivere anche noi in inglese una parola sì e una no." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 20 aprile 2007)

"Quattro sfigati middle class che si vestono di pelle e si fingono machi roboanti a tutta birra: difendono sul serio una fanciulla contro veri mascalzoni in moto, i Del Fuegos di Ray Liotta. Citando ironicamente 'Easy Rider' (alla fine compare Peter Fonda) e molto cinema on the road, il film di Walter Becker, ricco di battute omofobe, è per minorenni, tutto prevedibile, finto, melenso e volgare." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 aprile 2007)

"John Travolta continua a vivere il momento d'oro della maturità. L'icona del ballerino scolpita negli anni '70 da 'La febbre del sabato sera' e 'Grease', genialmente riconvertita da Tarantino con 'Pulp Fiction', a 53 anni si sottopone a un ennesimo lifting artistico con il personaggio di un motociclista nella commedia 'Svalvolati on the road'. (...) Il vagabondaggio sulle due ruote è immerso in un clima goliardico che si respirava anche sul set, la commedia scivola e diverte senza infamia e senza lode grazie naturalmente all'affiatamento dei quattro interpreti cementato dal carisma di Travolta, che non può fare a meno di citarsi esibendosi in una straordinaria performance danzante. In seguito alla citazione in giudizio dei veri motociclisti, i mitici Hell's Angels, il cui nome era stato utilizzato per il gruppo, la Disney è stata costretta a cambiarlo." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 21 aprile 2007)
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