Steve McQueen: una vita spericolata

Steve McQueen: The Man & Le Mans

GRAN BRETAGNA - 2015
Steve McQueen: una vita spericolata
Steve McQueen aveva un sogno: girare il film definitivo sulle corse automobilistiche, il più realistico, il più coinvolgente. Come avrebbe potuto immaginare che la lavorazione de Le 24 ore di Le Mans gli sarebbe costata così tanto, in termini artistici, economici e umani? Tra divergenze con la troupe, problemi con la sceneggiatura, incidenti e tradimenti, i registi Gabriel Clarke e John McKenna costruiscono - sul filo delle testimonianze di Chad McQueen, figlio di Steve, e degli altri protagonisti di quella storica avventura cinematografica - un film nel film sul circuito dove l'icona della vita spericolata sfrecciò confondendo la finzione con la realtà dell'autodromo. E compongono il ritratto di un uomo lanciato a tutta velocità nell'esistenza e nell'arte.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: JOHN MCKENNA PER THE MAN & LE MANS LIMITED
  • Distribuzione: I WONDER PICTURES/UNIPOL BIOGRAFILM COLLECTION
  • Data uscita 9 Novembre 2015

TRAILER

NOTE

- PRESENTATO AL 68. FESTIVAL DI CANNES (2015) NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSICS'.

CRITICA

"Gabriel Clarke e John McKenna hanno realizzato con questo documentario un ritratto non convenzionale di Steve McQueen, (...) Non convenzionale per come è costruito. Perché non è un resoconto lineare sulla vita personale a artistica della inquieta superstar degli anni 60-70, ma sceglie un punto di osservazione molto specifico e ne fa la parte per il tutto. (...) vera sintesi prima ancora che il mestiere di attore del suo modo di essere e di concepire la vita. Spericolata, come ci tramanda la famosa canzone di Vasco." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 5 novembre 2015)

"C'è un nuovo nome sull'albo dei grandi film maledetti che hanno travolto i loro creatori, e per una volta non è un regista ma una star. Steve McQueen. Proprio lui, l'eroe dei 'Magnifici Sette' e 'La grande fuga', idolatrato negli anni 60-70 per quel mix di durezza e malinconia che ne faceva una specie di risposta plebea a Paul Newman, ancor oggi usato in pubblicità come icona di eleganza virile. (...) adorava (...) sfrecciare sulle piste (...). La sua massima impresa al riguardo resta il secondo posto conquistato alla 12 ore di Sebring del 1970 dietro il professionista Mario Andretti. Ma proprio questa passione lo spinse a coprodurre e interpretare, sempre nel '70, il film più sfortunato e personale di tutta la sua carriera: 'Le 24 ore di Le Mans'. Un fragoroso fiasco che il tempo e la maestria delle riprese avrebbero trasformato in cult per gli appassionati di motori. Con mille leggende sulla sua lavorazione, ora rievocate in chiave di epopea, secondo la formula del film-che-uccide, da 'Steve McQueen: una vita spericolata' (...)." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 novembre 2015)
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