STARSHIP TROOPERS - FANTERIA DELLO SPAZIO

STARSHIP TROOPERS

USA - 1997
Siamo in un lontano futuro. Finito il liceo, Johnny Rico decide di arruolarsi come volontario nella fanteria mobile. A spingerlo non sono motivi patriottici, ma il desiderio di conquistare il cuore di Carmen Ibanez, di cui è innamorato e che invece con molta grinta si prepara a diventare pilota di astronavi. Insieme ad altre giovani reclute, Rico arriva nel campo dove si sottopone ad un duro addestramento. Qui, dopo qualche tempo, incontra Dizzy Flores a sua volta segretamente innamorata di lui fin dai tempi di scuola. Conosce anche Ace Levy, con cui fa amicizia. Ben presto Rico si mette in evidenza per capacità e preparazione, al punto da guadagnarsi il ruolo di caposquadra. Ma, durante un addestramento da lui guidato, si verifica un tragico incidente, che gli fa capire di aver fatto la scelta sbagliata. Quando ormai è sul punto di ritirarsi, arriva la notizia che i Bugs, giganteschi insetti con volontà omicida, stanno per sferrare un feroce attacco contro la Terra, e già hanno raso al suolo Buenos Aires, la città di Rico. Sconvolto per la perdita della famiglia, Rico allora decide di restare nella Fanteria per combattere gli odiosi insetti. La battaglia scoppia ed è cruentissima, con un altissimo numero di morti. Anche Rico sembra deceduto, ma è caduto sott'acqua, guarisce e torna attivo, in tempo per catturare la mente pensante dei Bugs e distruggere il loro cervello.
  • Durata: 128'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Tratto da: ROMANZO "STARSHIP TROOPERS" DI ROBERT A. HEINLEIN
  • Produzione: ALAN MARSHALL, JON DAVISON.
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA - TOUCHSTONE HOME VIDEO
  • Riedizione NO

NOTE

REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1998

CRITICA

"Originale ed emozionante fumetto avventuroso dell'estroso olandese Paul Verhoeven, che fa largo uso di ironia oltre che di effetti davvero speciali, nella spettacolare guerra fra i soldati spaziali e l'orripilante congrega di cimici, ragni, mosche ricostruiti al computer. Avvertenza: non andare a cercare significati reconditi, limitatevi a guardare". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 novembre 2001)

"Al di là delle letture ideologiche e dei rimandi ai generi più popolari dell'entertainment americano, compreso il western, 'Starship Troopers', fanteria dello spazio è un colorato fumetto spaziale, un divertente, sanguinolente giocattolone in cui rivive l'antica inimicizia tra fanti e avieri. Naturalmente fantastico per i trucchi bavosi, per i panorami digitali dell'infinito e per l'orrore dell'insettone super kafkiano, il racconto sta ai minimi termini psicologici, con un romanzetto sentimentale gestito da ragazzi belli e inespressivi. Interessa a Verhoeven la paura di un futuro omologato, come in 'Robocop', predisposizione genetica alla dittatura. Poiché da buon europeo cita Platone, speriamo che tutto resti nel mondo delle idee cinematografiche." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 7 marzo 1998)

"Certo, il regista fiammingo di 'L'amore e il sangue' va giù pesante; come satira era mille volte più sottile il 'Mars Attacks!' di Tim Burton. Ma se 'Starship Troopers' non diverte, o forse diverte solo gli spettatori più perversi, ottiene un effetto forse ancora più raro: fa paura. Proprio perché ci mostra bruscamente di che pasta son fatte le immagini di cui ci cibiamo ogni giorno. Il tutto con un fragoroso giocattolone che racconta; di giovani spediti su un lontano pianeta a combattere aracnidi giganti e bacarozzi lanciafiamme a colpi di eroismo e di atomiche. camerateschi paesaggi aridi che fanno un po' western un po' Desert Storm. E una, assenza di coscienza, dubbi, morale, tanto negli uomini quanto negli aracnidi, davvero da brivido." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 marzo 1998)

"Paul Verhoven ('Robocop', 'Atto di forza', 'Basic Instinct') trasferendo il romanzo sullo schermo ne ha rispettato in apparenza le intenzioni e le cifre ma le ha esasperate in modo tale da rivelare in più momenti dei risvolti se non caricaturali certo parodistici. L'addestramento dei militari, ad esempio. Per un verso cita volentieri i film analoghi dei Cinquanta ma, per un altro, trasforma i loro impegni nazionalistici in una sorta di revival dei rituali nazisti con emblemi, uniformi e aquile stilizzate. Una trovata, dosata con furbizia e seguita sempre con estro. Cui, subito dopo, si accompagna la Grande Guerra ai Bugs: con tutti gli effetti speciali chiamati in frotta per ottenere risultati orripilanti fino al disgusto: ma con efficacia e, pur negli eccessi, sempre dosati senza mai strafare. Un film curioso, perciò, che dovrebbe piacere anche ai cinefili per le tante parodie dei vari generi cinematografici che qua e là si affacciano tra le sue pagine. Perfino il western, rifatto sul Pianeta delle Cimici." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 marzo 1998)
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