Starsky & Hutch

USA - 2004
Al solerte e zelante poliziotto David Starsky di Bay City viene affiancato, nelle indagini sul ritrovamento di un cadavere, il poliziotto Ken "Hutch" Hutchinson, di grande istinto e pronto all'azione, ma troppo spesso incline al "lavoro facile". L'informatore di Hutch, Huggy Bear, dà loro una pista: si tratta probabilmente di omicidio e gli indizi conducono al nome di un ricco uomo d'affari di nome Reese Feldman, trafficante di droga. La strana coppia, coadiuvata da due ragazze pon-pon loro ammiratrici, dovrà tentare di risolvere il caso, con metodi più o meno ortodossi...

CAST

CRITICA

"La trama è solo un pretesto per una salutare escursione tra i miti dell'epoca, come le fulminee sequenze che rimandano a 'Easy Rider', 'La febbre del sabato sera', 'Tutti gli uomini del presidente'. Stiller incarna uno Starsky maniaco dell'efficienza, Wilson disegna un Hutch menefreghista. La chimica fra i due funziona, ma Owen Wilson se la gioca meglio, mettendo quintali di ironia, mentre Stiller insegue lo spirito di Jerry Lewis. Ed alla fine, non proprio a sorpresa, appaio i due veri S&H, David Soul e Paul Michael Glaser, ormai sessantenni e segnati da una carriera deprimente, dopo il primo, travolgente successo. C'est la vie." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 27 agosto 2004)

"La storia della coppia di sbirri che si batte contro i narcotrafficanti sulla Ford Gran Torino bianca e rossa, grazie alla presenza del buffo talento del comico demenziale Ben Stiller, vira verso una contaminazione di generi che produce alcuni inaspettati effetti. Funziona la coppia: accanto al legalitario Stiller, c'è un altro giovane divo fuori dal mucchio hollywoodiano, Owen Wilson, uno dei 'Tannenbaum', nel ruolo di quello fuori dalle regole. Se il serial si basa sulla ripetitività, il film è unico, ma Stiller dice che si tratta di una reincarnazione, che è stato come evocare i personaggi originali." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 agosto 2004)

"Incredibile ma vero: dal cilindro dei saccheggiatissimi anni 70 stavolta esce un film tutto da godere. Sulla carta era solo l'ennesimo remake di una serie televisiva di culto, e francamente non ci avremmo scommesso un soldo. Invece questo 'Starsky & Hutch', così datato che sembra nuovo, è un piccolo miracolo. Un guizzante concentrato di intelligenza e ironia. Un amoroso esercizio di filologia, parolone solitamente usato per la cultura alta, compiuto sui materiali più popolari che ci siano. Ma senza far finta che il tempo si sia fermato, anzi. (...) Alla regia, Todd Phillips chiarisce fin dal principio l'intenzione comica del remake, con il brio e la leggerezza che oggi latita crudelmente in tante sedicenti commedie. Ma anziché scadere nella facile parodia, esaspera in chiave rétro elementi già presenti nell'originale: il gusto del travestimento, il gioco delle identità, il sottotesto ambiguo di questa amicizia virile, un certo libertinismo di stampo molto californiano." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero' 27 agosto 2004)

"Se gli episodi tv erano in bilico fra poliziesco e commedia, 'Starsky & Hutch - The Next Generation' sceglie la commedia con venature di parodia, mettendosi totalmente al servizio di Stiller e Wilson (al sesto film in coppia). Li concia in travestimenti ridicoli - dai mimi stile Marceau agli eroi di 'Easy Rider' - e li caccia nelle situazioni più masochistiche, mentre il filo della storia si riduce a puro pretesto." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 settembre 2004)
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