Stormy Monday - Lunedì di tempesta

Stormy Monday

GRAN BRETAGNA - 1988
Stormy Monday - Lunedì di tempesta
Cosmo, un uomo di affari americano di incerta reputazione, sbarca a Newcastle in Inghilterra. D'accordo con le Autorità locali, ha deciso di comprare e demolire tutto il centro storico cittadino, per installare a scopo speculativo fast-food e botteghe redditizie, dando con ciò una mano - a suo dire - ai disoccupati inglesi. Ma c'è Finney a sbarrargli la strada: è il proprietario di un locale dove si suona il jazz e si raduna piacevolmente molta gente. Alle dipendenze di Finney lavora come uomo di fatica un giovane irlandese, Brendan che, sentiti per caso una sera in un bar due scagnozzi di Cosmo parlare d'un attentato da fare a Finney stesso per indurlo a firmare la cessione del locale, preavverte il suo principale, che nel proprio ufficio manda in fumo il losco piano, sbeffeggiando i due armati. Brendan si è fatta un'amica in Kate, cameriera di un caffè e già amante dell'americano. La ragazza si è innamorata del giovanotto, Cosmo lo sa e, mentre Newcastle è in festa, con bandiere e majoretters, a celebrare la "settimana dell'amicizia anglo-americana", il boss, spera di raggiungere un triplice scopo: realizzare l'affare programmato, punire a tutti i costi quel Finney che gli è da sempre tenacemente contro e spedire negli Stati Uniti (ma in realtà all'altro mondo) la sua ex-pupa e lo spasimante. Gli andrà male su tutta la linea: la resistenza di Finney ha la meglio e i due giovani restano a Newcastle e ci restano vivi. Cosmo rimpatria con i suoi dollari e a Newcastle il vecchio centro storico rimane qual'era, con i suoi vecchi edifici, ma anche con le sue tradizioni migliori.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: BRITISH SCREEN MOVING PICTURE COMPANY FILM FOUR INTERNATIONAL
  • Distribuzione: BIM DISTRIBUZIONE (1988) - DOMOVIDEO, MULTIGRAM

CRITICA

"Il film è teso, spesso duro e non presenta crepe o ristagni di sorta. È ben consegnato e tutto plausibile, senza pestaggi né smargiassate, né inconsueti stereotipi. Anche la smagliante fotografia contribuisce a dargli un maggior spessore." (Segnalazioni Cinematografiche, vol.106, p.91)
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