Supernova

GRAN BRETAGNA - 2020
3/5
Supernova
Sam e Tusker hanno trascorso vent'anni insieme e sono molto innamorati. Tuttavia, nei due anni trascorsi da quando a Tusker è stata diagnosticata una demenza precoce, la loro vita è cambiata. Poiché Tusker è ancora in grado di viaggiare, con l'arrivo dell'autunno, i due pianificano un viaggio on the road attraverso l'Inghilterra per incontrare amici e familiari e visitare i luoghi del loro passato. Man mano che il viaggio procede, però, le rispettive idee sul futuro iniziano a scontrarsi, alcuni segreti vengono a galla così come progetti privati mai rivelati e il loro amore viene messo alla prova come mai prima d'ora.
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: TRISTRAN GOLIGHER, EMILY MORGAN PER THE BUREAU, QUIDDITY FILMS, BBC FILMS, BFI,
  • Distribuzione: LUCKY RED

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
L’on the road secondo Harry Macqueen. Il regista inglese utilizza il viaggio, fisico e spirituale, per ragionare sullo scorrere della vita, e lo rende un elemento ben riconoscibile del suo cinema. Fin dal suo riuscito esordio, Hinterland, la rinascita dei sentimenti passava attraverso i chilometri da percorrere. Ma come diceva Seneca: “Deve mutare l’animo, non il cielo”. Macqueen ha fatto tesoro di queste parole. Nei suoi film il panorama non è mai lo stesso e i problemi rimangono. Per questo a un certo punto c’è il bisogno di fermarsi: il cottage sul mare di Hinterland, la casa in campagna di Supernova.

Già dal titolo della sua opera seconda, l’omaggio è al “cielo” di Seneca, all’osservazione delle stelle. Stanley Tucci insegna a Colin Firth come riconoscerle, anche dal loro camper in movimento. Il richiamo sembra essere a Ella & John – The Leisure Seeker di Paolo Virzì. L’amore, una casa su ruote e la malattia. Macqueen sceglie di non concentrarsi sull’immaginario, ma sul rapporto che lega i protagonisti. Tucci e Firth qui sono innamorati. Il primo è uno scrittore, il secondo è un pianista. Tucci è affetto da una forma di demenza precoce, Firth si prende cura di lui.

Supernova è il delicato racconto di un’esistenza al suo crepuscolo, è il malinconico ritratto di una passione che non può essere vissuta. La chimica tra i due attori è il perno che fa girare la vicenda, una storia fatta di piccoli gesti, di sguardi disperati, di silenzi assordanti. Il cineasta non calca la mano, gira con sincerità. Evita i momenti melò, i luoghi comuni legati alle “commedie” romantiche dove la morte è dietro l’angolo.


 

[caption id="attachment_151378" align="aligncenter" width="300"] Supernova[/caption]

I momenti migliori sono quando la coppia è a tavola, è immersa nelle faccende quotidiane. Supernova è un duetto di grandi talenti, dove forse alla fine a spuntarla è Tucci, specialmente nella sequenza della cena, dove non riesce a leggere una lettera ai suoi commensali. Lunghi dialoghi, comunione con la natura, solitudine: Macqueen tiene alta l’attenzione per novantacinque minuti, affronta temi complessi, si accosta con rispetto alla sofferenza della coppia. Non invade la loro intimità, si tiene a distanza.

Non è la prima volta che Tucci e Firth condividono il set. Si erano già incontrati in Conspiracy – Soluzione finale, dove a loro si aggiungeva tra gli altri anche Kenneth Branagh, e in Gambit – Una truffa a regola d’arte, con Cameron Diaz e Alan Rickman. Ci auguriamo di vederli ancora insieme.
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