Sunshine

GRAN BRETAGNA - 2007
Sunshine
Anno 2057. Il Sole, la stella che ha reso possibile la vita sulla Terra, sta morendo e gli esseri umani rischiano l'estinzione. Otto astronauti vengono inviati nello spazio per andare incontro all'astro con uno strumento che dovrebbe prevenirne la morte, ma lungo il viaggio l'equipaggio perde il collegamento radio con la Terra, ed una serie di avvenimenti rischia di minare l'unica speranza di salvezza per il genere umano...
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, THRILLER
  • Produzione: DNA FILMS, INGENIOUS FILM PARTNERS, MOVING PICTURE COMPANY (MPC), UK FILM COUNCIL
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA, DVD E BLU-RAY: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT
  • Data uscita 20 Aprile 2007

TRAILER

RECENSIONE

di Marco Spagnoli

Cinquanta anni nel futuro, il Sole sta per spegnersi. Un gruppo di astronauti viene inviato per scagliare un enorme ordigno nucleare nel cuore della stella e donare così nuova speranza al genere umano. Un po’ Solaris, un po’ 2001: Odissea nello Spazio, Sunshine rappresenta forse il progetto più ambizioso dell’autore di Trainspotting e The Beach. Un film di fantascienza dall’impianto classico, in cui Danny Boyle immette suggestioni e inquietudini di natura molto personale. Il confronto con il Sole non è soltanto di natura scientifica o fisica. Mano a mano che ci si avvicina al centro del sistema solare, qualcosa di impalpabile sembra pervadere gli astronauti alle prese con una missione impossibile. Lontano dalla retorica della fantascienza stile “conquista del West”, Boyle si rifà a Kubrick e a Tarkovskij per raccontare il complesso incontro tra l’uomo e la quiete del cosmo. Nel silenzio dello spazio, al cospetto del Sole che muore, si rivelano segreti e addensano nuovi misteri, mentre gli astronauti si trovano alle prese con qualcosa di razionalmente incomprensibile, ma intuibile sotto il profilo spirituale. È questo afflato misticheggiante a rendere Sunshine molto interessante dal punto di vista cinematografico e filosofico. I raggi del Sole morente portano con sé messaggi impenetrabili, evocando un senso di contemplazione e di attesa, dalla forte valenza trascendente. Spettacolare e claustrofobico nel suo inevitabile confronto tra l’astronave e l’universo infinito che la circonda, Sunshine è un film di fantascienza carico di emozioni. Un crescendo emotivo che culmina in un finale a sorpresa dove Boyle, con il suo stile visivo unico, dà vita a una narrazione insolita in cui un elemento onirico e per certi versi “acido” prende forma e sostanza in una minaccia estrema e apparentemente inspiegabile. Finzione, realtà, ossessione e sogno caratterizzano Sunshine come un film estremamente originale, in cui l’ansia della salvezza per il genere umano si confonde volutamente con un’inquietudine esistenziale dalla vocazione quasi ancestrale.

CRITICA

"Piacerà a chi alla fantascienza bamboccia di 'Star Trek' e 'Guerre Stellari' preferisce quella pensante di 'Solaris' e 'Odissea nello spazio'. Danny Boyle, il regista di 'Trainspotting', torna ad essere autore degno d'interesse. Peccato che abbia dovuto barcamenarsi con un budget sotto la media dei fanta-genere." (Giorgio Carbone, 'Libero,' 20 aprile 2007)

"Uscita europea prima che Usa per il nuovo film d'astronave stile ecologico di Danny Boyle: non è più lo stesso di 'Trainspotting'. Va alla ricerca di una sua Odissea nello spazio, ma sente sul collo il fiato horror di Alien, quello mistico di Solaris, perfino Vite vendute. Risparmia su effetti speciali per un fantasy messaggio anti hegeliano: tutto ciò che non è reale è razionale. Ma si può discutere di tutto, di scienza e religione, di filosofia e cinema: film onnivoro e senza scosse, ma con uno suo stile, un suo perché, un suo colore interiore, ben recitato e un poco teatrale." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 aprile 2007)

'Sunshine' di Danny Boyle è un viaggio fisico e spirituale, che fa perno solo sulla forza delle immagini visionarie del regista. (...) è un thriller apocalittico, certo, che però vira verso una dimensione più spirituale e interiore. Boyle ha girato con stile asciutto, pensando a Tarkovskij e Kubrick, ma ha perso l'equilibrio sulle scene d'azione. Peccato, perché il film vibra proprio quando l'astronave è immersa nel silenzio, in un'atmosfera terrificante e claustrofobica. Che tanto bene ci ricorda che il Cosmo forse non ci è ostile ma, di sicuro, noi umani gli siamo per lo meno indifferenti." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 20 aprile 2007)

"Opera fra le meno personali del notevole Danny Boyle, 'Sunshine' ('Luce del sole') è pur
sempre interessante. (...) Tragico e ottimista (il sacrificio generale sarà fecondo, come in 'Armageddon') a un tempo, l'epilogo è 'inglese' per il primo lato e commerciale per il secondo, visto che il film è distribuito dagli americani. L'esito vero è il primo: lo spettatore adulto lo capirà; ma 'Sunshine' sarà visto quasi solo da chi, di Boyle, ha amato tutt'al più il modesto ma fortunato 28 giorni. Comunque si rammenti che Boyle è l'unico giovane regista 'da pubblico' ad aver demolito i miti sessantottardi con 'The Beach'". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 20 aprile 2007)
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