Storia d'inverno

Winter's Tale

USA - 2013
2/5
Storia d'inverno
New York. Peter Lake, ladro scaltro ed esperto, durante un furto incontra la bella Beverly Penn. I due si innamorano perdutamente, ma il loro è un amore sfortunato poiché Beverly soffre di una forma mortale di tubercolosi mentre Peter è costantemente minacciato di morte dal demoniaco Pearly Soames, un tempo suo mentore. Nell'arco di oltre un secolo Peter cercherà in ogni modo di salvare se stesso e il suo unico vero amore, sperando in un miracolo...
  • Altri titoli:
    A New York Winter's Tale
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS, CODEX ARRIRAW (2.8K), (2K)/PANAVISION, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Mark Helprin (ed. Neri Pozza)
  • Produzione: AKIVA GOLDSMAN, MARC PLATT, MICHAEL TADROSS, TONY ALLARD PER WARNER BROS. PICTURES, VILLAGE ROADSHOW PICTURES, WEED ROAD PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALY
  • Data uscita 13 Febbraio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Nel 2002 Akiva Goldsman, partendo da un libro di Sylvia Nasur, ha scritto la sceneggiatura di A beautiful Mind, e ha vinto il premio Oscar. Va ricordato che il film ottenne altre tre statuette, come miglior film, migliore regia (Ron Howard), migliore attrice non protagonista (Jennifer Connelly).
Una decina di anni dopo, Goldsman esordisce nella regia. Il punto di partenza è anche stavolta un romanzo, Storia d'inverno, di Mark Helprin. La storia prende il via a New York ma in due momenti distinti, separati da un secolo, agli inizi del Novecento e oggi, 2014. A tenere insieme i passaggi c'è Peter Lake, un abilissimo ladro che, mentre cerca di sfuggire alla caccia cui lo sottopone il suo ex mentore, il demoniaco Pearly Soames, entra in una grande casa dove conosce Beverly Penn, una giovane di cui si innamora perdutamente. Purtroppo lei soffre di una forma mortale di consunzione (leggi: tubercolosi) ed è destinata a morire in breve tempo. Peter fa l'impossibile per salvarla, non ci riesce ma dovrà aspettare cento anni per capire che è in arrivo la sua seconda occasione.
All'origine Storia d'inverno è un romanzone di circa 800 pagine e “vi ho lavorato –dice Goldsman- distillando quello che mi aveva emozionato di più, fino a farlo diventare la struttura base della mia scrittura”. Il risultato non è incoraggiante. Appesantito da una regia prigioniera di un formalismo fin troppo convenzionale e da un copione che propone un improbabile protagonista giovane centenario e come coprotagonista un cavallo bianco che mette le ali e vola tra i grattacieli di New York, il film annega dentro un romanticismo fuori tempo infarcito di spiritualismo new age abbastanza stonato e kitsch.
Per la serie: come avere un cast lussuoso e sprecarlo quasi tutto, da Colin Farrell a Russell Crowe, da Jennifer Connelly a William Hurt. Per finire con la veterano Eva Marie Saint, 90 anni a luglio, Oscar come miglior attrice non protagonista nel 1955 per Fronte del porto di Elia Kazan.

CRITICA

"Escono contemporaneamente il film di Akiva Goldsman (sceneggiatore di 'A Beautiful Mind) e il romanzo di Mark Helprin portato in Italia da Neri Pozza ma scritto trent'anni fa. Resta solo una parte del debordante intreccio ambientato a New York nell'arco di centoventi anni (ammirazione per le soluzioni scenografiche). (...) E' una faccenda di angeli e demoni. Una fiaba dalla trama esuberante per dirla educatamente, incasinata per dirla schietta." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 13 febbraio 2014)

"Per il suo esordio da regista lo sceneggiatore da Oscar ('A Beautiful Mind') Akiva Goldsman rischia grosso. 'Storia d'inverno' è l'azzardato adattamento dall'omonimo best-seller di Mark Helprin datato 1983. Si può mescolare fantasy e mélo spinto? (...) Film assurdamente simpatico, salvato da cast (Crowe deformato digitalmente in viso dalla rabbia funziona egregiamente) ed eccentricità oltre la media hollywoodiana. C'è anche la 90enne Eva Marie Saint dell'hitchcockiano 'Intrigo internazionale' (1956). Quando entra in scena è pura magia. Immortale anche lei." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 13 febbraio 2014)

"Nel trasporre sullo schermo il fluviale romanzo di Mark Helprin (Neri Pozza) - sorta di reinvenzione mitico-trascendentale della metropoli americana - Akiva Goldsman ha sfrondato la pagina, concentrandosi sulla storia d'amore e redenzione fra il ladro Peter, orfano venuto dalle acque, e la bella erede Beverly, consunta dalla tisi: una coppia romantica che un appassionato Colin Farrell e una Jessica Brown Findlay di preraffaellita bellezza incarnano in modo persuasivo. Ma a questo punto, e forse perché il Goldsman neoregista non è al livello del Goldsman sceneggiatore ('A Beautiful Mind', 'Angeli e demoni'), a risultare poco convincente è l'aspetto magico/messianico, per non dire del fattore demoniaco rappresentato dal criminale Russell Crowe e dal luciferino Will Smith. Cosicché si resta con l'idea di un buon film mancato." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 febbraio 2014)

"Che fantastico pastrocchio. Una favola involontariamente umoristica, nella New York del 1895, con coda ai giorni nostri, dove il ladro Peter s'innamora della verde Beverly, malatissima derubanda. E sui due aleggia il malvagio Russell Crowe. Mentre un bianco cavallo alato trasporta l'inebetito Colin Farrell, la platea si chiede: ha lo stesso parrucchiere di Balotelli?" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 13 febbraio 2014)

"Piacerà ai super romantici. E alle super romantiche. Quelle che piangono ogni volta che vedono 'Love Story' e rimproverano l'autore perché non ha trovato un escamotage per salvare la ragazza. Il romanziere Mark Helprin l'ha trovato 30 anni fa e ci ha fatto il best seller. Il merito di Akiva Goldsman (esordio nella regia, ma sceneggiatore di vaglia, vedere 'A Beautiful Mind') è quello di aver ridotto al minimo le zuccherosità della trama e di aver dato via libera alla fantasy nella seconda parte (se rimaneva inchiodata a New York nel 1903 veniva una discreta pizza)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 13 febbraio 2014)
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