Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith

Star Wars: Episode III - Revenge of the Sith

USA - 2005
Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
Sono passati tre anni dall'inizio della Guerra dei Cloni. Buona parte dei capi Separatisti sono stati uccisi e catturati. All'appello mancano però il generale Grievous e il Conte Dooku. Obi-Wan Kenobi viene così incaricato di andare alla ricerca dei due per catturarli. Nel frattempo, il cancelliere Palpatine acquisisce sempre maggior potere fino a prendere in mano il comando di quello che diventerà l'Impero Galattico. Questo grazie anche all'aiuto di Anakin Skywalker, che decide di passare completamente al lato oscuro della forza, rinnegando anche l'amore per Padme che è, segretamente, in dolce attesa...
  • Altri titoli:
    Star wars: La vendetta dei Sith
    Star Wars: Episode III
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: SONY CINEALTA HDC-F950, HDTV (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: RICK MCCALLUM PER LUCASFILM LTD.
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA, DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2008) - BLU-RAY: 20TH CENTURY FOX ENTERTAINMENT (2011)
  • Data uscita 20 Maggio 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Incubi premonitori ossessionano il cavaliere Jedi Anakin Skywalker (Hayden Christensen): la sua amata Padmé (Natalie Portman), da poco incinta, potrebbe perdere la vita. Per impedirlo, Anakin si farà corrompere dal Cancelliere Palpatine (Ian McDiarmid) - finalmente rivelatosi nella sua reale natura di Darth Sidious, signore dei Sith e futuro dittatore dell'Impero Galattico - lasciandosi ammaliare dal lato oscuro della Forza: la speranza di acquisire il potere per salvare Padmé lo allontanerà dal destino che gli era stato assegnato dalle profezie, quello di assicurare la pace in tutta la galassia.
Quasi trent'anni fa, George Lucas reinventò il cinema. Oggi, portando a compimento la saga che ha segnato, più di ogni altra cosa,  l'immaginario collettivo a livello planetario, lo stesso Lucas raggiunge vette di spettacolarizzazione assolute: Star Wars - Episodio III, di gran lunga superiore rispetto ai due precedenti capitoli, trova il suo maggior punto di forza nell'equilibrio stilistico/narrativo, nell'esplosione continua di luci e suoni, nella componente drammatica, mai così epica come in questo episodio, prologo conclusivo e al contempo risolutivo: la trasformazione che porterà il valoroso Anakin ad indossare le ombrose vesti del malvagio Darth Vader (che rifiutiamo di chiamare Lord Fener, come ancora accade nell'adattamento italiano)  è sofferta, motivata da un desiderio interiore incrollabile, quello di scongiurare la morte della sua donna. Alcune sequenze da antologia - la battaglia spaziale dei primi 20', il duello fra il maestro Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e l'allievo corrotto Skywalker sulle pendici laviche dell'Etna (scene che, fra l'altro, si vocifera siano state realizzate da Spielberg, da sempre amico di Lucas) - e un velo di catastrofismo politico, quanto mai attinente alle vicende del secolo appena trascorso e pericolosamente attuale ("E' così che muore la libertà: sotto applausi scroscianti", dirà Padmé in seguito alla conquista del Senato da parte di Darth Sidious), conducono lo spettatore a farsi partecipe di un crescendo emozionale significativo: il parto gemellare e la morte di Padmé, l'applicazione della maschera nera e il primo respiro di Darth Vader, la separazione e la consegna a due differenti famiglie dei neonati Luke e Leia, i due soli di Tatooine all'orizzonte chiuderanno e riapriranno il cerchio della saga. Il futuro, la rivolta contro l'Impero, è già stato scritto: per raggiungerlo basterà tornare al 1977.

NOTE

- PROIEZIONE SPECIALE AL 58MO FESTIVAL DI CANNES (2005).

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DEL MAESTRO YODA E' DEL REGISTA FRANK OZ.

- IL RUOLO DI CAPTAIN ANTILLES ERA STATO INIZIALMENTE OFFERTO A DENIS LAWSON CHE NEL PRIMO EPISODIO INTERPRETAVA IL RUOLO DI WEDGE ANTILLES.

- NOMINATION OSCAR 2006: MIGLIOR TRUCCO (DAVE ELSEY, ANNETTE MILES).

CRITICA

"La coerenza del nuovo episodio col progetto complessivo (narrativo, formale, simbolico) della saga salta agli occhi: anche se in parecchi hanno sottolineato l'aspetto più dark di questo a fronte dei precedenti, con relative ricadute censorie. Bisogna dire, tuttavia, che la sfumatina di nero riguarda l'aspetto 'diegetico' del film: i fatti narrati, insomma, non il modo di narrarli. Quando Anakin Skywalker va a sterminare gli apprendisti Jedi, per intenderci, fa gli occhi del cattivo e impugna la spada-laser; però - pietosa reticenza - un taglio di montaggio interviene prontamente a risparmiarci la visione della strage degli innocenti. Al contrario, è lunghissimo il duello finale tra Obi-Wan e il Cavaliere Jedi ormai adepto del Male. Il popolo degli appassionati sarà contento dell'ultimo atto. Come nelle degustazioni più ricercate, Lucas ha riservato il meglio per la fine." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 maggio 2005)

"E' il sesto e ultimo film della saga di George Lucas iniziata nel 1977 e non ancora finita: stanno lavorando a versioni in 3D di ciascun film e a una versione televisiva composta da 30 episodi di 30 minuti ciascuno, in parte dedicati a personaggi minori. Ne 'La vendetta dei Sith' massime novità: il Male sconfigge il Bene e vince, la repubblica si trasforma in un impero guidato da un capo autoritario, il film è interamente d'azione, composta da duelli alla spada-laser su mari di fuoco, di scontri umani e non umani. Di draghi, lucertoloni e piccoli animali con proboscide, di mezzi corazzati e aspre montagne. Divertente." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 20 maggio 2005)

"Alla luce delle dichiarazioni anti-Bush del regista, liberi tutti di dare alla sua mitografia un segno militante. Ma 'Star Wars' non sarebbe un film made in Usa se non lanciasse il suo messaggio accattivante, vivido e fragoroso. (...) Ma ciò che colpisce in prima battuta, è che un successo planetario di tali dimensioni sia impregnato di un pessimismo apocalittico. Sui personaggi che stanno sulla scena della politica e delle istituzioni, ma anche sui tanti fra noi pronti per denaro o sete di potere a partecipare alla svendita delle libertà. E se pensiamo che George Lucas ha ambientato le sue guerre stellari in una civiltà avanzatissima e scomparsa autodistruggendosi ('Star Wars' non lo dice, lo suggerisce), il mito suona come un campanello d'allarme. Come non provare un brivido di fronte alla didascalia iniziale che recita: 'Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana'?" (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 20 maggio 2005)
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