Star wars: Episodio I - La minaccia fantasma

Star Wars: Episode I - The Phantom Menace

USA - 1999
Il cavaliere Jedi Qui-Gonn Jinn e il suo giovane allievo Obi-Wan Kenobi arrivano nella Federazione del commercio per cercare di mettere un freno alla iniqua tassazione imposta dalla Federazione stessa. Ma il Vicerè li fa attaccare, loro scappano ma vengono accompagnati nella città sott'acqua. Intanto i Drudi vogliono prendere la Federazione e imprigionano la Principessa Padme Amidala. Quando la nave spaziale va in avaria, Qui-Gonn e Obi-Wan Kenobi arrivano al pianeta Tatooine e qui convincono la madre Shmi a lasciar andare con loro il piccolo Anakin, destinato a diventare apprendista Jedi e poi a seguire il resto della carriera dei cavalieri. Insieme arrivano a Khorus, dove giunge anche la Principessa. La Repubblica deve difendersi dalla Federazione. E mentre Qui-Gonn dice agli anziani che ha trovato il bambino grazie alla 'forza', appare evidente che il problema è catturare il Vicerè della Federazione. Ferito a morte, Qui-Gonn strappa a Obi la promessa che il bambino sarà addestrato. Finalmente il Vicerè viene messo alle strette e costretto a rinunciare alla franchigia commerciale. Obi è nominato cavaliere Jedi e Anakin apprendista. Un corteo di trionfo sigla la raggiunta pace.

CAST

NOTE

- 3 NOMINATIONS ALL'OSCAR 2000: PER IL MIGLIOR SUONO E I MIGLIORI EFFETTI SONORI E VISIVI.

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DEL MAESTRO YODA E' DEL REGISTA FRANK OZ.

- NEL 2012 E' STATA DISTRIBUITA IN SALA LA NUOVA EDIZIONE IN 3D.

CRITICA

"(...) Uno dei più grandi successi della storia del cinema, a suo tempo capace di ampliare confini e orizzonti, si ripresenta con un ritorno al passato, con minore vitalità immaginifico-narrativa, e con le forme più umane del suo fascino; la velleità di ragionare su massimi sistemi e partire da un'avventura facile, bambinesca; quel piacere di ritrovare personaggi e ambienti familiari che è il segreto di ogni film di serie (per non parlare dei serial televisivi), che dà un senso di protezione e di continuità rispetto a un mondo reale in cui tutto cambia velocemente, anche le famiglie". (Lietta tornabuoni, 'La Stampa', 17 settembre 1999)

"I veri brividi li provi solo quando parte il tema musicale di John Williams ed il logo di 'Star Wars', grazie al 3D, si allontana in profondità. Lì, è inutile nasconderlo, ti sciogli come se ascoltassi l'inno di Mameli (i leghisti perdonino l'accostamento) durante la finale mondiale di calcio. Purtroppo, però, forte di questa suggestione, finisci anche per illuderti che l'intera operazione di riconversione in tre dimensioni, voluta e realizzata dal geniale John Lucas, della saga più celebre di fantascienza prodotta su grande schermo, sia un continuo tuffo al cuore o un crescendo di «oh» esterrefatti. Non è così. Attenzione, però, a liquidare frettolosamente e negativamente il tutto. 'Star Wars Episodio l - La minaccia fantasma 3D' che da oggi ripiomba nelle sale cinematografiche italiane accompagnato dalla visione con gli appositi occhialini, era, tra i sei, il titolo peggiore dal quale far ripartire le avventure di Obi-Wan e soci. Il più logico dal punto di vista cronologico (...) ma il più debole, discusso, inviso (per non dire odiato) dai fan di 'Guerre Stellari' in termini qualitativi. Un film troppo atteso all'epoca che si rivelò una vera pugnalata al cuore per chi aveva amato, al limite della follia, i primi tre 'Star Wars' usciti al cinema. (...) La sensazione è che per dare un giudizio definitivo (mera operazione commerciale o valore artistico aggiunto?) non ci si possa limitare a questo film ma attendere l'uscita anche dei prossimi cinque. Solo allora capiremo se la «Forza» di 'Star Wars' proromperà in noi anche attraverso un paio di occhialini." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 10 febbraio 2012)

"«La differenza tra un film normale e uno in 3D è la stessa che c'è tra un film in bianco e nero e uno a colori: quello in bianco e nero è bello, ma quello a colori è molto meglio». Così George Lucas presenta la versione steroscopica (così bisognerebbe dire) del primo episodio di 'Star Wars' (sottotitolo: La minaccia fantasma) in uscita oggi in Italia come negli Usa. Il primo non in ordine di realizzazione, ma secondo la cronologia della saga: risale al 1999, e fu l'ultimo della serie a utilizzare ancora la tecnologia tradizionale, ma con una miriade di effetti e personaggi nati nel computer. Ad esempio, i tanti robot con cui gli eroi ingaggiano sparatorie simili a quelle western. Ma qui gli «indiani» sono delle macchine e, alla fine della sequenza, nonostante i tanti caduti sul campo, rimangono invece solo dei rottami e nemmeno una goccia di sangue. (...) Il 3D rende soprattutto la profondità: la nuova politica nel settore, infatti, è vietare gli effetti che facevano allungare le mani agli spettatori in cerca degli oggetti usciti dallo schermo. E questo va benissimo per i film che devono rinascere in questa nuova versione." (Luca Raffaelli, 'Repubblica Venerdì', 10 febbraio 2012)

"Probabilmente è superfluo dire che i blockbuster ormai sono da giudicare più in base agli incassi che alla loro qualità artistica. Quindi non c'è da sorprendersi della freddezza con cui è stata accolta l'ennesima puntata di una delle produzioni più redditizie della storia del cinema. Si tratta ovviamente di un'iniziativa di marketing e non di un prodotto artistico, e la critica cinematografica probabilmente non ha gli strumenti giusti per giudicarla. I suoi pregi e i suoi difetti, sicuramente più abbondanti i secondi dei primi, sono eclissati dalla capacità di produrre profitti che hanno prodotti come questo. Altrimenti non si spiegherebbe il successo di pubblico di un film che punta sulle trame di oscure corporazioni commerciali e su un personaggio come Jar-Jar Binks." ('Internazionale', 10 febbraio 2012)
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