Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più

ITALIA - 1972
Scomparso Ninetto Petroni "Er Più" di Borgo, ucciso da uno strozzino detto il "Cinese", sembra che nessuno possa succedergli e tantomeno vendicarne la morte, finché non giunge da Cefalù, chiamato dal cugino Ciccio, un fratellastro di Nino, Franco. L'uomo, destinato a diventare il nuovo protettore del rione, però è un pauroso. La gente di Borgo e lo stesso "Più" di San Giovanni, il macellaio Bartolo, comprendono ben presto che Franco non ha la stoffa di un "Più" Quando, però, tra i due rioni "nemici" si riacutizza l'ostilità, dovuta al fatto che per il primo impianto di elettricità a Roma San Giovanni viene preferito al Borgo, Franco riesce, sia pure involontariamente, a impedire che esso venga installato. Cominciando a ricredersi sul suo conto, gli abitanti di Borgo si convincono pienamente d'averlo giudicato male quando scoprono Bartolo ferito al ventre e Franco di fronte a lui con un coltello in mano (in realtà "Er Più" di San Giovanni è stato ferito per motivi d'onore dal fratello della fidanzata). Franco si afferma come un degno successore di Ninetto. Quando esce di carcere il "Cinese", giunge il momento della verità: grazie allo strano potere della bombetta di Ninetto, che calcata gli dà un coraggio straordinario, Franco vendica il predecessore scaraventando il "Cinese" nel Tevere. Nei giorni seguenti, affronta in duello gli stessi fratelli di Bartolo. Durante una festa in suo onore, però, Franco, affrontato dal fratello del "Cinese", deciso a ucciderlo, si dà alla fuga in compagnia del cugino Ciccio, poiché ha perduto la bombetta.
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Produzione: MONDIAL TEFI
  • Distribuzione: TITANUS

CRITICA

Parodia del film "Er Più", questa storia si sviluppa, con ritmo abbastanza sciolto, attraverso trovate e trovatine di quasi sempre efficace comicità. Più controllati del solito, i due protagonisti, attorniati da altri bravi attori , ottengono risultati discretamente spassosi dalla serie di situazioni più o meno farsesche che costellano la vicenda. Trattandosi di uno spettacolo dichiaratamente comico, gli accenni a presunte leggi dell'onore e il culto della violenza come mezzo di riscatto non assumono mai il valore di insegnamento. (Segnalazioni Cinematografiche, vol.74, p.54)
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