Stromboli (Terra di Dio)

ITALIA - 1950
Stromboli (Terra di Dio)
Karin è una giovane lituana che, durante la guerra, si trova in un campo di concentramento italiano. Qui conosce Antonio, pescatore dell'isola di Stromboli che s'innamora pazzamente della bella straniera, la quale per sottrarsi alla prigionia, acconsente a sposarlo. A Stromboli Karin non trova il paradiso descrittole da Antonio: l'isola è un ammasso di pietre vulcaniche, gli abitanti sono primitivi, il loro nido è una bicocca desolata e spoglia. Alla ribellione dei primi giorni subentra uno stato d'animo più equilibrato: Karin cerca d'avvicinarsi maggiormente al marito, collabora con lui nel riassettare la casa, cerca di far amicizia con gli isolani, ma trova soltanto incomprensione ed ostilità. Mentre la sua vita trascorre agitata tra delusioni e speranze, si manifestano in lei i segni premonitori della non lontana maternità. A questo punto il vulcano entra in una fase d'attività, portando distruzione e spavento. Karin decide allora di fuggire dal marito e dall'isola, passando attraverso il vulcano; ma, sopraffatta dalla stanchezza e soffocata dalle esalazioni sulfuree, dopo una crisi di disperazione, s'addormenta. Al suo risveglio, il pensiero della vita che porta in grembo la spinge a rivolgersi a Dio...
  • Altri titoli:
    Stromboli
  • Durata: 107'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.37)
  • Produzione: BERIT FILMS, R.K.O. RADIO PICTURES, BERO PRODUCTIONS
  • Distribuzione: R.K.O. - CDE HOME VIDEO, M & R

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO A INGRID BERGMAN (1951).

- LE RIPRESE DELLA PARTE DOCUMENTARISTICA SONO DI GIANFRANCO PACCHIANI.

CRITICA

"(...) (il film) fatto su misura per un'attrice (Ingrid Bergman) e per sottostare ad evidenti compromessi (che hanno fruttato al film il Premio Roma), segna, come si è più volte detto, e dopo "L'amore", una nuova e grave involuzione di Rossellini. Il tema di partenza e le non irrilevanti ambizioni non si risolvono in sede psicologica, sociologica e artistica". (G. Aristarco, "Cinema", n. 58 del 15/3/1951)
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