Stimulantia

SVEZIA - 1967
"Flash a Charlie Chaplin" - Un viaggio a Londra alla ricerca della casa in cui nacque e trascorse i primi anni della sua infanzia Charlie Chaplin.

"I due amanti" - Due amanti si incontrano in un lussuoso albergo. Con il tempo, però, la loro relazione si è logorata e, sopraffatti dalla noia e dall'abitudine, l'uomo e la donna finiscono con l'ignorarsi.

"La collana" - Mathilde vive in modeste condizioni economiche e, per partecipare alla festa dei suoi sogni, chiede a un'amica di prestarle una collana. Poiché però, nel corso della serata, perde il monile, Mathilde - per dieci anni - vive in ristrettezze per poter ricomprare il gioiello all'amica. E' solo allora che scoprirà che la preziosa collana in realtà era falsa...

"Grand Prix" - Inchiesta sulla corsa automobilistica di Formula Uno che si svolge a Le Mans.

"La volpe e la virtù" - Una ragazza chiede un consulto a un avvocato per procedere contro un uomo che l'ha sedotta. Cambierà idea quando verrà a sapere che il dongiovanni è un uomo ricco e potente.

"La negra nell'armadio" - Dall'armadio della stanza di un uomo sposato compare e scompare una donna completamente nuda.

"Il volto di Daniel" - Il regista Ingmar Bergman monta alcuni video in 16 mm che aveva girato anni prima a suo figlio Daniel Sebastian, nel 1963-1964, durante il suo secondo anno di vita.


"Birgit Nilsson" - Un breve ritratto della famosa soprano svedese.

CAST

NOTE

- I TITOLI ORIGINALI SONO: "LLOPTACKTEN" ("FLASH A CHARLIE CHAPLIN"), "HAN-HON" ("I DUE AMANTI"), "SMYCKET" ("LA COLLANA"), "KONFRONTATIONER" ("GRAND PRIX"), "DYGDENS BELÖNING" ("LA VOLPE E LA VIRTÙ"), "NEGRESSEN I SKÂPET" ("LA NEGRA NELL'ARMADIO") E "DANIEL" ("IL VOLTO DI DANIEL").

- PRIMA PROIEZIONE 28 MARZO 1967.

CRITICA

"La ricerca di un'idea che stimoli gli autori svedesi d'oggi ci porta via via a scoprire il romanticismo sociale, la demitizzazione del sesso, la letteratura, lo sport, la persona umana, la pochade, la provocazione surrealista. Dei sette episodi, 'La collana' tratto da Gustav Molander, è senz'altro il migliore. Nel suo complesso, il film risulta un 'collage' alquanto futile e piuttosto affrettato e si riduce a una raccogliticcia operina sperimentale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 63, 1968)
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