Suburra

FRANCIA, ITALIA - 2015
3/5
Suburra
Storia di una grande speculazione edilizia, il Water-front, che trasformerà il litorale romano in una nuova Las Vegas. Per realizzarla servirà l'appoggio di Filippo Malgradi, politico corrotto e invischiato fino al collo con la malavita, di Numero 8, capo di una potentissima famiglia che gestisce il territorio e, soprattutto, di Samurai, il più temuto rappresentate della criminalità romana e ultimo componente della Banda della Magliana. Ma a generare un inarrestabile effetto domino capace di inceppare definitivamente questo meccanismo saranno in realtà dei personaggi che vivono ai margini dei giochi di potere come Sebastiano, un PR viscido e senza scrupoli, Sabrina un'avvenente escort, Viola la fidanzata tossicodipendente di Numero 8 e Manfredi il capoclan di una pericolosa famiglia di zingari.
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "Suburra" di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini (ed. Einaudi)
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI, MARCO CHIMENZ PER CATTLEYA, LA CHAUVE SOURIS CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 14 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Piove a Roma, diluvia biblico. Sette giorni, e poi l’Apocalisse: siamo tra 5 e 12 novembre 2011, si dimetterà Papa Ratzinger o Berlusconi? Si parte con il Papa, si finisce a Montecitorio, solo la pioggia rimane la stessa. E la Suburra, dove potere e criminalità si incontravano oltre duemila anni fa. E ora, e ancora.

Dal libro di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, qui sceneggiatori con Rulli & Petraglia, è Suburra, regia di Stefano Sollima, in carnet le serie di Romanzo criminale e Gomorra, nonché il film ACAB. Nelle nostre sale e in streaming globale (o quasi) con Netflix, il fuoricampo è di Mafia Capitale, e le dimissioni diventano tre: le ultime di Marino, solo ieri.

Roma, Vaticano e Ostia, ovvero Roma una e trina: sul litorale si vuole speculare, ristorantihotelcasinò sul modello Las Vegas, e la torta da spartire tra malavita locale, Numero 8 (Alessandro Borghi, il migliore), zingari, Manfredi Anacleti (Adamo Dionisi), e l’ultimo della Banda della Magliana, Samurai (Claudio Amendola, bravo), che rappresenta le famiglie del Sud, e riecheggia Carminati... Chi manca? Chi possa legiferare il progetto Waterfront, ovvero il deputato Filippo Malgradi (Pierfrancesco Favino, ruolo difficile, esiti medi): crack, sesso a tre prezzolato, e una minorenne che ci lascia la pelle. Malgradi è a bordo, ma quanti l’hanno in pugno, quanti vogliono un pezzo della torta?

Sollima, bontà sua, crede fermamente nel genere, nel gangster movie: finora, ha sbagliato solo ACAB, e difatti lì c’erano i celerini. Per levarsi il problema, in Suburra le forze dell’ordine non ci sono: polizia, carabinieri, nulla. Scherzi a parte, l’assenza delle “guardie”, ovviamente non imputabile a Sollima, si fa sentire assai: Samurai non ha un antagonista (il colonnello Malatesta del libro), e il film non guadagna un collage di prospettive criminali, piuttosto perde oltre al controcanto “morale” una ineludibile parte del tutto, che sia oppositiva o contigua o congruente vai a sapere. Roma dimezzata oppure Roma criminale e basta perché così è? Diremmo la prima.

Ed ecco il giudizio: la regia di Sollima e le prove degli interpreti sono superiori alla sceneggiatura, ovvero al lavoro di Rulli & Petraglia (Bonini e De Cataldo, par di capire, hanno subito). Sollima, che gli americani – siamo certi - ci ruberanno presto, non solo aderisce attivamente al genere, ma lo nobilita: la villa che si accende fluo, la fuga in suv (da dimenticare, al contrario, l’incidente automobilistico iniziale: gli effetti italiani non sono speciali, rassegniamoci), la sparatoria al centro commerciale e il close-up su occhio ceruleo e sangue, di chicche ne mette tante, sa girare come pochi, e senza, appunto, birignao autoriali.

Poi, gli interpreti. Di Borghi e il ritrovato Amendola abbiamo detto, ma aggettano bene dallo sfondo malavitoso anche i personaggi minori: non tanto la escort Sabrina (Giulia Elettra Gorietti) e la tossica Viola (Greta Scarano, bravina), quanto il Manfredi di Dionisi, brutto, sporco e cattivo come da copione e cronache, si direbbe, sui Casamonica. Brilla poco, viceversa, Elio Germano, nel ruolo di un PR intrallazzone nel mondo di mezzo: lo vestono male, gli danno un’identità, anche sessuale, incerta e sbiadita, laddove uno come lui meriterebbe di più.

Torniamo alla sceneggiatura. Al di là della fedeltà intermittente al libro, colpiscono negativamente alcuni dialoghi sballati, pleonasmi coatti (Malgradi che piscia sul balcone vista San Pietro) e facilitazioni indebite (Malgradi che fa i nomi alla escort): sia per architettura complessiva che per design interno, si poteva far meglio, eccome.

Ne viene, accanto all’ammirazione per un progetto glocal di respiro comunale e appeal internazionale (Urbi et Orbi), il rimpianto per un’occasione parzialmente persa: se tutto è Suburra, se tutto è mondo di mezzo, cos’è Suburra, cos’è il mondo di mezzo? Ovvero, genere e realtà possono convivere euristicamente e felicemente o per esaltare il primo va rimaneggiata la seconda? Appendice criminale.

NOTE

- REALIZZATO IN COPRODUZIONE CON LA CHAUVE SOURIS, COFINOVA 11, CINEMAGE 9; CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINE+, INDIE SALES, INDIE INVEST, HAUT ET COURT DISTRIBUTION.

- CANDIDATO AI DAVID DI DONATELO 2016 PER: MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (ALESSANDRO BORGHI, CANDIDATO ANCHE COME MIGLIOR PROTAGONISTA DI "NON ESSERE CATTIVO" DI CLAUDIO CALIGARI), AUTORE DELLA FOTOGRAFIA, SCENOGRAFO, MONTATORE ED EFFETTI DIGITALI.
PAKI MEDURI SAREBBE ENTRATO IN CINQUINA ANCHE PER IL FILM "ALASKA" DI CLAUDIO CUPELLINI, MA DA REGOLAMENTO VIENE CANDIDATO SOLO PER IL FILM PIÙ VOTATO.

- CANDIDATO AI GLOBI D'ORO 2016 PER: MIGLIORE ATTRICE (GRETA SCARANO) E FOTOGRAFIA.

- NASTRI D'ARGENTO 2016 PER: MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (GRETA SCARANO) E SCENOGRAFIA (PAKI MEDURI ERA CANDIDATO ANCHE PER "ALASKA" DI CLAUDIO CUPELLINI). PREMIO 'GRAZIELLA BONACCHI' COME ATTORE RIVELAZIONE DELL'ANNO AD ALESSANDRO BORGHI (ANCHE PER "NON ESSERE CATTIVO" DI CLAUDIO CALIGARI). IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: REGISTA DEL MIGLIOR FILM, ATTORE PROTAGONISTA (PIERFRANCESCO FAVINO), ATTORE NON PROTAGONISTA (CLAUDIO AMENDOLA), COSTUMI E MONTAGGIO.

CRITICA

"A chi si deve credere? Si esce con questo dubbio dalla proiezione di 'Suburra', il nuovo film di Stefano Sollima: bisogna credere al film appena visto con i suoi caratteri e le sue storie o alla memoria che cerca di collocare i vari personaggi all'interno della cronaca politico-criminale? Meglio la finzione che quella realtà dorrebbe ricapitolare e riscrivere o meglio la realtà, talmente forte e incalzante da soffocare se non proprio annullare il lavoro di finzione? Perché se una cosa non convince in 'Suburra' è proprio che questi due piani non si fondono, non collaborano tra di loro ma sembrano costantemente in guerra, in opposizione. È una delle grandi sfide del cinema quella di saper ricreare la realtà per forza d'invenzione, per restituire la credibilità e la leggibilità di un fatto o di un personaggio storico ma anche per farlo apparire sullo schermo «bigger than life» (e quindi più attraente, più interessante, più repellente o più mostruoso poco importa). Certo, il rischio è quello di allontanarsi dai «fatti», di dimenticare o cancellare una parte della «storia» ma è un rischio che va preso (e che si prendeva il cinema di genere che tanto piace a Sollima e ai suoi produttori di Cattleya) per dare forza e corpo alle storie che si sono scelte di raccontare. Suburra invece - e il problema mi sembra soprattutto della sceneggiatura (...) - sembra preoccuparsi piuttosto di non farsi prendere alla sprovvista dalla realtà che ogni giorno si incarica di offrire nuovi spunti all'immaginazione popolare. E quindi dentro tutto (...). Un po' troppo per un film solo, anche se di 140 minuti, ma forse non troppo per la futura serie tivù, che per tenere sveglia l'attenzione ha bisogno di tanti personaggi e tante situazioni. (...) un peccato perché sono molti gli elementi positivi del film, a cominciare da un cast di attori decisamente convincenti. Su tutti il 'samurai' di Claudio Amendola (...). Convincente anche la prova di Pierfrancesco Favino (...). Senza dimenticare i volti meno noti di Alessandro Borghi (...), Adamo Dionisi e Giacomo Ferrara a cui il film attribuisce le facce della nuova criminalità. Tutto questo Sollima lo dirige con la professionalità che nessuno gli contesta ma senza essere davvero capace di iniettare un po' di vera vita a dei personaggi realistici ma mai davvero 'veri'." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 10 ottobre 2015)

"(...) il western metropolitano di Stefano Sollima, dove una continua pioggia oppressiva lava via ogni speranza, arriva come sigillo di garanzia: marcio puro. È cronaca vera, tratta da verbali giudiziari, quindi dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini (...) Gli avvenimenti si susseguono «a imbuto», previa presentazione dei singoli personaggi, che poi formano quello che il commissario Ingravallo di gaddiana memoria chiamava «gnommero»: un pasticciaccio plausibile (...) questo noir che ricalca le atmosfere di 'Romanzo Criminale', condensa in 2 ore e 10 le 500 pagine del romanzo, liberamente tradito, e segna un robusto ritorno al cinema di genere. (...) Laici, o laidi, i personaggi di Suburra , ai tempi di Nerone quartiere postribolare, coincidente col Rione Monti, piacciono (...)." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 10 ottobre 2015)

"(...) un film corale, potente e inquietante che mescola cronaca e spettacolo." (Franco Montini, 'La Repubblica', 14 ottobre 2015)

"Non sembra neanche un film italiano tale è stata l'abilità nel girare le scene d'azione, la qualità delle immagini e il livello complessivo della recitazione 'Suburra', il nuovo lavoro con cui Stefano Sollima conferma il talento già dimostrato al cinema con 'Acab' e in televisione con le serie apprezzate anche all'estero 'Romanzo criminale' e 'Suburra'." (Daniele Cavalla, 'La Stampa', 19 ottobre 2015)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy